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"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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20 gennaio 2013

POLITICA SIAMO IN CORSA.



Quasi un mese, dal momento in cui abbiamo preso la decisione di partecipare a queste elezioni politiche (con una lista al Senato). Un mese in cui, primi tra tutti, avevamo già una lista (minima, con solo tre candidati), e siamo orgogliosi di essere gli unici ad aver raccolto le firme di sottoscrizione per la presentazione della lista, a differenza di tutti gli altri, con una lista già pronta. Poi, una ventina di giorni per raccogliere queste benedette firme... una fatica, all'inizio... perché il Movimento 5 stelle di Grillo, pur non avendo liste pronte, aveva cominciato la raccolta con anticipo ed aveva, anche sull'onda dell'indignazione popolare, cominciato a raccoglierne davvero tante. La nostra decisione di partecipare, più che da velleità di risultati tangibili (siamo coscienti del fatto che per eleggere un senatore siano necessari almeno 25.000 voti) era dettata dalla voglia di fare una campagna elettorale in cui si parlasse di temi regionali. E l'assurdità di questa legge, tutto sommato, ci consentiva di presentare una lista. L'ostacolo da superare era il limite minimo di 1.750 firme (che per un gruppo piccolo e completamente autogestito, costituiva un grosso impegno). Ma il decreto di riduzione delle firme, ci ha consentito di poter fare tutto con 625 firme. Che erano già pronte più di 10 giorni fa. In questi ultimi giorni ci siamo organizzati per preparare la documentazione da presentare in Corte d'Appello. Oltre a organizzare un piano funzionale ed efficiente per la campagna elettorale. Ci sarebbe da andare in 131 comuni... e non so se ce la faremo a raggiungerli tutti. I numeri (anche degli attivisti) non sono dalla nostra parte. Oltre al fatto di dover affrontare una spesa non superiore ai 500 euro, per questa campagna elettorale. Limite che ci siamo voluti dare anche per dare un segnale alla gente: se hai voglia di parlare di problemi del paese (e della regione), è necessario raggiungere i luoghi ove parlarne, e non spendere danari a go go per manifesti e quant'altro!
Oggi, alle 17,00, abbiamo consegnato tutto in Corte d'Appello. Siamo stanchi ma soddisfattissimi. Ci siamo dati due giorni per riposare e riordinare le idee, dopodiché partirà la campagna elettorale. E ce la metteremo tutta, veramente tutta (anche a costo di grossi sacrifici personali) per riuscire ad arrivare dappertutto. Anche per dare una speranza ed un'alternativa alla gente di questa regione che non si sente più rappresentata da questa politica.
Il nostro motto, come sempre, sarà
UN'ALTRA LUCANIA E' POSSIBILE, UN'ALTRA LUCANIA E' NECESSARIA!
E porteremo avanti questo nostro motto tenendo fede ad un nostro modo di vedere le cose, coniugando ALLEGRIA e LOTTA!
Chi vorrà sostenerci (anche con donazioni in denaro) è il benvenuto... perché non facciamo tutto ciò per ambizioni personali. Tutto ciò che facciamo, lo facciamo per AMBIZIONE A PORTARE QUESTA REGIONE IN POSIZIONI CHE MERITEREBBE DI OCCUPARE E CHE, INVECE, NON OCCUPA.
Siamo in corsa!!!! E la corsa si concluderà il 25 febbraio! Grazie a tutti per ciò che ci avete dato e per tutto ciò che ci vorrete, ancora, dare.
I candidati? Eccoli
1) Michele Somma (detto Miko)
2) Antonio Bevilacqua
3) Fiorenzo Magni.

Tutto ciò che vorrete sapere, anche sul SITO DI COMUNITA' LUCANA


17 gennaio 2013

CINQUE ANNI DI BLOG.

Erano le 17,00 del 17 gennaio 2008. Per scherzo avviavo le procedure di apertura del blog sul Cannocchio... ed eccomi qui, dopo cinque anni, a farmi gli auguri per il primo lustro di blogosfera. Un grazie ai miei (mediamente) quattro lettori per la pazienza nel seguire i miei delirii. Auguri a Nathan 2000 e buona vita a tutti i viandanti che sono passati e passeranno da questo  blog. Ah... il blog è cominciato con il carnevale... e continuerò a scherzare ancora eh?!?


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10 gennaio 2013

CULTURA IL MONDO CAMBIA SE SIAMO NOI A CAMBIARE.

