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"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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1 settembre 2010

LAVORO FIAT SATA E FABBRICHE ITALIA VARIE.

Pubblico un post che ho scritto sul blog del Comitato no oil lucania

Dal sito istituzionale della Regione Basilicata (che con la nuova veste sembra funzionare a singhiozzo) copio e incollo il seguente articolo

Fiat, Navazio (Ial): “Marchionne mi ha convinto”.

30/08/2010

ACR“Con franchezza affermo che Sergio Marchionne mi ha convinto. E non mi spaventa il giudizio che scatenerà tale affermazione”. E’ quanto afferma in una nota sul caso Fiat il capogruppo di “Io amo la Lucania” in Consiglio regionale, Alfonso Ernesto Navazio, a parere del quale l’incipit che l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne ha pronunciato giorni fa a Rimini al meeting di Comunione e Liberazione (“Quello che ho sempre cercato di fare, a costo di passare per rude, è parlare in modo chiaro e diretto, senza la presunzione di avere la verità in tasca, ma con la convinzione che l’onestà intellettuale sia il modo migliore per dare il proprio contributo e compiere insieme passi avanti”), “sprona tutti noi ad assumere atteggiamenti che permettano, senza calcoli politici, di dire ciò che realmente si ha in testa”.

“Separare i fatti dalle opinioni – aggiunge Navazio - è sempre più difficile nel mondo in cui viviamo. I vari soggetti politici, economici e sociali, tutti portatori di interessi generali, tuttavia, si fanno portatori di illusioni, si fanno paladini di una battaglia che si rinnova e si ridefinisce continuamente ma che ha un solo unico scopo”.

“Fa impressione, invece, che Fiat raccolga apprezzamenti, complimenti e consensi tra i lavoratori statunitensi – afferma ancora l’esponente politico - ed i loro rappresentanti sindacali tanto da affidare a Marchionne quota parte della dote dei fondi pensione e qui, in Italia, il progetto Fabbrica Italia non ha trovato un benché minimo apprezzamento. O non è stato compreso il progetto o c’è malafede. Non ci sono molte aziende (italiane) che investono in Italia qualcosa come 20 miliardi di euro. Viviamo un’epoca di cambiamenti rapidissimi che possono essere interpretati e affrontati soltanto grazie a schemi culturali e mentali che superino ed abbandonino i modelli purtroppo applicati negli anni settanta.

“I nostri sindacati avrebbero investito il loro fondo pensioni?”, si domanda ancora Navazio, per il quale invece “si preferisce lo scontro fra capitale e lavoro. Si richiamano i distinguo tra forza - lavoro e lavoro. Il lavoro assume, persino, carattere antagonistico (come si interpretava un tempo)”.

A parere di Navazio “non è uno spettacolo decente il peregrinare tra vari dibattiti dei tre protagonisti ribadendo ciò che la magistratura ha già accertato. Come dice qualcuno accade che su questioni più o meno importanti si possa assistere al confronto fra opinioni tutte poste sul medesimo piano, come se si trattasse di gusti personali. Ed è completamente scomparsa l’idea che sulle questioni di fatto non contano le opinioni ma le prove esibite da soggetti imparziali e competenti.
C’è una tale schizofrenia in giro che si perde il contatto con la realtà e si dà retta, solo, ai luoghi comuni. La babele delle opinioni che investe quotidianamente questo o altro accadimento, il voler a tutti costi dimostrare una solidarietà (più di facciata il più delle volte), il voler separare anziché unire comporta una visione lacerante e demagogica della società. Piace lo scontro. C’è sempre qualcuno che interpreta l’antagonismo come un mezzo. La declamata globalizzazione, la libera circolazione delle idee nel mondo internettiano hanno reso l’idea di un mondo che non è libero”.

