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"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


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3 marzo 2018

sentimenti AMAREZZA... NIENT'ALTRO.

Un inutile dato statistico di menefreghisti…. La Gabanelli definisce così chi si asterrà dal voto il 4 marzo. E la cosa mi lascia molto ma molto deluso. Perché in quella schiera di persone che non andrà alle urne il 4 marzo, ci sarà, senza ombra di dubbio, una nutrita schiera di menefreghisti. Ma sono sicuro che la percentuale non è cospicua al punto tale da poter avere la sicumera (leggi arroganza) di affermare che chiunque si asterrà dal voto possa essere “un inutile dato statistico di menefreghisti”. Posso rispondere con un Gaber d’annata?
“E allora come si fa a tacciare di sterile menefreghismo uno che non vota? Potrebbe essere un rifiuto forte e cosciente di "questa" politica.
No, perché non è mica facile non andare a votare. Soprattutto non è bello farlo così, a cuor leggero, o addirittura farsene un vanto. C'è dentro il disagio di non appartenere più a niente, di essere diventati totalmente impotenti. C'è dentro il dolore di essere diventati così poveri di ideali, senza più uno slancio, un sogno, una proposta, una fede.
È come una specie di resa.
Ma al di là di chi vota e di chi non vota, al di là dell'intervento, al di là del fare o non fare politica, l'importante sarebbe continuare a "essere" politici. Perché in ogni parola, in ogni gesto, in qualsiasi azione normale, in qualsiasi momento della nostra vita, ognuno di noi ha la possibilità di esprimere il suo pensiero di uomo e soprattutto di uomo che vuol vivere con gli uomini.
E questo non è un diritto. È un dovere.”
Giorgio Gaber – Il Voto.

Questo per sottolineare che Gaber viene citato molto spesso “a cazzo”… e che il suo “Libertà è partecipazionesignifica ben altro che partecipare a quella giostra che le elezioni in questo paese sono diventate. E il prossimo che mi rompe le gonadi con la solita menata “Se non voti poi non avrai il diritto di lamentarti di nulla” sappia che, nel momento in cui sarà libero di lamentarsi (che altro non saprà fare), il sottoscritto sarà impegnato ad “essere” politico impegnandosi in politica attiva come ha sempre fatto nella sua vita. Ho avuto modo di dirlo e scriverlo migliaia di volte: “La Democrazia non ha nulla a che fare con una scheda e una matita”. E quello che ha affermato la Gabanelli mi provoca solo amarezza… nient’altro.


5 giugno 2015

POLITICA RIANIMIAMO QUESTO PAESE.

"Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori." Platone aveva sintetizzato, con questa frase, il problema principale del mondo. E questa frase di Platone io la voglio “scagliare”, sbattere in faccia  a coloro che non partecipano alla politica e non per attaccare quelli che non partecipano alle elezioni! Partecipazione e democrazia nulla hanno a che fare con l’avere tra le mani una matita e una scheda elettorale. Perché la situazione del nostro paese (ma anche del resto del mondo, sia chiaro), è un'assenza di partecipazione all'attività politica, prima che un'assenza dalle urne. Tra chi non partecipa attivamente alla vita politica (anche con la presenza in un semplice comitato di quartiere) e chi non partecipa alle elezioni, preferisco spezzare una lancia a favore della seconda categoria. Ma la seconda categoria, badate bene, deriva direttamente dalla prima!!! I gruppi di potere (economico, politico e via di questo passo) hanno costruito una società portata all’appiattimento su un semplice concetto: La politica è un affare sporco! Prova ne sia il fatto che in tanti possono obiettare alle mie considerazioni precedenti, con un semplice: “Non appena entri nel giro dell’attività politica, subito vieni inquinato dal malcostume che domina nell’agone politico”. Potrebbe essere vero, tutto ciò… ma basta pochissimo per demolire anche questo labile teorema. Partiamo da un periodo relativamente lontano nel tempo: il periodo in cui si decise che le sezioni di Partito dovessero venire trasformate in “Circoli”. I circoli sono luoghi-non luoghi, a mio avviso. Sono deputati ad essere spazi “non occupati”, perché il “circolare” delle persone all’interno diventa una cosa liquida… per non dire gassosa. In tempi relativamente lontani, le sezioni di Partito erano luoghi nei quali l’appartenenza ad una “parte” del paese era sentita in maniera profonda. Il solo entrare in quei luoghi ti faceva sentire parte integrante del Paese, perché sapevi che la tua partecipazione, in qualche modo, serviva a portare avanti istanze generali, progetti tendenti al bene collettivo più che interessi di pochi. Certo, c’era chi, attraverso l’attività all’interno del Partito, era più interessato a perseguire interessi personali o di gruppi ristretti di persone… ma sfuggire al controllo di centinaia di iscritti e attivisti-partecipanti alla vita del Partito non era facile come, invece, sembra diventato da qualche lustro.

