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CONSIDERAZIONI AD URNE CHIUSE!

Chiuse le pratiche di tipo elettorale, non ho voglia di fare analisi particolari su cosa è accaduto nel resto del paese. Voglio, piuttosto, concentrarmi su cosa è accaduto in questa regione: ciò che è accaduto nel resto del paese, ovvio! E fin qui tutto regolare, la Basilicata, per quanto regione piuttosto anomala e particolare, fa parte di un paese ben più vasto e, quindi, i meccanismi nazionali, in buona parte si ripercuotono anche qui... anche se, a dire il vero, ho sempre pensato che questa regione fosse il laboratorio di esperimenti che, poi, venivano brevettati ed applicati al resto del paese: Il Pd, tutto sommato, è nato qui, quando si decise di fare l'alleanza tra ex comunisti ed ex democristiani, prima che ci pensassero a livello nazionale. Poi, visto che qui aveva funzionato, fu esteso al resto del paese. Vabbè, sto divagando... ma, forse, non proprio. E se fosse esattamente così anche stavolta? Se la rivoluzione (parola che imperversa sui social network) fosse partita proprio da qui? No, perché... se così fosse, potremmo dire che, se ciò che nasce qui e funziona, poi si allarga al paese, potrebbe tranquillamente valere il discorso inverso: le cose che nascono qui e che dimostrano, in più occasioni, di non essere pratiche, perché laboriose, perché necessitano di tempo e di impegno serio a coinvolgere la gente... già!!! Dev'essere così!!! Ed io che sto a perdere tempo nel cercare i perché di un risultato assolutamente catastrofico per Comunità lucana?!? E' evidente che non calcolavo un fatto importante!!!!! Non calcolavo il fatto che questa regione è un laboratorio. E dai laboratori escono solo le cose pratiche e funzionali. In un laboratorio, se c'è una cosa che non può fruttare, che necessita di tempo e di sperimentazioni a lungo termine, beh... quella cosa non verrà mai messa in circolazione!!! Ecco spiegato l'arcano, finalmente!!! E' la dura legge del mercato, bellezza: un prodotto dev'essere prima di tutto utile ai più. Poi, non deve passare troppo tempo sotto i microscopi, ma deve fare una trafila abbastanza veloce, e se risulta di una qualche utilità "commerciale", allora può essere immessa sul mercato!!! E quanto ci voleva a capire una cosa tanto evidente??? Infatti, all'ennesima "grugnata" al muro, mi si sono aperti gli occhi. Ed ho capito che il progetto "Comunità Lucana" era uno di quei progetti che poteva avere una qualche utilità, certo; ma necessitava di tempi lunghi. Forse troppo, per un paese (o per una regione) che non si può permettere risultati così lontani nel tempo. E allora, se la rivoluzione ha bisogno di tempi ristretti, non avevamo nessuna speranza. Prova ne sia che il tempo ci ha castigati, invece di premiarci: perché ad ogni tornata elettorale alla quale abbiamo partecipato, c'è stato un "Decrescendo" (passatemi la metafora musicale) continuo. Insomma, è come un contadino che ogni anno semina un tot per raccogliere di meno di ciò che ha seminato! Quel contadino, alla fine, cambierà mestiere, se non vuole morire di fame, no?
Allora, a questo punto, diventa stucchevole tentare un'analisi puntuale e dettagliata di tutto. La verità è che ciò che si fa largo nel mondo è ciò che è immediato, di facile "ascolto", pratico e veloce. La Partecipazione (uso la maiuscola perché penso al senso che Gaber dava a questa parola) costa fatica, tempo e i risultati si vedono solo a distanza di anni. E una rivoluzione non può aspettare i nostri comodi. Ce ne ho messo, di tempo, per capirlo. Ma, alla fine, ho capito! E' inutile cercare altre strade per il cambiamento di questa Regione, di questo Paese, di questo Mondo. Il tempo che ci vuole, è nemico dell'uomo. L'uomo preferisce le rivoluzioni repentine, veloci. Quelle, però, vogliono sangue, ne hanno sete più del Conte Dracula. E il sangue non fa per me. Io ho sempre creduto nella "Rivoluzione dei passi necessari e del tempo che ci vuole"... il sangue, inteso come vittime sacrificate sull'altare del cambiamento, non rientra nei miei programmi. E' per questo che, prima ancora della riunione di Sabato, nella quale sarà proposto lo scioglimento di Comunità Lucana, io ho già deciso che questa guerra è definitivamente persa, dal mio punto di vista. E anticipo la mia decisione in merito: indipendentemente dalla decisione che l'assemblea vorrà prendere nella riunione di Sabato, io mi chiamo fuori!!! Non so ancora che strada prenderò... ma di sicuro, la via della partecipazione della gente a progetti condivisi, quella non è più la mia strada. Con gran dolore, sia chiaro, prendo la decisione; perché penso anche a quei quasi 900 votanti che hanno voluto premiarci col loro voto. Magari quei quasi 900 votanti si sentiranno traditi da questa mia decisione... ed io chiedo perdono fin d'ora per questa mia defezione! Ma cerchiamo di essere sinceri: una rivoluzione che si è avviata, così, con un'esplosione tanto potente, beh... quella rivoluzione vorrà le sue vittime e il suo sangue. Ed io mi immolo per primo. Gli altri non si sentano esortati a fare altrettanto, però! La prima vittima di questa rivoluzione sono io, ed io soltanto. Le altre che arriveranno, probabilmente, non ne saranno consapevoli quanto io lo sono. Ma tant'è!!! Considerazioni ad urne chiuse, che danno un solo responso: la rivoluzione deve andare avanti, e non può fermarsi di fronte alle mie obiezioni. Io mi fermo qui; rinuncio all'esperienza politica per la quale mi ero speso in maniera completa. E da questo blog, probabilmente, non si sentirà parlare più di temi importanti quanto quelli che ho trattato finora. Ma questo spazio rimarrà sempre il MIO spazio: quello nel quale verrò a rifugiarmi ogni volta che ne avrò la necessità. Questo è tutto. Nathan abbandona la battaglia per prendere altre strade! Quali siano, ancora non lo so.

Pubblicato il 26/2/2013 alle 22.38 nella rubrica opinioni politiche.

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