“Nel nostro paese – conclude Navazio - l’industria automobilistica è alle soglie di una sfida epocale con il resto del mondo. O capiamo questo o risulterà difficile andare avanti. E’ tempo di intraprendere un atteggiamento sfidante che sferzi l’autoreferenzialità della provincia Italia e il mondo di ieri delle sue classi dirigenti. Occorre che la maggioranza degli uomini e delle donne, quelli silenziosi, quelli che ti fanno capire che sono stufi di questi conflitti, quelli che vogliono vivere legati ad una quotidianità che non banalizzi il loro essere, escano allo scoperto. E’ tempo che si ritiri la delega inconsapevolmente rilasciata”.

Insomma, abbiamo idea di dove il movimento “IO AMO LA LUCANIA” vuole andare a parare. Ma, per completezza di informazione qui si può trovare l’intervento integrale dell’AD FIAT, Marchionne.

Riportiamo alcuni stralci del suo intervento:

A volte ho l’impressione che gli sforzi che la Fiat sta facendo per rafforzare la presenza industriale in Italia non vengano compresi oppure non siano apprezzati intenzionalmente. La verità è che la Fiat è l’unica azienda disposta a investire 20 miliardi di euro in Italia, l’unica disposta a intervenire sulle debolezze di un sistema produttivo per trasformarlo in qualcosa che non abbia sempre bisogno di interventi d’emergenza. Qualcosa che sia solido e duraturo, da cui partire per immaginare il futuro. La verità è che questo sforzo viene visto da alcuni con la lente deformata del conflitto. Non siamo più negli Anni Sessanta. Non è possibile gettare le basi del domani continuando a pensare che ci sia una lotta tra “capitale” e “lavoro”, tra “padroni” e “operai”. Se l’Italia non riesce ad abbandonare questo modello di pensiero, non risolveremo mai niente. Erigere barricate all’interno del nostro sistema alimenta solo una guerra in famiglia. L’unica vera sfida è quella che ci vede di fronte al resto del mondo. Quello di cui ora c’è bisogno è un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale per condividere gli impegni, le responsabilità e i sacrifici e per dare al Paese la possibilità di andare avanti”.

Che sembrerebbe un voler rimarcare che nel nostro paese esiste ancora un problema di “Lotta di Classe” di Marxiana memoria a lasciare un sistema produttivo e industriale italiano debole e assolutamente non competitivo rispetto ad altri paesi. Il che, ovviamente, rappresenta un’opinione… ed in quanto opinione, mi si consenta la battuta, è altamente opinabile. Ovviamente non ci è sfuggita un’altra dichiarazione che, precedentemente al richiamo alla guerra tra padroni e operai, viene fuori dal “cilindro” di Marchionne; è la seguente:

“La crisi ha reso più evidente e, purtroppo, per molte famiglie, anche più drammatica la debolezza della struttura industriale italiana. La cosa peggiore di un sistema industriale, quando non è in grado di competere, è che alla fine sono i lavoratori a pagarne direttamente – e senza colpa – le conseguenze.

Quello che noi abbiamo cercato di fare, e stiamo facendo, con il progetto “Fabbrica Italia” è invertire questa rotta. Il piano, presentato quattro mesi fa, dimostra il nostro impegno per concentrare nel Paese grandi investimenti, per aumentare il numero di veicoli prodotti in Italia e far crescere le esportazioni. Per realizzare questo progetto è assolutamente indispensabile colmare il divario competitivo che ci separa dagli altri Paesi e portare la Fiat a quel livello di efficienza necessario per garantire all’Italia una grande industria dell’auto e a tutti i nostri lavoratori un futuro più sicuro.
Conosciamo bene le regole dei mercati. Il loro andamento è determinato dalla domanda e dall’offerta, e trovano il loro equilibrio all’incrocio di queste due funzioni. Nella ricerca di questo equilibrio, non adottano principi etici e non sono condizionati da fattori o legami emotivi. Se lasciassimo il mercato libero di agire, alla sua maniera, le prospettive per la Fiat in Italia non sarebbero buone”.

