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I CINQUE SENSI RECUPERATI.

Il limite dello stare "on line" è qualcosa di non ben definito e definibile... ma esiste! Forse non è un limite unico o univoco! Magari si tratta di una serie, più o meno folta, di limiti, tutti importanti o nessuno più importante degli altri. Ma c'è una cosa che non ho mai "sopportato" dello stare on line: l'isolamento dal resto delle cose e persone che ti circondano! Se sei in una stanza, con un monitor davanti (e relativo Pc), o con un tablet, o uno smartphone o un portatile, stai pur certo che il resto del mondo immediatamente vicino a te, in un modo o nell'altro si eclissa, scompare ai tuoi occhi (ed anche al tuo cuore, talvolta). La solitudine del villaggio globale, secondo me. Una solitudine che non hai voluto o cercato ma che, inevitabilmente, ti sei scelto; perché, parliamoci chiaro: nel momento in cui stai digitando bits e bytes ad una tastiera, è automatico che la tua mente si estranei da tutto ciò che ti circonda... e, magari, ne provi anche piacere; paradossalmente, anche guardare un paesaggio, un particolare qualunque dell'intorno della tua esistenza e condividerlo in rete tramite una foto o un semplice pensiero (o aforisma, per i più abili), comunque è un atto di isolamento da ciò che ti circonda. Una cosa è guardare le tonalità del cielo ad un tramonto e parlarne con le persone a te vicine fisicamente, un'altra, invece, è immortalare l'evento (qualunque sia il mezzo di diffusione, immagine o parola scritta) e renderlo fruibile ad una moltitudine di persone che, il più delle volte, sono lontane, fisicamente, anche diverse centinaia di chilometri da te!
Potrebbe essere un discorso semplicistico, ma una folla di persone accalcate in un autobus, o un treno o, magari, in un parco, tutte con un tablet o uno smarphone che le tiene in contatto col mondo, difficilmente si può pensare che siano in contatto con coloro che sono distanti appena qualche centimetro.
Magari è per questo motivo che il social network che va per la maggiore, Facebook, sta cominciando a stancarmi al punto tale da voler assolutamente prendere una pausa (e, stavolta, penso piuttosto lunga)?
Non saprei. Probabilmente ho bisogno soltanto di riprendermi i contatti visivi, tattili, auditivi, olfattivi e, perché no?, anche del gusto. Insomma i cinque sensi recuperati, epurati dal virtuale e reimmersi nel reale.

Pubblicato il 20/1/2014 alle 20.51 nella rubrica Diario.

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