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PICCOLA RIFLESSIONE SULLE ELEZIONI.

Tutto ciò che è accaduto a livello locale e nazionale su queste elezioni Regionali, ha un sapore variabile dal grottesco al disarmante. Cominciamo a riflettere su un fatto: il Pdl, in due regioni importantissime (come il Lazio e la Lombardia), non riesce a presentare le liste. Nel primo caso perché un Presentatore di lista (che, voglio sottolinearlo, è, fino al  momento del deposito della documentazione in Corte d'Appello, la persona più importante del partito politico... anche più del candidato presidente), pensa bene di andare a farsi un panino. Risultato? Scade il termine delle ore 12.00 e, quindi, la lista è fuori dalla competizione elettorale! Dilettantismo allo stato puro, si dirà. Ma io faccio una lettura lievemente differente da quella che si potrebbe fare: La superficialità, accoppiata all'arroganza che caratterizza il muoversi nell'agone politico da qualche lustro a questa parte, sono messi in evidenza proprio da questi episodi. Se ne vuole un'altra prova? La lista di appoggio al Governatore uscente della Lombardia, Formigoni, è fuori dalla competizione elettorale per una questione di circa 500 firme annullate. Ecco, questa è ancora una volta la prova di superficialità ed arroganza di chi occupa posizioni di potere: pensare che questioni anche formali possano essere in qualsiasi modo aggirate. Vogliamo pensare anche a qualche lista che si trova tra i sottoscrittori qualche persona defunta? E' il caso di una delle liste in una provincia del Veneto. E, venendo alle cose di "regione" nostra, il fatto che due possibili concorrenti alla tornata elettorale come i Radicali e Comunità Lucana - Movimento no oil siano fuori per non aver raccolto le firme sufficienti? E, magari, l'ulteriore riflessione che, guardacaso, gli unici  gruppi politici che abbiano parlato di tematiche connesse all'ambiente (anche con denunce nelle sedi competenti) siano fuori dai giochi elettorali... non è proprio una cosa normale, secondo me.
Tutto questo, però, è solo una premessa ad una considerazione che faccio analizzando ciò che vedo intorno a me: l'assoluta mancanza di partecipazione, da parte della gente, a queste che pure sono delle cose che dovrebbero scatenare, perlomeno, indignazione. E, invece, regna un'apatia, un disinteresse... ma dovrei dire rassegnazione! Ebbene sì: la gente, quella società civile (almeno parte di essa) che sperava nei movimenti, nelle associazioni e quant'altro... quella parte di società civile, appunto, tace! Non riesce a reagire ad una situazione di un'anomalia sconcertante come ipotetiche irregolarità nella raccolta delle firme di sottoscrizione o, magari, di fronte ad episodi di dilettantismo incredibile. Ecco: la rassegnazione della gente che, magari delusa per la mancata possibilità di avere una alternativa seria allo status quo, mi lascia tantissimo amaro dentro. E' come se la speranza fosse morta. E la cosa, purtroppo, non mi piace per nulla.

Pubblicato il 3/3/2010 alle 11.57 nella rubrica elezioni.

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