Il richiamo alle regole dei mercati la dice lunga sulle intenzioni di Marchionne: Il mercato sopra ogni cosa (la lotta di classe, precedentemente richiamata, va a farsi benedire: il mercato è al di sopra dei padroni e degli operai). E, in nome del Dio Mercato, passa un messaggio subliminale inquietante: LA COSA PEGGIORE DI UN SISTEMA INDUSTRIALE , QUANDO NON È IN GRADO DI COMPETERE, È CHE ALLA FINE SONO I LAVORATORI A PAGARNE DIRETTAMENTE E – SENZA COLPA – LE CONSEGUENZE.

L’affermazione contiene un messaggio profondo (molto profondo): in nome della competitività e del mercato, necessita una riforma del sistema produttivo. E se non si attua questa riforma, le cose sono destinate a danneggiare soprattutto i lavoratori, perché le fabbriche sono costrette a chiudere o ad essere spostate in paesi nei quali questa riforma è attuabile.

Insomma: un sistema produttivo che “privilegia” i lavoratori invece della competitività, è destinato a soccombere! Ecco che, a questo punto, saltano fuori affermazioni del Ministro Tremonti che, con disinvoltura massima, dice che “La legge 626 è un LUSSO che non possiamo permetterci” (basta cliccare qui per avere più informazioni in proposito). Il ministro smentisce se stesso, affermando di essersi riferito alla giurisdizione europea, non alla sicurezza. Intanto, però, il messaggio è passato: Sicurezza, diritti acquisiti dopo decenni di lotte serrate, sono un LUSSO.

Ecco che, a questo punto, a differenza del Consigliere Navazio, possiamo affermare che il discorso di Marchionne non ci convince affatto!!!

Forse perché siamo dei romantici idealisti e fondamentalisti? No, affatto: crediamo, semplicemente, che il Dio mercato non può essere il pretesto per far passare in secondo piano l’Uomo e il lavoratore. E se la dichiarazione di intenti di Marchionne quando dice “Quello di cui ora c’è bisogno è un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale per condividere gli impegni, le responsabilità e i sacrifici e per dare al Paese la possibilità di andare avanti” intende riferirsi ad una vera e propria condivisione, ad un vero e proprio patto sociale col quale TUTTI (quindi anche i consiglieri d’amministrazione e gli azionisti) debbano condividere i sacrifici, allora si può anche discutere e mettersi ad un tavolo per trovare la strada migliore. Se i sacrifici toccano (come sempre è accaduto) solo agli operai, ai lavoratori svuotati della loro componente umana e trasformati in freddi numeri beh… allora non ci siamo proprio!!!

Ah, per concludere: a proposito dell’ultima frase del comunicato di Navazio, possiamo affermare che, in linea di massima, siamo d’accordo. Ma decenni di “voto affidato”, di “deleghe in bianco” (leggasi metodo clientelare) sono difficili da sradicare. Anche noi ci battiamo perché il cittadino, quello che se ne sta silenzioso, riesca, quanto prima, a liberarsi dal “guinzaglio” che i politici gli hanno messo, e possa, finalmente, scegliere sulla base di programmi e non di “favori” da ricevere.

Meditiamo gente, meditiamo!


10 agosto 2010

ECONOMIA SOLDI MANCANTI ALL'APPELLO.