Oramai penso di aver già detto più volte (qui e altrove) che Facebook mi pare diventato (ove mai non lo fosse da sempre) un luogo in cui abbondano nevrotici di ogni risma. Bazzicando la Home (e anche tante bacheche), è tutto un fiorire di pensieri (profondi o leggeri poco importa) che hanno, però, una sola peculiarità: autoreferenziali!!! Lo so che questo mi attirerà una serie di critiche e (probabilmente) in parecchi potrebbero risentirsi per questa mia "sentenza". Ma sono convinto di ciò che ho appena affermato. Opinione mia, ovviamente... ma le opinioni, si sa, si formano dopo aver fatto delle analisi (più o meno profonde). Oggi, chiacchierando con un collega, si parlava di Gaber, della sua attualità (oserei dire chiaroveggenza). Ma anche Pasolini è di un'attualità disarmante. E l'elenco potrebbe continuare, ma mi fermo a questi due perché mi pare che siano già sufficienti a chiarire dove voglio arrivare (oltre ad essere tra i miei preferiti). In tanti si affannano a riproporre su Facebook citazioni varie. E le citazioni non sarebbero un male di per sé, se queste fossero seguite da una serie di "fatti" che, in qualche modo, servissero ad applicare le idee di chi si cita. Purtroppo ho notato che la maggior parte delle persone che "citano", alla fine si fermano a quello!!! Senza, magari, passare dalla teoria alla pratica. Sembra che la Rete sia diventata una piazza nella quale discutere di tutto e di tutti... ma, a differenza della piazza, difficilmente si passa dall'idea all'azione. Prova ne sia la miriade di eventi organizzati da singoli o gruppi, che raccolgono una marea di "Parteciperò". Salvo, poi, vedere che alle manifestazioni applicate nella vita reale, il numero di partecipazioni è molto al di sotto delle più nefaste aspettative. Ovvio che il problema non è soltanto del mondo "virtuale" di Facebook... anche nella vita reale, chiunque voglia organizzare un evento, una manifestazione o qualunque attività, deve scontrarsi con la poca voglia (per non dire apatia) della gente. Insomma: la vita reale ha disilluso tantissime persone... e quelle disillusioni si sono trasferite nel mondo virtuale, lasciando a chi sta ad una tastiera, o davanti ad un monitor o con tra le mani uno smartphone, l'illusione di poter operare una rivoluzione di un mondo che non ci piace più. Ma non mi stancherò mai di ripetere che per cambiare il mondo, bisognerebbe cominciare a cambiare il nostro personale atteggiamento nei confronti del mondo. Perché... va anche bene prendere a modello gli insegnamenti di Gaber, o di Pasolini o di Gandhi. Ma se li si prende, li si impara a memoria e poi non li si mette in pratica, anche la citazione, poi, diventa un affare sterile, che non serve a nessuno. Ma, forse, esiste anche un'altra illusione: che diffondendo certi modi di concepire il mondo, questo possa essere cambiato dalle moltitudini (?) di persone che si imbattono in questi modi di concepire 'sto benedetto mondo! Insomma: come al solito, siamo alla "delega" a qualcuno per riuscire a cambiare le cose... perché la disillusione personale è troppo forte. Ma se invece di disillusione si trattasse di pigrizia? Insomma, visto che ho parlato di citazioni, voglio concludere questo mio post con la citazione seguente:

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo (Mohandas Karamchand Gandhi).

Insomma: Il mondo cambia se siamo noi a cambiare. E per cambiare, c'è bisogno che ognuno di noi cominci a fare qualcosa per il mondo.


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8 gennaio 2013

sentimenti COMUNITA': COSA ABBIAMO PERDUTO III.

