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"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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24 marzo 2013

POLITICA OLTRE ALLA PROTESTA, LA PROPOSTA.

Leggo, dai giornali locali, di un Movimento 5 stelle lucano in "Divisa da combattimento". In presidio permanente davanti gli uffici della Regione Basilicata a pretendere (giustamente, a mio parere) la chiusura dell'inceneritore "Fenice" dell'area industriale di San Nicola di Melfi. Il presidio, fanno sapere gli organi di informazione, sarà h 24, fino a martedì 26 marzo, giorno in cui sarà riunito il Consiglio Regionale. E, pare di capire, chiederanno con forza di "attivare una raccolta differenziata vera, verso rifiuti zero". Ma i 5 stelle, fanno sapere sempre gli organi di stampa, sono anche mobilitati all'interno delle Scale Mobili della città di Potenza... impegnati nella "contabilità" degli utenti effettivi di tale tipologia di trasporto pubblico. Pronti ed agguerritamente determinati a fare le "pulci" all'amministrazione Santarsiero. Magari vorranno presenziare anche al prossimo Consiglio Comunale di Potenza per proporre un sistema di trasporto urbano più razionale di quello che, invece, propone l'amministrazione!!!
Che dire? Meglio tardi che mai, ovviamente!!!! Anche perché, se vogliamo dirla tutta... i cossiddetti "Grillini", fino all'exploit della tornata elettorale nazionale, poco si erano visti sui vari fronti riguardanti le tematiche regionali e locali. Ad ogni buon conto, ben venga il loro rinnovato (o, per meglio dire, "completamente nuovo") impegno!!! Chissà che, magari, non ne venga fuori qualcosa di buono e, alla buon'ora, non venga fuori qualche proposta che superi la fase del "Vaffanculo" e basta.
Ma una cosa vorrei sottolineare, tanto per la precisione: in Consiglio Regionale, e in Commissione Ambiente della Regione Basilicata, il Piano rifiuti redatto da Comunità Lucana (e inizialmente accettato anche dai 5 Stelle di Matera), è da diversi mesi sui banchi sia dei consiglieri, sia dei componenti la commissione. E' pur vero che i suddetti consiglieri "nicchiano" da diverso tempo sul summenzionato piano... ma, se vogliamo essere piuttosto pignoli (per non dire "pedanti"), una proposta di Rifiuti Zero, c'è già. Ed è quella stessa proposta che i Grillini prima accettarono, e poi, quasi sdegnosamente, rifiutarono (adducendo labili motivazioni per questo rifiuto). Comunque, se volessero risparmiarsi la fatica di elaborare una proposta di Piano rifiuti, voglio ricordare loro che quel piano rifiuti (perfettibile e modificabile) è, comunque, già pronto... magari potrebbero provare a convincere i consiglieri a "velocizzare" la discussione e, magari, l'approvazione!!!
Per quanto riguarda, invece, il discorso "mobilità" nel comune di Potenza, vorrei far presente ai 5 stelle che, casomai non ne fossero informati (ma dubito che non lo siano), esiste un comitato, denominato "Comitato 13 ottobre" che da ben prima del 13 ottobre 2012 (data della consegna della nuova Piazza Mario Pagano) è impegnato nel "fare le pulci" all'amministrazione Santarsiero... ed ha già pronto un piano di mobilità che è stato presentato in Comune. Ed anche sul fronte rifiuti c'è una discussione ed  eventuali proposte da portare, a breve, in consiglio. Ovviamente, i grillini non dovrebbero far altro che mettersi in contatto con i componenti del Comitato 13 ottobre e, magari, confrontarsi con loro per delle soluzioni praticabili e "partecipate".
Chiudo qui... io ho i miei dubbi sul fatto che i "grillini" vogliano "sporcarsi le mani" con altra gente (ma posso sempre sbagliarmi)... e con umilità (che non significa "assenza di fierezza"), dico: "Grillini, guardate che esistono anche altri cittadini che, oltre alla protesta, sono dotati addirittura di proposta"!!!


21 ottobre 2012

POLITICA SE VOGLIAMO SALVARE LA NOSTRA REGIONE...