Da molto tempo questo blog langue... impegni lavorativi, pigrizia congenita; chissà. Fatto sta che mi trovo a scrivere dopo diversi mesi. Meglio tardi che mai! Ovviamente, ciò di cui andrò a scrivere, è qualcosa per cui ce ne sarebbe da essere incazzati... ma, ovviamente, per l'italiano medio certe notizie, che sugli organi ufficiali di stampa non passano tanto facilmente, sono come l'acqua che scivola su un impermeabile. Per fortuna che non sono un italiano medio (anche se il dito medio, piuttosto spesso, mi capita di "beccarlo" in quel posto).
Come va? Tutto bene (mi sto rivolgendo ai miei quattro lettori... o tre! Boh?). Io, a parte qualche impegno lavorativo che in quest'ultimo periodo mi ha tenuto sulla graticola in maniera abbastanza costante, a parte qualche impegno in politica (perdente, ovviamente... perché non è di quella che conta, la politica di cui mi occupo: è quella che tenderebbe al bene comune... pertanto nessuno mi fila più di tanto!), a parte qualche impegno familiare (e una figlia che, quanto a vivacità, ne vale dieci), per il resto non avrei da lamentarmi.... beh, quest'ultima è una bella e gigantesca "balla"!!!! Di motivi per lamentarmi e recriminare, ce ne sarebbero a migliaia: anche solo andando a scartabellare gli organi di informazione canonici. Se, poi, capita di essere uno che non si accontenta, si finisce, quotidianamente, con l'assumere la dose quotidiana di informazione dalla rete. Ovviamente, certi puristi dell'informazione storceranno il naso!?! Ma come mai, allora, sui quotidiani nazionali (e sulle reti televisive cossiddette "importanti") certe notizie non passano? Soltanto dal quotidiano genovese IL SECOLO XIX possiamo avere informazioni che, guardacaso, possono interessarci un po' tutti... vista la crisi economica nella quale stiamo annaspando? E non si tratta di una notizia tanto recente, visto che del problema, almeno sul quotidiano ligure, se ne parla abbondantemente da circa tre anni!
Per farla breve, si tratta di circa 98 MILIARDI (avete letto bene... miliardi) di euro che le dieci società concessionarie di slot machines sparse per gli esercizi commerciali di questo nostro paese DEVONO all'erario! Una cifra che è più di tre volte l'ultima manovra finanziaria "sanguinosa" fatta da questo governo. Sull'argomento, qualche tempo fa, ne è venuta fuori pure una interrogazione parlamentare!!!! Basta leggere qui per capire di cosa stiamo parlando!!!
Ce ne sono, pertanto, di motivi per essere incazzati sia con questo governo, sia con quello precedente (perché durante il governo precedente, la questione era iniziata). Ora, che si parli di tutto, in questo benedetto paese, ma non di ciò che veramente è importante, non so a voi... ma a me fa girare un pochino qualche cosa!!!! Ovviamente, è noto che i liguri, in generale, e i genovesi in particolare, abbiano fama di essere particolarmente attenti a ciò che attiene la sfera, chiamiamola così, patrimoniale... ma possibile che solo il quotidiano genovese si sia preso a cuore una questione che ci riguarda tutti? A nessun altro interessa che ci siano dei signori che devono all'erario una cifra spropositata, che avrebbe reso possibile una manovra finanziaria sicuramente più leggera rispetto a quella che, invece, il ministro Tremonti ci ha servito in tavola?
Di chi sono "amici" questi signori? Cosa aspetta l'erario a prendersi quei soldi? Perché a me, se anche c'è un errore, l'erario mi impone di pagare e, successivamente, fare ricorso, mentre questi signori vanno avanti a colpi di carta bollata e ricorsi e non tirano fuori un centesimo?
Ce n'è di che essere incazzati, no? Eppure si continua a parlare delle case di montecarlo del partito del Presidente della Camera; delle gesta sessuali del Presidente del Consiglio; di una marea di stupidaggini che nulla risolvono per questo paese... e di una cosa che potrebbe, magari, risollevare un pochino l'economia italiana, non ne parla nessuno!!!!
Puristi dell'informazione canonica: battete un colpo! Questa notizia l'ha data un giornale poco più che locale; e se non fosse stata ripresa da Beppe Grillo sul suo blog, e da Striscia la notizia, probabilmente la conoscerebbero solo i lettori del quotidiano ligure!

