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MERITOCRAZIA... MA CE LA MERITIAMO LA DEMOCRAZIA?

Sia chiaro: sono un sostenitore della meritocrazia! E, ovviamente, a chiunque lo si domandi, la risposta sarà per tutti la medesima: SONO UN SOSTENITORE DELLA MERITOCRAZIA! Anche coloro che, magari grazie a qualche aiutino, sono giunti ad ottenere posizioni che, altrimenti, sarebbero andate a qualcuno più meritevole (sia pure per pochissimi "millimetri"), diranno a chiunque glielo chieda, che sono favorevolissimi alla meritocrazia. Ma questo nostro benedetto paese, baciato dal sole, posto su una penisola bellissima adagiata nel Mediterraneo, è quello stesso paese nel quale vige la "LEGGE" del "Qui NESSUNO è fesso". Pertanto, visto che nessuno è fesso, sono in tanti a ritenere cosa legittima e sacrosanta, di avvalersi di un "aiutino" per giungere a coronare i propri sogni o per raggiungere la posizione agognata... e se per quell'aiutino, ci sarà qualcuno "danneggiato" beh: vorrà dire che quel qualcuno non aveva l'aiutino giusto, no? E a giustificazione di ciò, si porta la riflessione che tante volte è accaduto che gente che aveva l'aiutino giusto è passata davanti a noi. E siccome non siamo fessi, è arrivato il momento in cui abbiamo deciso di utilizzare gli stessi mezzi ed "aiutini", per ottenere ciò che da tempo ci sarebbe spettato.
Ora, se la parte più "comune", più "normale" del paese ha sempre funzionato in questo modo, se si è fatto "SISTEMA" un modo siffatto di concepire le postazioni, più o meno importanti, della cossiddetta Società Civile, allora, perché meravigliarsi del fatto che, poi, nelle postazioni che "contano", quelle nelle quali si amministra il Potere, debba essere differente? Perché, siamo franchi: se per ottenere un posto, sia pure di basso livello, in una qualunque amministrazione pubblica, invece di lavorare duro, invece di metterci tutto l'impegno e il sudore necessario a meritarselo, questo posto, si preferisce la "scorciatoia" dell'amico, o degli "amici di amici" (in gergo "compari"), del "Santo in Paradiso e chi più ne ha più ne metta... perché mai dovremmo pensare che, invece, per ottenere una postazione di potere (che parte dall'esponente del più periferico dei Comitati di Quartiere fino ad uno scranno di Parlamentare), i giochi dovrebbero essere differenti? Anzi, coloro che vanno ad occupare le posizioni di potere, ti prendono pure in giro, se gli fai qualche appunto, con la fatidica frase: "Sono stato eletto dai Cittadini".
Dunque, dove vorrei arrivare con questa riflessione? Beh, semplice!!! Siamo in tanti, forse troppi, ad essere nauseati da ciò che ogni giorno vediamo compiuto dai nostri rappresentanti "Alti": dai rappresentanti parlamentari ed istituzionali a carattere nazionale fino ai nostri rappresentanti meno alti (consiglieri regionali, provinciali o comunali). Ma questi "signori", mi domando: come sono arrivati in quei posti? Per meriti? Perché all'inizio del loro percorso si sono rimboccati le maniche, hanno sudato le fatidiche "sette camicie" e, quindi, hanno superato le prove alle quali erano stati sottoposti? Certo, per ottenere dei risultati, hanno sì lavorato e si sono impegnati... ma alla fine, diciamoci la verità: anche loro hanno fatto ricorso a "compari" ed amici per raggiungere il loro sogno.
La conclusione, allora, è la seguente: è colpa un po' di tutti noi, se le cose che ci nauseano, poi, accadono comunque. Perché non abbiamo voluto dire un NO secco a chi, venendo da noi, e ricordandoci un favore fatto chissà quanti anni prima, è venuto ad incassare la sua cambiale!!! Ed è colpa soprattutto nostra, che non ci impegnamo in prima persona, che continuiamo a delegare e delegare e ancora delegare qualcuno che faccia, al posto nostro, ciò che dovremmo, invece, fare noi in prima persona. Ho sempre pensato che se il marciapiede davanti casa mia è pieno di rifiuti, foglie secche e cartacce, ho davanti a me due alternative: o armarmi di ramazza e pulirmelo da me, oppure aspettare che qualcuno lo faccia per me. Perché non dovrebbe valere la stessa cosa se, al posto del marciapiede, vi fosse la Res Publica? Ecco, per parlare di Meritocrazia a tutto tondo, dovremmo cominciare da questa domanda:
Meritocrazia... ma ce la meritiamo, la Democrazia?
Io dico che, almeno per ciò che si è visto finora, questa democrazia benedetta, non ce la meritiamo affatto. E chi occupa le posizioni più alte in questo paese, ce lo sta sbattendo sul grugno ogni giorno, questo nostro non merito. Come ogni cosa, anche la Democrazia è qualcosa che bisogna meritarsi. E per meritarsi qualcosa, c'è bisogno di rimboccarsi le manche, lavorare duro, sudare!!! Se non avremo sudato abbastanza, non ce la saremo meritata per nulla, la Democrazia.

Pubblicato il 18/12/2012 alle 22.45 nella rubrica opinioni politiche.

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