Gerardo era un omone alto, ben piazzato, con due spalle larghe, due braccia forti e, soprattutto, sempre impeccabile nel vestire. Non ricordo di averlo mai visto con qualcosa di "fuori posto" nell'abbigliamento. Indossava un abito e un cappotto o un paio di pantaloni con camicia e pullover in maniera veramente disinvolta.
Gerardo aveva, però, dei problemi di natura psichica piuttosto seri... era stato per diversi anni rinchiuso in un istituto per malattie mentali... anzi, all'epoca si trattava dei famigerati Manicomi (Basaglia si era appena affacciato sulla scena scientifica e clinica del paese Italia). Non ho informazioni attendibili su quali fossero state le cause scatenanti i suoi problemi di natura psichica; notizie frammentarie mi sono state fornite nel corso degli anni, e grazie a quelle sparute informazioni mi sono potuto creare dentro un'idea di chi fosse quell'uomo che era sempre in giro per il paese, impeccabile nel vestire, con le braccia incrociate dietro la schiena, lo sguardo dritto avanti a sé ma perso dietro chissà quali pensieri. Si vedeva che era un animo tormentato. Ed io, giovanissimo, lo guardavo con occhi curiosi ma, al tempo stesso, timorosi per quella figura di gigante (almeno così mi appariva da ragazzino) dallo sguardo perso chissà dove!!! Capitava di vederlo anche impegnato in chiacchiere con qualcuno del paese... nei paesini, si sa, quando uno è strano, o matto (come nel caso suo), c'è sempre , comunque, qualcuno che riesce a trovare il tempo e il modo di intrattenersi con queste persone. Quello che mi colpiva, era il suo tono di voce, sempre fermo, mai titubante o incerto. Si intuiva che era stato qualcuno che aveva occupato una posizione di un certo rilievo (non oso dire "di potere"). Sembrava qualcuno che avesse passato parte della sua vita in una carriera che poteva essere quella militare... ma queste erano solo delle ipotesi che mi formavo dentro guardando attentamente i suoi modi nel muoversi e nel porsi davanti agli altri.
Negli anni, ho "carpito" delle informazioni dalle persone che di lui potevano sapere sicuramente più di me. Mi fu riferito che fosse un agente di Custodia in un Penitenziario non ben localizzato. Mi fu riferito (ma lo scoprii anche ascoltando i suoi racconti e le sue chiacchierate con altri) che era un "nostalgico" del "Ventennio". Parlava di Mussolini come di un Dio, del Fascismo come di un periodo aureo per questo Paese. Forse è anche per questo che in tanti gli davano del "Matto".
Ma Gerardo, un po' matto, lo era... e quel suo passato in manicomio lo testimoniava in maniera chiara. Non ho mai saputo quanto tempo abbia passato in ospedali psichiatrici... ma ho capito, dalle informazioni carpite dai racconti (molto reticenti) di chi lo conosceva, che durante il suo periodo di Agente di Custodia in Carcere, si fosse reso molto antipatico ai detenuti e che, un giorno, quei detenuti che l'avevano preso in antipatia, lo accerchiarono e cominciarono a picchiarlo selvaggiamente... tanto da fargli passare diversi mesi in ospedale. E, probabilmente, quel pestaggio danneggiò anche la sua anima!!! Sempre dalle frammentarie informazioni, ho capito che abbia girato diversi ospedali psichiatrici, prima di essere liberato dalla famosa "Legge Basaglia".
Gerardo non fu mai, per il periodo che ha vissuto da uomo libero, un matto pericoloso. Non poteva esserlo, soprattutto guardando il suo modo signorile di passare per le strade del paese, con quel suo sguardo perso chissà in quale dimensione. Amava chiacchierare, con le persone, del "ventennio"; ne parlava con amore e con nostalgia.
Gli ultimi anni di vita, dei quali sono stato testimone un po' più consapevole (solo per il fatto di essere meno giovane e, quindi, più interessato e attento) sono stati anni nei quali lo sguardo perso si permeava, talvolta, di malinconia e tristezza. Un giorno gli sentii dire una cosa che, ancora oggi, mi fa riflettere: "Durante il fascismo, non c'era libertà, non potevi permetterti di dire ciò che volevi. Oggi viviamo in democrazia, puoi dire ciò che ti pare... Ma nessuno ti sta a sentire!!!!". E i suoi occhi si velavano di tristezza.
Quando mi hanno comunicato la sua morte, mi è tornata più volte in mente questa sua riflessione. E mi è tornata in mente, soprattutto, la commiserazione degli altri nei confronti di quell'uomo. E le risatine di scherno e, talvolta, il timore che incuteva in tanti.
Ecco... stasera mi va di ricordare un uomo che, nonostante il suo male "oscuro", nonostante il malessere che covava dentro, mi ha sempre dato l'impressione di avere, nella sua dimensione interiore, dell'altro che, purtroppo, non è mai riuscito ad esprimere.
Voglio pensare che quell'uomo, ossessionato dalla nostalgia per il fascismo, nonostante questo, fosse una persona che avrebbe potuto dare tanto... anche perché non si stancava mai di dire cose sensate. Perché, riflettendoci bene: non è sensata, la sua riflessione riportata? Anche questo è un aspetto della Comunità che, col tempo, abbiamo perduto.


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permalink | inviato da Nathan 2000 il 8/1/2013 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


7 gennaio 2013

POLITICA DOVE CERCARE I VERI "COSTI".

Diciamo che un parlamentare, mediamente, percepisce un "compenso" pari a 15.000 euri al mese. significa che, ogni mese, l'intero parlamento, "costa" 15 milioni di euro... che moltiplicati per 12 mesi, diventano 180 milioni di euri. Ora, dimezzare il numero di parlamentari, significa risparmiare 90 milioni di euri. Che mi pare una grossissima "strunzata", rispetto ad altri risparmi che ci potrebbero essere e di cui nessuno è intenzionato a disquisire... e neppure io ho questa intenzione!!! Perché sono pressocché stufo di farlo.
Ma se anche aumentassimo... magari a 30.000 al mese. Cosa cambierebbe, cari "malati di pancia" italici?
Un "taglio" dei compensi, probabilmente, avrebbe un alto valore simbolico ed etico... ma fatemi la cortesia di non parlare di sprechi!!!! Magnano, certamente!!! Ma gli sprechi sono altrove.


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