L'italiano, si sa, non è particolarmente impegnato, politicamente o civilmente. Proprio per questo, putroppo, si verificano cose che non dovrebbero. E visto che le cose stanno così, direi che è indicatissimo, per i miei connazionali, il brano che vado a lasciare in regalo ai miei quattro lettori; si tratta di Samuele Bersani: il brano è Lo scrutatore non votante (l'italiano, insomma). buon ascolto





17 settembre 2009

POLITICA BERLUSCONI AL CAPOLINEA?

Diciamoci la verità! Sono settimane che si sente nell’aria qualcosa di particolare; qualcosa che coloro che non amano il nostro premier si augurano avvenga presto (magari incrociando le dita perché, in questa nostra strana repubblica, tutto sembra talmente evanescente da poterti sfuggire di mano al primo alito di vento); qualcosa che, invece, coloro che amano Berlusconi in maniera viscerale (ma anche quelli che lo sopportano per la causa di una destra ancora al potere) si augurano sia soltanto una brutta sensazione… una di quelle cose che passano presto: magari con una bella dormita passa tutto!
Da mesi si assiste a qualcosa di mai visto: attacchi alla figura di Berlusconi da parte della stampa straniera… il tutto parte dal momento in cui Veronica Lario, moglie (quasi ex) del premier, riferendosi al caso “Noemi – Papi” scatena una nuvola di polemiche!
Da quel momento in poi la stampa nostrana (ma quella internazionale non è da meno) apre un fuoco incrociato su tutto ciò che può riguardare i gusti sessuali del Presidente del Consiglio. Ed ecco che, di fronte al buco della serratura, l’italiano comincia a prenderci gusto (e, secondo me, ad apprezzare questo signore settantenne che dimostra di avere ancora le batterie cariche da un punto di vista di produzione ormonale… beato lui!). Solo in una cospicua parte di coloro che, fino a qualche tempo prima, difendevano a spada tratta anche l’indifendibile è cominciato ad affiorare un certo imbarazzo (se si esclude casi incurabili come quello degli onorevoli Ghedini, Capezzone, Bonaiuti).
Insomma: dopo che il caso Papi ha cominciato ad assumere dimensioni internazionali (ed etiche, visto anche un certo imbarazzo di qualche porporato), abbiamo assistito a scene incredibili di smarcamenti (più o meno netti) da parte di esponenti del Pdl rispetto alle “gesta” del premier.
Verrebbe in mente il famoso adagio: “Quando la nave affonda i topi scappano”; ma non credo che si tratti di questo. E se anche il Ministro Angelino Alfano prende un non so che di distanza dalle dichiarazioni del suo mentore (per saperne di più basta cliccare sul seguente link)

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-9/alfano-processi/alfano-processi.html

vuol dire che la terra, attorno al “Presidente migliore che l’Italia abbia avuto in 150 anni di storia”, comincia a bruciarsi.
E che dire di Gianfranco Fini, che ha parole abbastanza chiare sulla questione (basta un click al seguente link)

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-varie-2/fini-reagisce/fini-reagisce.html

tanto da far incazzare il premier oltre misura (andate a leggervi l’articolo linkato di seguito)

http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-varie-2/morte-politica/morte-politica.html

Sono segnali chiari di come la situazione del Primo Ministro italiano sia abbastanza legata ad un filo fragilissimo.
qualcuno certamente si ricorderà di come tale Tremonti Giulio fosse onnipresente in qualsiasi azione di governo (intervenendo su tutto) nel precedente governo Berlusconi! Bene, Tremonti, mai come in quest’anno e mezzo, è stato buono buono, zitto zitto… tranne che nei momenti in cui “gli scappava” di parlare di “illuminati” e di nuovo ordine mondiale.

