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IL MONDO CAMBIA SE SIAMO NOI A CAMBIARE.

Oramai penso di aver già detto più volte (qui e altrove) che Facebook mi pare diventato (ove mai non lo fosse da sempre) un luogo in cui abbondano nevrotici di ogni risma. Bazzicando la Home (e anche tante bacheche), è tutto un fiorire di pensieri (profondi o leggeri poco importa) che hanno, però, una sola peculiarità: autoreferenziali!!! Lo so che questo mi attirerà una serie di critiche e (probabilmente) in parecchi potrebbero risentirsi per questa mia "sentenza". Ma sono convinto di ciò che ho appena affermato. Opinione mia, ovviamente... ma le opinioni, si sa, si formano dopo aver fatto delle analisi (più o meno profonde). Oggi, chiacchierando con un collega, si parlava di Gaber, della sua attualità (oserei dire chiaroveggenza). Ma anche Pasolini è di un'attualità disarmante. E l'elenco potrebbe continuare, ma mi fermo a questi due perché mi pare che siano già sufficienti a chiarire dove voglio arrivare (oltre ad essere tra i miei preferiti). In tanti si affannano a riproporre su Facebook citazioni varie. E le citazioni non sarebbero un male di per sé, se queste fossero seguite da una serie di "fatti" che, in qualche modo, servissero ad applicare le idee di chi si cita. Purtroppo ho notato che la maggior parte delle persone che "citano", alla fine si fermano a quello!!! Senza, magari, passare dalla teoria alla pratica. Sembra che la Rete sia diventata una piazza nella quale discutere di tutto e di tutti... ma, a differenza della piazza, difficilmente si passa dall'idea all'azione. Prova ne sia la miriade di eventi organizzati da singoli o gruppi, che raccolgono una marea di "Parteciperò". Salvo, poi, vedere che alle manifestazioni applicate nella vita reale, il numero di partecipazioni è molto al di sotto delle più nefaste aspettative. Ovvio che il problema non è soltanto del mondo "virtuale" di Facebook... anche nella vita reale, chiunque voglia organizzare un evento, una manifestazione o qualunque attività, deve scontrarsi con la poca voglia (per non dire apatia) della gente. Insomma: la vita reale ha disilluso tantissime persone... e quelle disillusioni si sono trasferite nel mondo virtuale, lasciando a chi sta ad una tastiera, o davanti ad un monitor o con tra le mani uno smartphone, l'illusione di poter operare una rivoluzione di un mondo che non ci piace più. Ma non mi stancherò mai di ripetere che per cambiare il mondo, bisognerebbe cominciare a cambiare il nostro personale atteggiamento nei confronti del mondo. Perché... va anche bene prendere a modello gli insegnamenti di Gaber, o di Pasolini o di Gandhi. Ma se li si prende, li si impara a memoria e poi non li si mette in pratica, anche la citazione, poi, diventa un affare sterile, che non serve a nessuno. Ma, forse, esiste anche un'altra illusione: che diffondendo certi modi di concepire il mondo, questo possa essere cambiato dalle moltitudini (?) di persone che si imbattono in questi modi di concepire 'sto benedetto mondo! Insomma: come al solito, siamo alla "delega" a qualcuno per riuscire a cambiare le cose... perché la disillusione personale è troppo forte. Ma se invece di disillusione si trattasse di pigrizia? Insomma, visto che ho parlato di citazioni, voglio concludere questo mio post con la citazione seguente:

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo (Mohandas Karamchand Gandhi).

Insomma: Il mondo cambia se siamo noi a cambiare. E per cambiare, c'è bisogno che ognuno di noi cominci a fare qualcosa per il mondo.

Pubblicato il 10/1/2013 alle 21.18 nella rubrica Cultura.

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