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AMAREZZA... NIENT'ALTRO.

Un inutile dato statistico di menefreghisti…. La Gabanelli definisce così chi si asterrà dal voto il 4 marzo. E la cosa mi lascia molto ma molto deluso. Perché in quella schiera di persone che non andrà alle urne il 4 marzo, ci sarà, senza ombra di dubbio, una nutrita schiera di menefreghisti. Ma sono sicuro che la percentuale non è cospicua al punto tale da poter avere la sicumera (leggi arroganza) di affermare che chiunque si asterrà dal voto possa essere “un inutile dato statistico di menefreghisti”. Posso rispondere con un Gaber d’annata?
“E allora come si fa a tacciare di sterile menefreghismo uno che non vota? Potrebbe essere un rifiuto forte e cosciente di "questa" politica.
No, perché non è mica facile non andare a votare. Soprattutto non è bello farlo così, a cuor leggero, o addirittura farsene un vanto. C'è dentro il disagio di non appartenere più a niente, di essere diventati totalmente impotenti. C'è dentro il dolore di essere diventati così poveri di ideali, senza più uno slancio, un sogno, una proposta, una fede.
È come una specie di resa.
Ma al di là di chi vota e di chi non vota, al di là dell'intervento, al di là del fare o non fare politica, l'importante sarebbe continuare a "essere" politici. Perché in ogni parola, in ogni gesto, in qualsiasi azione normale, in qualsiasi momento della nostra vita, ognuno di noi ha la possibilità di esprimere il suo pensiero di uomo e soprattutto di uomo che vuol vivere con gli uomini.
E questo non è un diritto. È un dovere.”
Giorgio Gaber – Il Voto.

Questo per sottolineare che Gaber viene citato molto spesso “a cazzo”… e che il suo “Libertà è partecipazionesignifica ben altro che partecipare a quella giostra che le elezioni in questo paese sono diventate. E il prossimo che mi rompe le gonadi con la solita menata “Se non voti poi non avrai il diritto di lamentarti di nulla” sappia che, nel momento in cui sarà libero di lamentarsi (che altro non saprà fare), il sottoscritto sarà impegnato ad “essere” politico impegnandosi in politica attiva come ha sempre fatto nella sua vita. Ho avuto modo di dirlo e scriverlo migliaia di volte: “La Democrazia non ha nulla a che fare con una scheda e una matita”. E quello che ha affermato la Gabanelli mi provoca solo amarezza… nient’altro.

Pubblicato il 3/3/2018 alle 18.4 nella rubrica elezioni.

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