Questa storia dell’abolizione della Provincia di Matera, con le conseguenze che ha provocato e sulle quali non ho intenzione di soffermarmi, ha degli aspetti, diciamo così, “minori” che meritano delle valutazioni. Fermo restando il fatto che, a quanto pare, la Provincia unica di Basilicata sembra avviata verso il destino che già era stato scritto dal Governo, a meno di sorprese venute fuori dai due consigli Comunali di Potenza e Matera, all’uopo convocati per domani, mi preme sottolineare come certe vecchie abitudini siano dure a morire. Per esempio: gruppi di potentini col coltello tra i denti  a battersi perché la Provincia rimanga a Potenza. Gruppi di materani che, forse rassegnati al risultato paventato, mettono su un comitato per l’annessione di Matera alla Puglia… antico campanilismo becero, di bassissima lega!!!! Alimentato ad arte, a mio avviso, dalla classe politica dell’una e dell’altra provincia in nome di quel “Divide et Impera” di Romana memoria che assicurava, grazie alle divisioni ad hoc provocate, lunga vita al dominatore. E mi viene da sorridere quando, magari, penso a comuni come Gravina di Puglia (o, ma magari sono male informato, Altamura) che anelerebbero a svincolarsi dalla Puglia per entrare in Basilicata… sorridere perché, ancora una volta, mi domando: quale vantaggio per Matera, il suo ingresso in Puglia? Cosa, a parte una facilità di collegamenti, avvantaggerebbe la Città dei Sassi rispetto allo status quo? Sono certo che si tratta di una minoranza, magari cospicua, ma minoranza di cittadini materani che pensano che il passaggio alla vicina Puglia possa essere un vantaggio per la città. E, sono altrettanto certo, una minoranza, cospicua pure questa, di potentini sarebbe anche contenta di un’operazione del genere. Ma sarebbe proprio ciò che la nostra classe dirigente potrebbe utilizzare a proprio vantaggio, una situazione siffatta!!! In un momento difficile, come quello del sito di stoccaggio delle scorie nucleari, Materanità e Potentinità non comparvero: per la prima volta assistemmo ad una presa di coscienza collettiva di quelle che non lasciano margini di dubbio: 100.000 persone marciarono “contro”, senza nessuna bandiera di appartenenza se non quella Lucana. Tanto da costringere a saltare sul carro anche quei politici che erano stati gli artefici di quella scelta scellerata. Ebbene: quella volta, materani e potentini furono solo ed esclusivamente LUCANI!!! Le divisioni non si videro!!! Oggi ritornano! Perché? Cosa c’è, per questa nostra regione, nell’agenda del Governo Monti (soprattutto del suo Ministro Corrado Passera)? A chi giova questa divisione? Domande che dovremmo porci come cittadini lucani, prima ancora che come cittadini di Potenza o di Matera. O cittadini della Provincia di Matera o di Potenza!!!!
Io non ci sto!!! Tutto ciò che verrà programmato altrove per la morte di questa regione che amo, mi vedrà Contro, con tutti i mezzi leciti della democrazia. Non ho intenzione di rinunciare a lottare per questa terra, per Matera e per Potenza, per il Vulture-melfese come per il Lagonegrese. Dal più piccolo paese alla più grande delle città, questa regione non merita di essere trattata in questo modo da questo e da nessun altro governo. Per questo, ritengo che la strada giusta sia quella di unire tutte le forze migliori delle due province e fare fronte unico contro lo smembramento di questa regione da parte dei governi nazionali, locali e per contrastare le brame e gli  appetiti di multinazionali e comitati d’affari. Perché questa regione può ancora essere salvata… ma da noi cittadini lucani che amiamo questa terra!!! Non da altri!!!!


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permalink | inviato da Nathan 2000 il 21/10/2012 alle 22:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 ottobre 2010

SOCIETA' MENSE SCOLASTICHE: LA PESSIMA FIGURA DEL COMUNE DI POTENZA!

Questo è un post che ho scritto per il blog del Comitato no oil lucania. lo riporto "paro paro" a delizia (o tedio) dei miei quattro o tre lettori. 

Prima di iniziare questo articolo, voglio premettere una cosa importante: sono padre di una bimba di 4 anni che frequenta la Scuola dell’Infanzia (quello che una buona parte di noi continua a chiamare Asilo). Pertanto chi legge sappia che è possibile (anzi, è matematicamente certo), da parte mia, un coinvolgimento piuttosto personale in tutto ciò che andrò a scrivere (qualcuno potrebbe chiamarlo “Conflitto d’interesse”… mi sta bene!!!).

