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LA RABBIA CHE MONTA... MA NON SFOGA.

L'Italiano non esiste, come popolo... siamo sinceri!!! Esiste un coacervo di razze ed "etnìe", di incroci e di popoli che furono uniti "forzosamente" circa un secolo e mezzo fa. Ma che per millenni erano stati popoli diversi, differenti, lontani, per certi versi. Cosa mai sia passato per la mente dei "Risorgimentali" che progettarono l'unificazione di popolazioni con culture differenti e anche lingue differenti, è un mistero. E dopo l'unificazione forzosa, D'Azeglio pronunciò la famosa frase "L'Italia è fatta. Ora facciamo gli italiani". Ma se ci pensiamo bene, dopo questa unificazione,  è arrivata la prima Guerra civile italica (Il Risorgimento, con relativa guerra repressiva a quello che venne definito, forse frettolosamente, Brigantaggio). Un momento importante della nostra storia che non ha molti punti di chiarezza, se non nella retorica delle celebrazioni e dei luoghi comuni sul cossiddetto Risorgimento... ma nasconde una marea di zone d'ombra che la storiografia "Alta", quella degli storici ufficiali, non si è mai sognata, in 150 anni, di affrontare senza remore e, soprattutto, senza ipocrisie. Ecco, una nazione creata a tavolino e unificata con guerre e repressione, alla fine, non ha creato un popolo. Ha soltanto lasciato che i vari popoli che avevano preceduto questa unificazione, cominciassero a convivere e "sopportarsi" l'un l'altro in nome di una speranza, di aspettative di vita migliori di quelle che, fino a quel momento, avevano vissuto. E ci si meraviglia del fatto che l'italiano continui a subìre ciò che subisce da decenni? Senza neppure provare a ribellarsi, ma riponendo fiducia ogni volta nel nuovo "condottiero" che dovrebbe realizzare quelle speranze e quelle aspettative di vita di cui sopra? Io non mi meraviglio più (forse non mi sono mai meravigliato, a dire il vero). Sono certo che la rabbia che monta, prima o poi sfogherà in qualcosa di sanguinoso e sanguinario (come la storia della penisola ci insegna da millenni). Perché, quando non ci sarà più modo di unire il pranzo con la cena, probabilmente, si imbracceranno le armi. E' questo che il sedicente uomo politico di questo paese non ha mai voluto capire. Che continuare a spremere la gente, alla fine, porta ai vari "Piazzale Loreto" e non ad un traguardo sfavillante. E da come si stanno evolvendo le situazioni, negli ultimi mesi, ho paura che un'accelerazione verso situazioni pericolose non è tanto lontana. Finora abbiamo visto la rabbia che monta... ma non sfoga. Perché quella rabbia trova sempre un "Pifferaio" che riesce a dominarla (Mussolini, Craxi, Berlusconi, Grillo... tanto per citarne solo alcuni). Ma quando il pifferaio non avrà più note da suonare... penso che il baratro della tragedia sarà raggiunto. E quando si raggiunge lo sfogo di una rabbia montata per decenni... chi potrà controllarla?
Sono pessimista? Forse! Spero di sbagliarmi e che tutto possa trovare una soluzione differente. Ma il quadro che ho davanti... non mi lascia dubbi.

Pubblicato il 21/12/2012 alle 21.22 nella rubrica Diario.

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