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VISITE INATTESE.

Una faccia della mia personalità complessa e, per molti aspetti, contorta, è anche quella di fissare sulla carta dei pensieri in forma di versi. Non oso (e non mi sognerei di farlo mai, neppure per scherzo) chiamarle poesie.... la poesia è riuscire a trasformare le emozioni in parole... e credo che non siano in tanti a saperlo fare! Io, no di certo!!! Eppure, dopo anni, pochi minuti fa, ho preso un pezzo di carta ed una penna, ed ho fissato, senza stare a pensarci più di tanto, dei versi che ora, di impulso, mi viene la voglia di condividere anche via rete (a dire il vero l'ho già fatto su Facebook... ma nel mio cantuccio fatto di bit, mi pare più vero e più confortante, soprattutto per me). Fate l'uso che più vi piace di questo mio delirio notturno. L'unica preghiera, al solito, è quella di citare la fonte (se qualcuno fosse interessato a pubblicarlo). Vi lascio con questa mia follia, che ha lo stesso titolo di questo post:

Visite inattese.


Qualche fammento di malinconia,
cocci sparsi di rancori,
trucioli di memorie vaghe…
sparsi sul pavimento mille schizzi di ipocondria...
ma ti sorprendi a pensare,
e scopri che sia
ovvio e giusto…
e naturale, quasi, che rimangano
a tavola con te…
ancora una volta.

Antonio Bevilacqua

Potenza 12.12.2012

Pubblicato il 12/12/2012 alle 0.59 nella rubrica versi.

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