Voglio premettere, ancora, che l’unico articolo sull’argomento che mi è capitato di trovare sul sito della Regione (nonostante la protesta e il malcontento dei genitori potentini stia montando da diversi giorni) è il seguente

Mense scuole, domani conferenza dell’opposizione Comune Pz

01/10/2010 18:41BAS

Domani 2 ottobre ore 10,30 nella sala delle Commissioni nel Palazzo del Consiglio Comunale di Potenza, in piazza Matteotti, i gruppi di opposizione in seno al Consiglio comunale incontreranno la stampa alla quale presenteranno idee e proposte per la riattivazione della mensa scolastica nelle scuole del capoluogo.

Esprimendo, con fermezza, il disappunto per il disinteresse che la testata istituzionale ha dimostrato nei confronti di tutta questa vicenda, mi preme affermare che, almeno per me, per Comunità Lucana - Movimento no oil, per i membri dell’opposizione in Consiglio Comunale e per un congruo numero di genitori che si trovano in una situazione di disagio non da poco (per la venuta meno, almeno per ora, di un servizio essenziale), l’argomento meritava un tipo di trattamento piuttosto differente da quello che, invece, c’è stato. Al Tg3 Basilicata abbiamo potuto vedere (e ascoltare), nell’edizione delle ore 14.00, quelle che sono le posizioni e le informazioni che sono venute fuori dalla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina. Sostanzialmente, abbiamo potuto scoprire che, per quanto riguarda le mense scolastiche, in bilancio non era prevista alcuna cifra!!! La cosa mi ha lasciato del tutto basito… eh sì?!? Perché non si tratta di una voce di bilancio di quelle che possono sfuggire: dal momento che, almeno a rigor di logica, un servizio come quello delle mense scolastiche è un servizio che ritorna periodicamente ogni anno, nell’organizzazione di un Comune che possa definirsi “moderno” e, aggiungerei, civile! E’ inspiegabile, per il sottoscritto, che in fase di bilancio preventivo ci sia potuta essere una dimenticanza del genere!!! E’ come se un qualunque padre di famiglia si dimenticasse di mettere in conto, nel bilancio familiare, le ipotetiche spese da sostenere per il Vitto dei membri di detta famiglia! Assurdo, quindi, ciò che ci è toccato ascoltare oggi!!!

Ma non vogliamo essere i soliti “sfascisti” di turno (già ce lo sentiamo dire quotidianamente…); attendiamo, a questo punto, che il Sindaco Vito Santarsiero e l’assessore al bilancio, Federico Pace ci chiariscano la situazione.

Ad onor del vero, il Tg3 ha già provato a spiegare che la situazione debitoria del Comune è di quelle da non sottovalutare; ma il servizio ha voluto fare anche più di quello che avrebbe dovuto fare: e cioè solo ed esclusivamente informazione! Perché tirare fuori “storie” che, probabilmente sono già state tirate fuori un numero illimitato di volte dal Sindaco (come l’accusa, giusta o meno poco importa, di una situazione finanziaria piuttosto disastrosa ereditata dall’amministrazione precedente, con svariati milioni di euro di debiti) ci è sembrata una cosa che esula dal dovere di un servizio giornalistico!!! Le accuse alle amministrazioni precedenti sono una prassi di qualunque amministratore, lo sappiamo; una testata giornalistica dovrebbe limitarsi a dare le informazioni. Il servizio di oggi, invece, mi pare che andasse oltre la semplice informazione di una situazione debitoria di circa 140 milioni di euro.

Comunque, tanto per concludere questa “digressione”, direi che siamo in attesa di chiarimenti da parte dell’amministrazione comunale che vadano al di là delle semplici accuse alle precedenti amministrazioni!!!

