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UN ALTRO PASSO VERSO LE AMMINISTRATIVE.

Leggo, su Facebook, una nota del mio amico Bonaventura Postiglione che riporto integralmente (visto che non tutti i miei quattro lettori possono accedere a Fb).

La politica, il litigio, l'azione!

Oramai la politica in Italia non si fa più. Ed in Basilicata, non ne parliamo! I nostri politici perdono una immane quantità di tempo per i litigi interni ed esterni. A noi spetta il compito di concretizzare quelle azioni comuni affinché finalmente si possa combattere la mala amministrazione che va dai cantieri selvaggi, mostre di quadri, traffico in tilt, buche e voragini sulle strade... al petrolio, alle acque, ai segreti della Fenice di Melfi e della Trisaia di Rotondella, alla erosione delle coste joniche, ai ponti che crollano, ai paesi che franano, ai tumori che crescono... alla vivibilità di questa terra che è stata abbandonata da chi la governa e la sua inutile opposizione.

Riporto, inoltre, un commento, sempre dell’amico Postiglione al post “IL MIO CANDIDATO SINDACO

Caro Antonio, leggo che la proposta di candidatira a sindaco di Miko... è una provocazione e questo lo so. Dopo questa benedetta provocazione uscirà un altra proposta di un altro provocatore che farà la stessa cosa, proporrà un altro movimento civico, figlio di chissà quale altra madre, con un altro bel simbolo e ci sarà un altra candidatura provocatoria. Ovviamente ignorerà la vostra proposta. Poi ne uscirà un altro, ed un altro ancora. Ciascuno ignorerà la proposta del precente. E' come il cane che si morde la coda. Gira gira e non riuscirà mai a mordersela. Nella mia lunga vita di 'civico' di fenomeni come questo ne ho visti tanti nascere e morire inesorabilmente. Il dato politico è che oggi chi vogliamo combattere si sta sbellicando dalle risate. Qui sembriamo tutti 'quattro amici al bar'. Se vogliamo fare un pochino di autocrita, io la faccio per me, rasentiamo il ridicolo!

Avrei voluto scrivere subito qualcosa… ma, in vita mia, ho sempre avuto bisogno di metabolizzare le informazioni delle quali venivo in possesso prima di esprimermi in merito. Penso di aver metabolizzato il tutto e di aver compreso una cosa importante: E’ vero, coloro che abbiamo intenzione di combattere, probabilmente, stanno ridendo… ma per un semplice motivo: Tutti i gruppi, movimenti, organizzazioni e quant’altro si sta muovendo per cercare di presentare un progetto per questa città, si sta perdendo in chiacchiere e questioni abbastanza stucchevoli. Provo a spiegarmi meglio: l’obiettivo dovrebbe (anzi DEVE) essere un progetto, un programma serio, nuovo e, possibilmente, innovativo per la città (anche in prospettiva regionale, intendiamoci!). Questo progetto dovrebbe avere la CENTRALITA’ su qualunque questione: anche sulla questione identità specifica dei vari gruppi. Invece, purtroppo, non è proprio così! Pare che la preoccupazione principale delle parti in gioco sia soprattutto il mettere in evidenza le differenze di appartenenza piuttosto che la comunione di intenti. La mia idea sarebbe stata quella di una candidatura a Sindaco autorevole, anche simbolica e rappresentativa della città, e non di una ben definita parte di essa. E collegata a questa figura autorevole-simbolica, bisognava costruire una lista unica, formata da persone nuove e forze fresche a servizio della città. Sarebbe stato un ulteriore segnale di novità lanciato ad una cittadinanza che ha bisogno sicuramente di un progetto di Città realizzabile, ma anche di figure di spessore nuovo e, soprattutto, appartenenti soltanto alla società civile.
Ho idea, invece, che nessuno abbia voglia fino in fondo di fare un passo indietro rispetto all’appartenenza alla propria identità. Allora, la mia idea è quella di addivenire ad un accordo sulla figura del Candidato Sindaco (sul programma di città nuova e possibile, non credo vi siano riserve da parte di chicchessia). Sulla scorta di un programma condiviso e di un candidato comune, sarà possibile la coalizione di più liste civiche che conserveranno l’identità di appartenenza, ma che saranno, singolarmente, espressione dei cammini intrapresi negli anni passati.
A questo punto, direi, probabilmente, coloro che ci prefiggiamo di combattere, inizieranno a non ridere più tanto… anzi!
Tutto questo per dire che, utilizzando le parole del mio amico Postigliione, il modo di "Concretizzare
quelle azioni comuni affinché finalmente si possa combattere la mala amministrazione”, avrei preferito avvenisse in modo unitario totale: anche di lista. Si è preferito, invece (credo che sia la strada che si percorrerà, a questo punto), mantenere in piedi le singole identità dei gruppi; non che la cosa sia sbagliata a priori… ma credo che il segnale alla cittadinanza non sia proprio dei migliori.
Concludo questo mio post aggiungendo che c’è bisogno, ora, di trovare quella figura rappresentativa di tutti i gruppi e, soprattutto, della società civile che verrà investita della candidatura a Sindaco. Il programma, per sommi capi, è quello di tutte le parti. Si marcia divisi (le liste) per colpire uniti (l’obiettivo di costruire una città nuova).

Cosa stiamo aspettando? Diceva qualcuno “DUM ROMAE CONSULITUR, SAGUNTUM EXPUGNATUR” (Roma sono le beghe e i litigi che non sono solo appannaggio delle forze storiche della politica locale… Sagunto è una amministrazione della città diversa da quelle che l’hanno preceduta).

Pubblicato il 6/3/2009 alle 12.1 nella rubrica Città di Potenza.

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