Insomma, il modo per non rischiare di venire inquinati dal malcostume politico, a rifletterci bene, rimane ancora quello di avere strutture di Partito nelle cui sezioni locali (ce n’erano finanche nei paesini più sperduti del paese) vi sia la partecipazione di grandi numeri di cittadini, portatori di istanze particolari che, una volta entrate nella dialettica politica, diventino istanze collettive e progetto di una società orientata alla crescita del Paese in tutti i sensi. Con queste considerazioni non sto facendo alcun tipo di propaganda per un partito o per un altro. Sto solamente dicendo che se le sezioni di partito rimanessero presidiate da gente che controlla coloro che siedono nei posti di rilievo, allora qualche speranza che "l'inquinamento" possa evitarsi c'è. Ma noi siamo stati abituati, fin da piccoli, che la nostra coscienza sarebbe stata "a posto" con una croce fatta con una matita su una scheda elettorale. E questo ci ha allontanati, poco alla volta, dalla partecipazione “ATTIVA” alla vita politica. Le sezioni di Partito, scomode per gli interessi dei comitati d’affari che, nella presenza dei cittadini alla vita politica vedevano un impedimento, ci ha portati, giorno dopo giorno, a quella liquidità della partecipazione che ha inventato, ad un certo punto, i “Circoli”… che proprio per questo aspetto di disimpegno da parte della gente, hanno consentito ai portatori di interessi particolari, personali o oligarchici, all’inquinamento quasi irrimediabile dei costumi politici.

Tutto è diventato “soluzione calata dall’alto” (non ultima quella delle candidature, imposte da una ristretta cerchia di maggiorenti dei Partiti politici che, in quanto portatori di istanze personali o di comitati d’affari, non proponevano più persone di chiara preparazione culturale e politica, ma solo degli “Yes-men” che dovevano farsi esecutori materiali di progetti che poco avevano a che fare col bene comune. Ovvio che, da un ventennio a questa parte, ci siamo ritrovati nelle stanze dei bottoni soltanto persone che, dietro lauti compensi che non venivano “osteggiati” da nessuno, si ritrovavano ad eseguire ordini precisi di ristrette cerchie di gruppi di potere economico-finanziario che li avevano piazzati in quei posti proprio con questo scopo.

Cosa pensate che sia questa storia di Jovanotti e del "lavorare gratis" che è sotto i riflettori in questi giorni? Tutti a pontificare e sentenziare su qualcosa che avrebbe detto il noto intellettuale Jovanotti.... e la cosa mi fa sorridere. Perché, a ben pensarci, visti i compensi di una cospicua parte di persone, in questo paese, direi che, fatti due conti, il mio stipendio potrebbe essere equiparato ad un lavorare gratis... cittadini che non hanno più prospettive o margini di sogno e progettazione perché la politica si è fatta promotrice di istanze che non riguardano più i summenzionati cittadini, ma solo interessi particolari dei gruppi economico-finanziari ai quali, non è un segreto per nessuno, la possibilità che i cittadini possano vivere in maniera dignitosa la propria esistenza diventa un fastidio.

Ora, che Lorenzo Cherubini, detto Jovanotti, esprima le sue opinioni mi pare che possa essere una cosa legittima. Quelli che prendono le sue difese o scagliano le proprie accuse al cantante, invece, mi danno l’impressione di blaterare soltanto (siano essi personaggi di una qualche fama o semplici cittadini sconosciuti). E, soprattutto, blaterano sulla scorta di ideologie che, secondo i più, sarebbero morte (ma che, a mio avviso, sono più vive che mai)... appoggiandosi a dei cadaveri e facendoli ritornare in vita... ma un  ritorno in vita peggiorativo rispetto a ciò che queste ideologie erano prima della presunta dipartita.

E non distante dalla ricorrenza dell’anniversario della Repubblica Italiana, quando si mandò via la dinastia cialtrona dei Savoia, oggi ci vorrebbe un moto di orgoglio dei cittadini Italiani per liberare l'Italia dalla generazione cialtrona degli attuali politici.