Ah, tanto per aggiungere altre problematiche alla già pesante situazione: Qualcuno ha ventilato l’ipotesi di un intervento della Regione Basilicata nella questione. Si sentono, in giro, voci di possibili fondi che verrebbero da Viale Verrastro per tamponare il problema. Ora, il sottoscritto, per lavoro, ha a che fare anche con erogazioni della Regione Basilicata. Siamo in un periodo di “Patto di Stabilità”. La Regione sta “centellinando” gli accrediti a tutti gli enti che erogano pagamenti… si può pensare che la Regione, che già ha parzialmente chiuso i rubinetti nei confronti di enti per i quali i fondi erano in poste di bilancio, possa aggirare il patto di stabilità per provare a tamponare la situazione? Io ho il sospetto che ciò non sia molto facile. Se qualcosa potrà venire da parte del massimo organo istituzionale regionale, questo verrà con l’anno nuovo!

Nel frattempo? I bimbi delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie cosa dovranno fare? Portarsi un panino per calmierare i morsi della fame e ritornare a pranzo a casa? Ma, soprattutto, cosa potranno fare quei genitori (e sono tantissimi) che, lavorando entrambi, non potranno fare i salti mortali per lasciare il lavoro e andare a prendere i figli a scuola alle 13,30? E tutto ciò, presumibilmente, fino all’anno nuovo?

Siamo in attesa di conoscere cosa accadrà (e il sottoscritto è interessato personalmente alla soluzione di questo problema)!!!

Antonio Bevilacqua.


26 settembre 2010

diritti TRIVELLAZIONI NEI CALANCHI? OPPONIAMOCI!!!!

Articolo scritto sul blog del comitato no oil lucania, che riporto anche su questa mia pagina virtuale a "tedio" dei miei quattro (o tre... ho perso il conto) lettori!

Grazie ad un'amica di Facebook (che per ora non menziono) mi è giunta la seguente comunicazione:

Il 30 settembre, fra pochi giorni, scade la possibilità di contestare la VIA, Valutazione di impatto ambientale, presentata dalla società mineraria Medoilgas Civita Ltd, per un nuovo pozzo in un'area particolare dei calanchi. Particolare sia per i grani, gli oli e gli allevamenti prodotti e sia per la presenza, in questa area unica della Basilicata, che è quella che circonda tutta la valle del Cavone/Salandrella, di importanti aree geologiche (uno strato di Pleistocene medio di rara purezza geologica e riconosciuto a livello mondiale) e architettoniche (masserie fortificate). In più, è oramai sempre più conclamato, che tutta la filiera degli idrocarburi è cancerogena a tal punto che lo Stato della California ha preteso dalle maggiori compagnie petrolifere anglo-americane di certificare, a tutela dei cittadini californiani, l'esistenza di questo rischio dalla ricerca del petrolio fino al pieno di benzina nella nostra auto (allego il Warning americano). Se le compagnie petrolifere certificano che la loro filiera è cancerogena per i cittadini californiani, probabilmente lo è anche per noi lucani e per noi italiani.
Tutta questa premessa per chiedere, a chi è d'accordo, di stampare l'allegato del warning e l'allegato di contestazione alla Via per pozzo fiume Cavone 1 dir (quest'ultimo è da firmare) e di spedirli entro il 30 settembre (ripeto, il 30 settembre), alla Regione Basilicata, ufficio compatibilità ambientale, Dipartimento ambiente, via V. Verrastro, 85100, Potenza.Può essere spedito da chiunque, cittadino o associazione o ente pubblico, anche se abitano a Canicattì, Marsala e Domodossola.

Come Comitato no oil e come Comunità Lucana - Movimento no oil diffondiamo la notizia; pubblichiamo (sempre grazie all'amica di cui sopra) il modello da stampare e firmare:

_____________________________________________________________________________________________

Alla Regione Basilicata

Ufficio compatibilità Ambientale

via V. Verrastro

85100 - POTENZA

Oggetto: Opposizione alla procedura di VIA per pozzo di esplorazione “fiume Cavone 1 dir” in territorio di Pisticci, Permesso di ricerca Montalbano, Regione Basilicata, depositata il 30 luglio 2010 all’Ufficio Compatibilità ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, dalla Medoilgas Civita Ltd, con sede a Roma in via Cornelia 498.