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE58B0AS20090912

Per un complottista come il sottoscritto, queste parole (illuminati, nuovo ordine mondiale) suonano sinistre e bieche… nonché preoccupanti. E visto che Berlusconi, in 15 anni di politica professionale (è inutile che continui a scagliarsi contro i professionisti della politica… ormai lui lo è a pieno titolo) ha sempre parlato di “complotti della sinistra”, complotti della stampa internazionale, complotti di qua e complotti di là beh… oggi, meraviglia delle meraviglie, ecco il nuovo complotto (basta un click)

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-27/complotto-silvio/complotto-silvio.html

Ma se a parlarne è lui, qualcuno gli crederà? Beh, no! Ma io un’idea me la sono fatta, e provo ad illustrarla (intendiamoci, si tratta di ipotesi e sensazioni, e per tali vanno prese):
ho sempre pensato che Silvio Berlusconi, per quanto ricco e potente, per quanto padrone dei media nazionali, non fosse tanto potente da poter fare tutto da solo. Ho sempre ritenuto che egli occupi il posto che occupa, ossia il penultimo piano del fabbricato Italia, perché serve che sia così. Sono gli inquilini dell’attico (per lo più incogniti, perché è molto più comodo attaccare lui: è là, in bella mostra, a cercare di portare questo paese al fondo del fondo non preoccupandosi neppure di nasconderlo), che hanno un ben determinato progetto per questo paese (magari in sintonia con quel “nuovo ordine mondiale” di cui parla Tremonti), ed hanno ben pensato di far fare tutto a lui: in fondo, nel momento in cui non servirà più (e ci siamo quasi), il “lavoro sporco” sarà stato fatto, e Lui ne sarà unico responsabile.
Ebbene: gli inquilini dell’attico stanno sferrando l’attacco finale; l’esecutore materiale del lavoro sporco non serve più e, come accade sempre in questi casi, ci si libera del “fardello”.
Insomma, credo che, stavolta, il complotto sia vero. E siccome sono anni che grida “al lupo al lupo”, oggi, che tutto sembra far propendere per il complotto, ebbene: oggi non gli crede più nessuno. Ha tirato tanto la corda che questa si è spezzata. Dall’estero, tutti coloro che potevano appoggiare la sua disinvoltura nel governo del paese, lo abbandonano.
Siamo a “redde rationem” sul personaggio Berlusconi: finché è stato utile al “lavoro sporco” dei suoi burattinai, gli si faceva passare tutto. Oggi, che il lavoro sporco è stato fatto (ma aspettiamoci qualche colpo di coda… la belva ferita può ancora riservarci sorprese), e che l’unico responsabile di questo lavoro sporco sarà, per la storia, soltanto Silvio Berlusconi, ecco che tutti (a cominciare dai pupari che ne hanno fortemente voluto la presenza nell’agone politico italiano) cominciano ad abbandonarlo. Ma non facciamoci illusioni: il dopo Berlusconi, a me, che non sono nessuno, ma che ancora mi pongo delle domande sensate, non tranquillizza affatto; basta dare un’occhiata al seguente link per capire che i giochi sono quasi fatti

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/udc-soli/dopo-berlusconi/dopo-berlusconi.html

Chiunque andrà a sostituirlo, secondo il mio modesto parere, non farà nulla di sostanziale (magari si fermerà alla forma) per cambiare tutto il lavoro sporco operato dal suo predecessore. Cambieranno i modi di porsi; avremo, magari, alla guida del paese qualcuno che si presenta meglio, con un passato, almeno in apparenza, meno denso di nubi. A questo punto sono aperte le ipotesi di successione: io propenderei per un nome che nessuno ha fatto per non bruciarlo e, a ben pensarci, non ho intenzione di farlo neppure io; diciamo che il nome rievoca figure mitologiche; ma potrei anche sbagliarmi. Un Casini, un Fini, un Tremonti possono tranquillamente essere i personaggi predestinati. Meno tranquillamente me ne sto io, pensando agli inquilini dell’attico. E dire che, in tutti questi anni, l’ossessione di tanti è stato proprio Berlusconi. Nessuno ha pensato, magari, che lui fosse solo un esecutore di un progetto proveniente da altre parti! Io continuo a pensarci, ovviamente. E mi preoccupano riferimenti a “Illuminati” e ad un “nuovo ordine mondiale”.
Per chi avesse ancora voglia di leggere, rimando ad un altro articolo di un giornalista che non è che sia dei più indipendenti, ma che, talvolta, tra le righe, qualche messaggio lo lancia. L’articolo al seguente link è di Curzio Maltese