Ultima riflessione: la tornata elettorale che ha visto il trionfo dell’astensionismo, mi stimola la seguente domanda: qual è, secondo quelli che parlano e scrivono bene, questa famosa "opinione pubblica"? Quella che è andata a votare o quella che non è andata a votare? Ecco! Ciò che non si riesce a comprendere (secondo il mio immodesto parere) è il fatto che ci hanno riempito la testa col concetto di “opinione pubblica” (roba che va comodamente bene ai comitati d’affari che prosperano in questo paese come nel resto del mondo) e ci hanno fatto perdere di vista un concetto che, invece, è diametralmente opposto: quello di “Coscienza collettiva”… che può essere realizzata solo se, quanto prima, si ritornerà a diventare cittadini attivi nella politica. Magari riaprendo le sezioni di partito e ritagliandosi, ognuno di noi, uno spazio quotidiano da dedicare anche al Paese. Cosa che, apparentemente, sta provando a fare il Movimento 5 stelle… dico apparentemente perché, a ben guardare, partecipare “on line”, non mi pare cosa differente dai summenzionati “circoli”. Insomma, c’è da ricostruire un Paese come fosse reduce da una guerra… e per farlo bisognerebbe che la maggioranza dei cittadini cominciassero a riaffollare i partiti... perché starci dentro, anche se sono ridotti a cloache maleodoranti, servirebbe a non lasciare grossi margini di manovra agli affaristi che, invece, prosperano proprio per l'assenza di attivismo all'interno dei partiti. La partecipazione è questa, non una scheda e una matita, secondo me. Questo era il messaggio di Gaber, secondo il mio personale punto di vista: partecipazione come persone attive, che si muovono in prima persona all'interno delle strutture che, poi, devono esprimere classe dirigente del paese.

Concludendo: vogliamo resuscitare la democrazia (intesa come partecipazione, alla Gaber, per intenderci)? Chiudiamo i circoli e gli account internet e riapriamo le sezioni. Qualunque sia il partito, bisogna consentire alla gente di partecipare alla sua vita. Altrimenti, Democrazia rimarrà solo uno dei vocaboli contenuti nello Zingarelli o Devoto-Oli o Treccani e via di questo passo. E le urne diventeranno sempre più vuote. Prima che sia troppo tardi, rianimiamo questo Paese.


12 settembre 2013

SOCIETA' CORRETTIVI URGENTI.

I dati che si possono reperire anche in rete sul numero di persone che si tolgono la vita, fanno impressione. E la cosa che più lascia interdetti, è il fatto che non sono solo coloro che possono essere definiti "persone normali". Sono eclatanti i casi di manager che "crollano" sotto il peso di una competitività imposta da un sistema che non perdona! La lettura di un articolo di Massimo Fini, ci presenta una situazione che non risparmia nessuno. Allora, la riflessione che mi viene spontanea è la seguente: ma il sistema fondato sulla crescita senza limiti, e sulla competitività mirata ai risultati sempre migliori dei precedenti... è un sistema che non necessita di un ripensamento? Io credo, nel mio piccolissimo, che bisognerebbe cominciare a trovare dei Correttivi Urgenti: altrimenti non se ne verrà fuori... e il numero di persone destinate a porre fine alla propria vita (?) aumenterà sempre di più.


Al solito, è la Politica che dovrebbe occuparsi di trovare questi correttivi. Ma, soprattutto, è la gente comune che dovrebbe cominciare ad occuparsi di Politica...visto che, a conti fatti, coloro che se ne sono occupati negli ultimi 30 anni, lo hanno fatto molto poco; e quel poco che hanno fatto, l'hanno fatto pure in maniera pessima.


11 marzo 2013

POLITICA SOLDI PUBBLICI.

Un post, anche stavolta, nato da uno scambio di vedute sul social network. Col mio amico (per ora solo virtuale, perché ci siamo solo seguiti su Facebook e abbiamo scambiato qualche chiacchiera telefonica) Conte. Lo scambio di vedute è il seguente:

Io: Se si dà ai cittadini di questa repubblica la possibilità di avere un'istruzione tramite una scuola pubblica e, quindi, di formarsi culturalmente in maniera gratuita; se si dà ai cittadini di questa repubblica la possibilità di avere un'assistenza sanitaria pubblica e, quindi, di avere cure mediche in maniera gratuita... perché, poi, agli stessi cittadini di questa repubblica dovrebbe essere negata la possibilità di impegnarsi in politica senza doversi svenare?
Ecco, la scuola è pubblica e, per certi versi, funziona malissimo. La sanità pubblica è allo stesso livello. Ma siccome il finanziamento con soldi pubblici funziona allo stesso modo, lo si vuole eliminare.
Cazzo!!!!! Impegnamoci per far funzionare le tre cose come si deve, invece!!!!!!!

Conte: Miglioriamo il finanziamento ai partiti , abbassiamo il rimborso, mi sembra eccessivo. Una domanda me la pongo ugualmente ... Siamo certi che non abolendo e migliorando questi rimborsi, la politica ed i partiti non avranno collusioni con i poteri finanziari ?