Lo scrivente si oppone alla VIA in oggetto per i seguenti motivi :

L’area dei Calanchi oggetto di trivellazione e ricerca petrolifera è individuata come area unica per le sue caratteristiche naturalistiche ed è destinata a diventare un parco naturalistico per il quale, da decenni, si battono cittadini e associazioni. Già esiste un progetto di riserva naturalistica promosso dalla stessa Regione Basilicata che interessa una parte dell’estesa area dei Calanchi e che si chiama Parco del Geosito dei Calanchi di Montalbano. La Regione ha già pronto un Ddl per questa area che è la stessa della concessione Montalbano dove si vuole ora ricercare e poi perforare col pozzo di esplorazione Cavone 1 dir. È stata richiesta l’area protetta per il Parco dei Calanchi del Geosito di Montalbano Parco del Geosito perché in questa zona, tra i calanchi sedimentati in milioni di anni, è stata trovata un’era geologica risalente al Pleistocene Medio, 1 milione di anni fa, di una tale purezza geologica e di stratificazione, che è in concorrenza con un sito in Nuova Zelanda per il titolo di Chiodo d’Oro. Un prestigiosissimo riconoscimento internazionale di geologia che consente a chi lo possiede di essere riportato in tutti i testi odiali come area di riferimento per studiare la perfezione della sedimentazione millenaria. Va da sé che se non avrà il Chiodo d’Oro, l’area dei calanchi dove vuole perforare la MedoilGas, sarà il secondo sito al mondo. È uno dei motivi per cui questa area dei calanchi, ma in generale, tutta l’area calanchiva, è costantemente visitata dagli scienziati di mezzo mondo. Questa area dei calanchi è la parte orografia di questa regione che più la caratterizza all’interno e all’esterno dei suoi confini. Tanto che anche enti pubblici, come la Comunità Basso Sinni, nell’approntare tavole turistiche e la cartellonistica stradale per indicazioni turistiche, definisce i Calanchi lucani come “il luogo dell’anima della Basilicata”.
Le Università di mezzo mondo, dopo la scoperta dello strato di Pleistocene Medio nell’area dei dintorni calanchivi di Montalbano Jonico, stanno studiando gli interi 600 kmq dell’intera area calanchiva lucana.
Inoltre, il parco e la tutela del territorio sono propedeutici allo sviluppo di un indotto turistico di eccellenza e al mantenimento di una agricoltura di qualità del territori, economicamente molto più redditizia di qualsiasi royalites a tempo determinatoda elargire ai territori, anche perché, per i pozzi già estrattivi in Val Basento, area attigua e confinante con quella dei calanchi, le royalites non superano i 100 mila euro annui in totale, per tutti i comuni già interessati dall’estrazione mineraria. mentre tutta l’area calanchiva, non solo è coltivata da millenni, ma è area di produzioni di pregiate e antiche e locali qualità di grano (Mayorca, Svevo, Cappello, Carosello) che nel vicino Parco del Pollino, utilizzando il marchio dell’area protetta, rappresentano un’opportunità economica e di traino turistico elevato. Anche gli ulivi sono secolari e pregiati, come l’oliva Maiatica di Ferrandina, prodotto di un Presidio Slow Food. L’area produce anche pregiate pere locali e soprattutto, ha un’arancia tardiva, la Staccia di Tursi Montalbano, che è entrata a far parte dell’Arca dei Sapori di Slow Food ed è candidata ad entrare anch’essa nel Presidio dell’importante e internazionale organismo di tutela di Carlo Petrini.
Inoltre, in tutta l’area dei calanchi, oltre alla originalità orografica e geologica e agricola, insistono diverse masserie fortificate, da Montalbano, a Pisticci, a Ferrandina, a Craco, ad Aliano (dove c’è la casa e la tomba di Carlo Levi), Santarcangelo, Missanello e Stigliano. Che tutti insieme compongono l’intero territorio dei Calchi lucani, conosciuti anche dagli autori delle mappe di Google Heart e dalla stessa Regione Basilicata, visto che ha un progetto di totale protezione dell’area che si chiama Parco dei Calanchi e degli Ulivi della Basilicata. Esiste anche un progetto di tutela e di percorso turistico delle masserie fortificate dell’area.
È risaputo che turismo ed agricoltura non si conciliano affatto con le ricerche e le estrazioni petrolifere perché inquinano le falde freatiche, i terreni e l’aria circostante e generano tumore. Le maggiori compagnie petrolifere americane e inglesi, hanno infatti sottoscritto con lo Stato della California, un warning sul rischio cancerogeno di tutta la filiera degli idrocarburi, dalla ricerca all’immissione nei serbatoi delle auto nelle stazioni di servizio.
L’area è anche nota a livello internazionale come la “TERRA DEI RAPACI”, visto il numero e la tipologia di razze e varietà di falchi e falconidi, molti di questi protetti dalle leggi dello Stato ed europee.
L’area è anche dedita al pascolo e all’allevamento sia di razze generali che delle mucche tipiche podoliche e del suino nero lucano.

