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  Nathan2000

"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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30 ottobre 2009

SOCIETA' A PROPOSITO DI NUCLEARE...

Da tempo, oramai, si sente parlare di ritorno al nucleare. E se ne parla, il più delle volte, tirando fuori le più disparate motivazioni: La fame di energia che ci assilla, il fatto che le centrali nucleari le abbiamo alle porte di casa (vedi Francia), le centrali di nuova generazione e via di questo passo. Ora, io mi domando: c'è qualcuno che si impegna a parlare di un problema di non secondaria importanza come lo smaltimento delle scorie? Come mai si tratta questa questione in maniera pressocché nulla? Eppure sarebbe il problema primario, per quanto riguarda la questione in oggetto! Se nel nostro paese si gestiscono i rifiuti solidi urbani con l'approssimazione che abbiamo sotto gli occhi, sarà pure lecito domandarsi come sarà gestito l'affaire scorie nucleari (che sono, parliamoci chiaro, un pochino più pericolose dei semplici rifiuti). O vogliamo pensare che, in questo caso, verrà fuori il senso di responsabilità di chi occupa posizioni altolocate? O che scherzare con la pelle dei cittadini, almeno in un caso abbastanza eclatante come le scorie derivate dalla fissione dell'atomo, non è immaginabile? Beh, se le cose stanno come in Francia, dove in TV è passato il servizio - inchiesta seguente



Qualche dubbio sull'opportunità di lanciarsi verso l'atomo, sarà legittima?
Cosa ne pensate?


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permalink | inviato da Nathan 2000 il 30/10/2009 alle 12:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


27 ottobre 2009

SOCIETA' ENI, POTERI FORTI E POLITICI DEBOLI.

Quella del 20 marzo 2003, la ormai famigerata “seconda guerra del Golfo”, era stata dichiarata da Bush Jr. sulla base di labilissime prove circa la presenza in Iraq di “armi di distruzione di massa” che, appunto, richiedevano un intervento militare. Ma se per l’Afghanistan vi era stata una risoluzione dell’ONU (sia pur discutibile), per l’Iraq abbiamo avuto la decisione UNILATERALE degli USA di intervenire militarmente. Ora, dopo più di sei anni, è chiaro a tutti che il vero motivo di quest’attacco altro non era che l’opportunità di sfruttare le enormi riserve di Greggio di quel paese senza dover sottostare alle richieste del Rais Saddam. Insomma, il petrolio serviva all’occidente e l’occidente si è organizzato con tutti i mezzi, leciti e meno leciti, per andare a prenderselo con la forza. Il nostro paese si è subito schierato con l’”amico” Bush (perché è bene essere chiari: Berlusconi o chiunque altro sono stati "costretti" a schierarsi... e vedremo il perché), ed ha inviato un contingente di uomini e mezzi che ha avuto assegnata la regione di Nassirya. Ora, sembra che quella zona dell’Iraq fosse molto “appetita” dall’ENI; dirò di più: voci non verificate (e non verificabili) parlavano di un accordo in via di definizione col Sanguinario Dittatore Saddam (qualche voce parla addirittura di accordo già stipulato) sull’opportunità da parte del “Cane a sei zampe” di sfruttamento del giacimento dell’area summenzionata. Ovvio che, caduto il rais, l’Eni si era venuta a trovare, come si suol dire, “in braghe di Tela”… ma il problema è stato subito risolto: un contingente di uomini armati, a presidio dell’intera zona, poteva essere un buon viatico – in eventuali accordi con l’alleato Statunitense – per assicurarsi l’opportunità che era venuta meno con l’”esclusione forzata” di Saddam Hussein dal tavolo delle trattative. Queste sono, più o meno, anche le conclusioni cui era arrivato Silvano Ranucci, inviato di Rainews 24, autore di un reportage-inchiesta visibile al seguente sito (vi sono due link a dei filmati del reportage):

http://www.rainews24.it/ran24/inchieste/innomedelpetrolio.asp

Che dire, a questo punto? Che l’Eni non si ferma davanti a nulla! E’ capace di contrattare con spietati dittatori, ma, a quanto pare, ha un’abilità a contrattare anche con stati molto potenti (e che potrebbero opporre veti contro i quali ben poco ci sarebbe da fare), com’è accaduto nel caso in questione. Si può, dunque, a questo punto e con le premesse fatte, avere il lecito sospetto che i “pezzi grossi” della multinazionale del Greggio (che qui in Basilicata conosciamo piuttosto bene), siano stati in grado di esercitare pressioni di una certa efficacia nei confronti dei nostri governanti? Al punto tale di convincerli a schierare uomini e mezzi in una guerra di invasione che per la nostra costituzione non è cosa legittima? Sospettare, ovviamente, non è proprio una cosa da “pellegrini”, come si vorrebbe far credere. E l’inchiesta di Ranucci, a quanto pare, avalla questi sospetti. Inoltre, non dimentichiamocelo, presidiare l’area di Nassirya ha avuto un costo anche in vite umane!

Poi, qualche giorno fa, mi imbatto nel seguente articolo, sempre sul sito di Rainews 24:

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=132871

dopo aver letto quanto riportato (le dichiarazioni fatte da Scaroni, Amministratore Delegato dell’ENI, al Financial Times), diciamo che è stato facile arrivare alla quadratura del Cerchio. Insomma, sei anni di “guerra”, hanno fruttato alla multinazionale del Greggio, il diritto di sfruttamento di uno dei più colossali giacimenti petroliferi dell’intero globo terraqueo: il giacimento di Zubair! E la cosa che più mi fa riflettere e masticare amaro, sta nel fatto che, in questo caso, l’Eni avrà, a nostre spese (cioè a spese del contribuente italiano) anche la protezione dei nostri militari. Eh sì! Giorno dopo giorno, questi potenti signori, diventano sempre più efficienti! Se in Nigeria erano costretti, per una questione di labile sicurezza in quel paese martoriato da guerriglia permanente, a “pagarsi” un servizio di sicurezza di tasca propria (oltre a versare royalties ben più consistenti di quelle che vengono “elemosinate” alla Basilicata), oggi possiamo dire che questi signori avranno una protezione militare pressocchè gratuita (per loro) e abbastanza onerosa per noi contribuenti.

Non c’è che dire: se le cose stanno così, che speranze rimangono in questa regione, a parte la “bufala” del prezzo del carburante ridotto e del continuo sbandierare un’opportunità di sviluppo che non si vede mai? E possiamo ancora avere un minimo di fiducia nei confronti di questa classe dirigente (tutta, in maniera trasversale) che pare rassegnata a subire supinamente lo strapotere delle Multinazionali dell'energia?

Vogliamo continuare a meditare gente?


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