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LO SPETTRO DI NUOVI "ANNI DI PIOMBO"?

Da giorni sto rimuginando sulla questione scuola pubblica... ma non è il "Decreto Gelmini" a prendersi tutta la mia attenzione. E neppure le numerose manifestazioni di piazza che, dal mio punto di vista, continuo a considerare un Diritto (altrimenti quel pezzo di carta che Chiamiamo "Costituzione", a che serve?). Facciamo pure l'ipotesi che su tutto questo tran-tran delle manifestazioni, più o meno spontanee, vi sia una buona dose di strumentalizzazione (ma sono portato a pensare che la buona dose non sia il 50 % + 1). Ritengo, però, che una considerevole parte (questa sì ben oltre il 50 %) di studenti e docenti, abbiano a cuore il problema "Scuola", senza che vi sia la benché minima intenzione di strumentalizzazione. Insomma, sono propenso a credere che una grande maggioranza dei manifestanti sia lì a sbandierare qualcosa che non è il semplice "marciarci su" che vogliono, da qualche parte, farci credere. Fatta questa premessa, vado a iniziare questo post! E lo inizio con l'ultimissima parte dell'articolo di Curzio Maltese (giornalista di Repubblica) che ha fatto qualcosa che, in genere, dovrebbero fare i giornalisti degni di tale nome: È andato a Piazza Navona, dove si svolgeva una manifestazione di studenti e docenti, e ne ha fatto la cronaca (altrimenti che cronista sarebbe?) che potete leggere qui. Cosa scrive Curzio Maltese nell'ultimo periodo della sua cronaca? Scrive quanto segue:

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".

La domanda che qualcuno, meno informato sulle ultime vicende, si potrebbe porre è la seguente: Che diavolo sarà mai 'sto "Metodo Cossiga" (quando il "Presidente Emerito"-picconatore-esternatore a ruota libera veniva chiamato "Kossiga"). Beh, trattasi di ciò che è riportato in una intervista che la dice lunga. Ma gira che ti rigira su internet, sono capitato anche qui, e tra le tante cose che il noto "picconatore" ha detto, ve ne sono un paio che mi turbano non poco: Cossiga parla di Massoneria (e dice pure "Di più non dico") e, poi, si sofferma su qualcosa di molto, molto inquietante... quando afferma: ''Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornera' ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle universita' ".

Ora, quando Cossiga parla il sottoscritto, a differenza dei tanti che sono portati a pensare ad un "delirio senile", ritiene, viceversa, che nelle sue parole vi siano delle importanti rivelazioni sulla situazione che "verrà". Sarò paranoico? Può darsi, ma alla luce di cotali "profezie", posso affermare di essermi fatto l'idea che a Genova, nel 2001, è stato tutto organizzato ad hoc (anche se, poi, la vicenda ha preso una piega imprevista da chi aveva il bastone del comando); che nei prossimi mesi (o anni) ci aspettano delle situazioni che potrebbero risprofondarci nella tetra atmosfera degli "anni di piombo".
Insomma, una manifestazione che doveva essere pacifica presenta, almeno nella versione che ci ha fornito Curzio Maltese, degli elementi poco chiari (oserei dire "torbidi"). Un ex Presidente della Repubblica, ex Presidente del Consiglio, ex Ministro dell'interno fa delle affermazioni inquietanti. Ci sono tutti i presupposti per non stare tranquilli neppure un po'.
E, poi, sulla situazione "Istruzione" in Italia, ho qualche idea in testa che, quanto prima, posterò su questo blog... e non è molto rassicurante.

Tanto per aggiungere qualcosa di più, eccovi un bel video, scovato su Youtube, con Piazza Alimonda di Francesco Guccini, in sottofondo. Buona visione e buon ascolto.

Pubblicato il 30/10/2008 alle 7.30 nella rubrica Diritti Vari.

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