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Lectura Dantis

 

Ieri sera mi sono goduto Roberto Benigni e il X canto dell’Inferno di Dante. Orario improbabile, quello delle 23,30…. ma la cultura, a casa RAI è, oramai, un prodotto di nicchia! Eppure, da quello che leggo sui giornali, la lettura del canto, per l’ora in cui viene messo in onda, è programma seguitissimo! Segno che, ad una non irrilevante parte degli italiani, interessa ancora riuscire a “conoscere la nostra storia , la nostra letteratura”. E a notte fonda, mentre mi rigiravo nel letto in attesa della agognata visita di Morfeo, mi sorprendevo a riflettere sull’analisi fatta da una delle tante società di rilevamento degli ascolti TV in occasione del primo esperimento che si tentò, qualche tempo fa, proprio con Benigni, di Lectura Dantis: mi pare di ricordare che il titolo del programma fosse “L’ultimo del Paradiso”. L’attore toscano si destreggiò alla grande in una performance televisiva fatta di gags, satira, dileggio dei costumi italici, punzecchiature a destra e a manca…. ma il risultato sorprendente, alla fine della serata, fu che il picco di ascolto venne raggiunto al momento di commentare e leggere il XXXIII Canto del Paradiso! Come si spiega tutto ciò? A livello razionale, mi sento di affermare quanto segue: Benigni, in fondo, è un buon attore; ma chi, come me, ha potuto gustare la lettura dei Canti Danteschi ad opera di Mostri Sacri come Vittorio Gassmann, o Carmelo Bene, apprezza tanto l’impegno dell’attore toscano, ma non ritiene Benigni dotato di una forza interpretativa che lo possa portare nell'Olimpo degli interpreti leggendari di Dante.... questo, mi ripeto, a livello razionale e distaccato.
Eppure, a fronte della potenza interpretativa di un Gassmann o di un Bene, Roberto Benigni, che potente dal punto di vista dell’interpretazione non è, mi lascia senza forze e senza fiato, dopo la lettura…. beato e sereno, quasi in catarsi compiuta! E mi sono domandato, più volte, il perché.
E mi sono risposto nella maniera più ovvia che fosse possibile!

Benigni è un professore che ti regala Dante, che lo ha fatto suo, lo ha studiato, gustato, amato, scomposto in fattori primi (perdonatemi la divagazione matematica), reso semplice ai suoi occhi ed alla sua mente…. per poi donarcelo, a prezzo di realizzo, per il semplice gusto di farcelo assaporare per quello che è: “Un Genio della Poesia, un maestro della letteratura che ci aiuta a scavare dentro di noi alla ricerca delle nostre più basse miserie e delle nostre più alte nobiltà! Roberto Benigni è il professore che si è nutrito della materia, che la ha amata in maniera viscerale, che ha fatto all’amore con la poesia di Dante perché aveva voglia di scavare dentro di sé come aveva fatto Dante nel corso della sua vita. E che, alla fine, avendone avuto dei benefici incalcolabili, ha deciso di renderci partecipi della sua esperienza.

E, dopo aver scoperto ciò, dico: “Grazie, prof. Benigni, per la bella lezione sul sommo poeta. Abbiamo bisogno di insegnanti come te! Abbiamo bisogno di nutrire la nostra anima con alimenti nutrienti e genuini…. è un piacere essere serviti in tavola come fai tu. Grazie per il bel Regalo!”

E mi fa tanto male  che, nel nostro paese, che ha dato i natali a Dante, Petrarca, Boccaccio, Foscolo, Leopardi, Carducci, Pascoli e D’Annunzio, io debba scoprire ciò che è riportato QUI

N.B. Le immagini riportate in questo post sono state prelevate da internet. Qualora ve ne fosse richiesta, verranno rimosse.

Pubblicato il 8/2/2008 alle 10.20 nella rubrica Cultura.

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