Inoltre ancora: nella VIA presentata:

-Non è stato redatto alcuno studio sulle falde acquifere superficiali e sotterrane;

-Non sono definite nella procedura di Via le sostanze chimiche da utilizzare per la perforazione né gli esplosivi che utilizzeranno per procurare onde sismiche per l’indagine del sottosuolo, né che tipo di rifiuti verranno prodotti, la loro classificazione, le quantità che finiranno nel terreno e quelle generate complessivamente nelle operazioni di ricerca petrolifera;

-I prodotti chimici utilizzati per le trivellazioni e per sciogliere la crosta terrestre ,nonché i fluidi e i fanghi di perforazione lavorati con sostanze chimiche (in molti casi è stata gia dimostrata la loro natura tossico e nociva) costituiscono pericolo per le falde acquifere dei Calanchi, la cui area, oltre alle peculiarità già elencate, ospita il più grande bacino idrico sotterraneo della Regione Basilicata, superiore agli stessi invasi artificiali di cui la Basilicata dispone;

- Non è definita la quantità e qualità dei rifiuti tossici, speciali e petroliferi che la ricerca di idrocarburi produrrà e come sarà effettuato lo smaltimento di tali prodotti;
- Non è definita la qualità e la quantità degli inquinanti che rimarranno nel sottosuolo e soprattutto nell’aria che ricadrà per l’effetto camino nei campi adiacenti;

- Non è definita in caso di esito positivo l’attività estrattiva, le quantità di rifiuti liquidi e gassosi e dei fanghi petroliferi che rischiano di essere assorbiti dall’ambiente esterno;.

- Non esiste nessuna garanzia contro l’inquinamento della falda superficiale a seguito trivellazioni petrolifere e dei pozzi d’acqua da cui le abitazioni nei pressi dell’area di trivellazione emungono acqua di tipo sanitario, agricolo e per gli allevamenti;

- Non esiste un piano di emergenza esterno per le popolazioni locali e per tutelare il territorio e l’ambiente circostante. Un pozzo petrolifero è da considerare come un impianto ad alto rischio, per scoppi, microsismi, subsidenze, inquinamento delle acque, del suolo e dell’aria.;

- Non esiste una rete di monitoraggio regionale locale che controlli gli inquinanti petroliferi e pubblichi periodicamente dei dati che tranquillizzino le popolazioni sullo stato di aria, acqua a seguito delle estrazioni petrolifere;

- Non esiste alcuna garanzia economica da parte dell’esercente del pozzo petrolifero su possibili risarcimenti derivanti da danni a cose e persone o all’ambiente circostante;

- Le opere per realizzare la piattaforma di trivellazione, anche per i soli permessi di ricerca, riguardano muri e gettate di cemento, realizzazioni di recinzioni e l’installazione di una enorme torre petrolifera, in ogni comune chi deve realizzare un piccolo muretto deve chiedere una regolare concessione edilizia al comune interessato, beni ambientali, paesaggistici e pagare una serie di oneri. Per cui non possiamo avere due pesi e due misure, ossia il cittadino è oberato da mille permessi e una società petrolifera ha una VIA dalla Regione solo per presa visione del comune interessato;
- L’opera è da considerarsi molto impattante e la semplice affissione all’albo pretorio dell’avviso VIA senza informare correttamente la popolazione ad esempio attraverso una assemblea pubblica e/o audizione pubblica è contro ogni regola di democrazia e partecipazione sociale.

Certi di un Vostro valido riscontro e dell’attenzione che Vorrete prestare alle nostre osservazioni, in attesa di una bocciatura, si inviano cordiali saluti.

FIRMATO

L'auspicio è che siamo in tantissimi ad inviare ENTRO IL 30 SETTEMBRE il documento firmato!

Antonio Bevilacqua.



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