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PRESENTO "COMUNITA' LUCANA" CON UNA STORIELLA.

 

 

In un paesino di campagna, il maestro elementare, dopo anni di lavoro, era andato, finalmente in pensione. Si era insediato il nuovo insegnante che, complice la tranquillità del luogo, la giovane età e la passione per un lavoro importante come quello di prendere per mano dei bambini e condurli nel mondo, aveva cominciato a profondere tutte le sue energie per compiere al meglio il suo compito. Dopo qualche anno, però, la tranquillità solita del luogo, cominciava a subire degli scossoni: capitava, ad esempio, che un giorno qualcuno inviasse alla Procura della Repubblica un ricorso contro le deliberazioni del Comune che, non prestando assolutamente attenzione alle istanze dei cittadini, decideva non per il bene comune, ma per il bene di pochi; che frequenti erano le proteste scritte e le manifestazioni contro questo o quel provvedimento del Sindaco, del notabile di turno o, anche, del parroco. La tranquillità del paesino, dopo decenni di tenuta, cominciava a non essere più caratteristica peculiare del piccolo borgo. E il giovane maestro, che aveva vissuto qualche anno di amenità campagnole, era il più meravigliato di questo cambiamento.  

Addirittura, un giorno, si ritrovò egli stesso oggetto di un richiamo dal suo direttore didattico: un comitato di genitori aveva, infatti,  scritto al direttore che il maestro, in più di un’occasione, si era presentato al suo posto di lavoro in abbondante ritardo. Per giorni e giorni si era domandato che cosa potesse essere accaduto di tanto importante da compromettere la tranquillità del paese.
 Il giovane insegnante, un giorno, si era deciso ad andare a far visita al vecchio maestro per domandare se anche a lui fossero capitati episodi del genere. E il giovane maestro illustrò al pensionato insegnante il quadro della situazione… sottolineando di non riuscire a spiegarsi il perché di una tale mutazione del clima nel borghetto di campagna.
Il vecchio insegnante, finito di ascoltare lo sfogo del suo giovane collega, per qualche istante tacque, facendo qualche sospiro e tenendo un’espressione sardonica. Poi disse: “Scommetto che hai insegnato a quei bambini a leggere e scrivere!”.

Mio padre, raccontando questa storiella, ripete che si tratta di un episodio veramente accaduto. Non ho motivo di credere il contrario. Del resto, quando penso alla TV, ai giornali e a tutti gli organi di informazione canonici, mi viene da pensare che il loro compito dovrebbe essere proprio quello di “insegnare a leggere e scrivere”. Invece, a quanto pare, avviene il contrario. I fatti (l’a b c) sono spariti.

Penso a questa storiella e mi viene in mente che vi siano tanti modi di rendersi utili agli uomini. Insegnare a leggere e scrivere, più propriamente, provare a dare alla gente gli strumenti per farsi un’idea del mondo ed, eventualmente, un progetto condiviso per una società migliore, più vicina alle esigenze dei più, sia un dovere. Con Comunità Lucana, braccio politico di un Comitato no oil lucania, proveremo a fare questo.

Pubblicato il 26/3/2009 alle 14.13 nella rubrica opinioni politiche.

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