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PROGETTI E LEADERS.

Sono anni che non seguo più il calcio. Ovviamente, non è possibile, sempre, evitare che il calcio ti piombi addosso in un modo o nell'altro, ma se posso evitare di guardare in TV ciò che riguarda il pallone, sto meglio, molto meglio. Questa premessa è obbligatoria se si considera dove voglio andare a parare. Partiamo da uno dei personaggi più antipatici che mi sia capitato di vedere (anche se poco, per scelta) nell'agone sportivo-calcistico nostrano: Mourinho! L'ho visto per la prima volta qualche anno fa, quando si parlava della possibilità che potesse arrivare in Italia. Mi fece subito una pessima impressione (epidermica, confesso). Ma ascoltarlo mi servì a confermare questa brutta impressione. E cosa dire di personaggi come Fabio Capello, Roberto Bettega (io ricordo benissimo quanto erano antipatici da giocatori... ho un'età per poterlo ricordare :-) ). Una volta usciti dal rettangolo di gioco come atleti, le loro carriere sono continuate all'insegna dell'antipatia più profonda. Qualcuno si ricorda di quanto fosse "simpatico" il presidente della Roma? Il presidente Viola non brillava per simpatia neppure un po'. E potrei proseguire con l'elenco di persone per nulla simpatiche del mondo del calcio (ci metto Gianni Rivera che, comunque, ha avuto il buon senso di starsene fuori dal mondo del calcio una volta conclusa la sua carriera di campione indiscusso). Non proseguo per il semplice fatto che questi esempi, bastano a chiarire quanto segue: se il problema principale di una squadra di calcio sono i risultati (o un progetto anche a lunga scadenza), la simpatia di chi deve portare questi risultati, conta ben poco. Mourinho, Capello, Bettega, Viola... tutti costoro che non brillavano (e non brillano) per simpatia, hanno comunque ottenuto dei risultati e, potenzialmente, possono ancora ottenerne. Ai tifosi, poi, questi personaggi risultano perfino simpatici! A tutti coloro cui interessa il risultato finale, poco importa che questi personaggi risultino simpatici o meno. Soltanto coloro che mettono ai primi posti le qualità umane (in senso lato, intendiamoci) delle persone, importa poco del risultato: perché è più importante che le persone siano umanamente accettabili che non i risultati da raggiungere o i progetti da realizzare. Mi viene in mente un episodio della serie televisiva "Dr. House", nella quale il medico in questione veniva accusato di essere freddo, distaccato e misantropo (rispetto ai pazienti); più interessato alla malattia che non al paziente. E il medico obiettava al paziente che gli faceva notare ciò: "Preferisce che io la guarisca dalla sua malattia senza neppure dirle buongiorno o, magari, che le tenga la mano mentre muore?". Domanda odiosa, certamente. Ma quale paziente non opterebbe per la prima eventualità?
Ora, io mi domando, a questo punto, cosa cambia in altre situazioni? Che so? In politica, per esempio. Il caso di Comunità Lucana - Movimento no oil, e il suo portavoce: Miko Somma. In questi ultimi mesi ho assistito ad attacchi anche piuttosto feroci alla sua persona (non al suo modo di fare politica). Persone che, pur abbracciando in toto il progetto, avevano delle riserve sul leader del movimento. Qualcuno si è anche spinto a dire che finché Miko rimaneva ai vertici del movimento, mai avrebbe votato per Comunità Lucana - Movimento no oil.
E la mia amara conclusione è: se è più importante il modo di essere di un leader che non il progetto politico di un movimento beh... si fa poca strada!

Pubblicato il 19/3/2010 alle 12.47 nella rubrica opinioni politiche.

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