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/sisma-aquila-13/sisma-floptv-berlusconi/sisma-floptv-berlusconi.html


6 agosto 2008

ECONOMIA PENSIERI IN LIBERTA' (ATTENDENDO LE FERIE).

Sono giorni che non si sente più parlare di "Caro-petrolio". E il malfidato cronico che è in me ha ben pensato di provare a prendere informazioni (soprattutto dopo aver fatto rifornimento nella serata di ieri e aver notato che il gasolio è passato da € 1,514 di due settimane fa, a € 1.473 di ieri). Mi sono detto: "Vuoi vedere che c'è stato un piccolo ribasso del prezzo al barile?". Con google sono finito qui ed ho anche avuto la possibilità di copincollare il codice per il seguente grafico:

e mi domando: se in data 11 luglio u.s. il prezzo del petrolio al barile si aggirava, minacciosamente, intorno ai $ 150 al barile e il gasolio (ma per la benzina è la stessa cosa) costava circa € 1,53, come mai, oggi che il prezzo al barile del greggio è circa di $ 120, il prezzo al litro per i carburanti è calato di pochissimi centesimi? Qualcosa non torna, evidentemente.
Ora, se le compagnie petrolifere possono speculare sui nostri consumi (in barba al libero mercato di cui si ciancia ovunque e comunque) in maniera così eclatante, senza che ai livelli alti della nostra classe dirigente si faccia alcunché... chi mai di noi abitanti della Basilicata potrà mai credere ad un prezzo agevolato dei carburanti (promessa del Pdl regionale in campagna elettorale!!!)???
Sapete cosa faccio? Incollo questa simpatica immagine scovata in internet su vari blog (che, come potete vedere, è indirizzata al Ministro Maroni per la trovata geniale sulle impronte digitali)



Ma voglio estendere il dono (insomma il dito lo offro volentieri) a Berlusconi, Bossi, Brunetta, Tremonti e Sacconi (per il governo) e a tutti i rappresentanti del Popolo che siedono nelle due Camere e nelle... camerette di istituzioni regionali e locali.

Per quello che mi riguarda, continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: muovermi con l'auto solo se è strettamente necessario. Tra l'altro, passeggiare un po' (e in vita mia ho macinato migliaia di chilometri) non potrà altro che farmi bene: al fisico (sono... un po' sovrappeso) e al morale!


28 luglio 2008

politica interna
PROVE DI FASCISMO?

Qualche post fa (chi abbia voglia di rileggerselo può cliccare qui) tra una considerazione seria e qualche boutade ironica, paventavo l'avvicinarsi inquietante di un regime simile a quello fascista (anche se di natura più morbida e adeguato ai tempi di cossiddetta "democrazia rappresentativa").

Sono, senza merito alcuno, assistente organizzatore del
Meetup potentino di Beppe Grillo ed oggi, scartabellando nel forum, mi imbatto nel seguente messaggio. Clicco sul link evidenziato dall'intervento di Rosanna (membro del meetup) e mi ritrovo su Youtube a visionare il seguente video:



Mi vengono in mente le menate (bufale) del Pres del Cons (tale Berlusconi Silvio) sull'emergenza rifiuti in Campania: Secondo lui, siamo fuori dall'emergenza (sigh!). E mi ritornano in mente le "Prove tecniche di Regime".
Sarò un catastrofista (Tremonti direbbe "Catastvofista")?


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