Io: Io mi potrei permettere una campagna elettorale un po' più leggera di quella che ho fatto... erano solo 180 euro... ma ti assicuro che mi sono sembrati 180.000!!!
Poi, Conte... non siamo sicuri di nulla!!! Ma se eliminiamo una forma di finanziamento, avr
emo situazioni peggiori: dal finanziamento con fondi occulti, alla possibilità che solo i vari Della Valle, Montezemolo, Berlusconi e via di questo passo si potrebbero permettere di occuparsi della Cosa Pubblica! Che, a quel punto, non sarebbe più tanto Pubblica, non credi?


Conte: e' giusto ciò che dici , ma io utopisticamente vorrei che non ci potessero essere neanche donazioni ai partiti , nulla , zero soldi , se non quelli dati come rimborso. Ma lo reputi posdibile ? Chi controllerebbe nel caso? Che condanna si applicherebbe , una volta beccati?

Io: Una donazione andrebbe certificata con documenti fiscali (fattura, ricevuta e affini). Ma il sistema delle donazioni, in questo paese, funziona sempre nello stesso senso: si danno soldi ai partiti che ci potrebbero "dare una mano". E, quindi, ai piccoli andrebbe una beneamata minchia. Si potrebbe pensare ad una donazione tramite dichiarazione dei redditi (5 per mille e similari). Con bilanci dei partiti sottoposti al vaglio della Corte dei Conti... sono soldi pubblici? Allora che sia l'organo supremo contabile a fare le pulci ai partiti. E chi sbaglia, se la veda col codice penale.

Conte:
Finanziamenti tramite donazioni stile usa? Non mi piacciono.
Oggi hai parlato di soros , penso che abbia sovvenzionato più guerre ed elezioni lui che tutti gli altri messi insieme .


Io: Le donazioni di una certa portata, andrebbero sottoposte ad assemblea degli iscritti. Magari aperta ai simpatizzanti. E, comunque, non puoi evitare che vi siano degli infiltrati. Mentre, se uno deve provvedere con mezzi propri, avrai solo ricchi signori a potersi permettere di partecipare all'attività politica. E' un rischio che si può correre il primo, e un rischio da non provare neppure ad immaginare il secondo.

Fine dello scambio di vedute (anche perché credo che, a quest'ora, il Conte sia andato a nanna). Ma rimane il fatto che sia una specie di presa di posizione piuttosto "facilona" quella di una attività nella Cosa Pubblica senza la possibilità di mettere ognuno nelle condizioni di poterla fare. Soldi Pubblici, certo... ma è così bestiale pensare che questi soldi pubblici non possano essere una opportunità ai cittadini cossiddetti "comuni" di partecipare alla crescita e al progresso di questo paese?
Si accettano commenti e proposte!!! Io sono per una sorta di finanziamento con soldi pubblici per un'attività che, se fatta come si deve, è un'attività veramente "Alta".


17 dicembre 2012

sentimenti LIBERTA' DI "PENSIERI".

Esistono dei momenti delle mie giornate nei quali mi sorprendo a riflettere su miriadi di cose... e non è detto che queste riflessioni portino da qualche parte! Soprattutto, mi sorprendo a riflettere su quanto poco ci sia da stare allegri, vista la situazione economica di questo paese. Sto pensando, seriamente, di venire fuori da un luogo "virtuale" come Facebook perché, come già sottolineato nel mio post precedente, sembra essere diventato un luogo per nevrotici; dal mio punto di vista, quindi, un "Non luogo". Ma Facebook è pur sempre uno spaccato della vita e della società reale. Anche se, certe volte, mi pare che sia diventato una specie di eremo nel quale in tanti si rifugiano per sentirsi protetti dalla vita reale e, al tempo stesso, lanciare strali contro tutto e contro tutti. Ecco, questo è ciò che appare, ai miei occhi, l'utilizzo del web attraverso il social network. Anche chi si occupa (o tenta di occuparsi) di temi politici "spiccioli", mi appare come nevrotico e, talvolta, paranoico. Penso a gruppi "monotematici" (quelli, per intenderci, nei quali si porta avanti il classico tema pregnante e nel quale non è consentito, quasi mai, di spostare l'asse su un discorso di più ampio respiro)... gente che si parla addosso, che propone, magari senza avere la benché minima preparazione in fatto di normative, leggi e via di questo passo... ma parla, parla, discute, discute. Eppure la rete avrebbe una potenzialità enorme, per il solo fatto di annientare le distanze "fisiche" tra persone!!! Ma no! Se qualcuno vuole provare a fare un discorso di "sintesi", di programmazione, di progetto politico, è condannato all'indifferenza dei più. Quante volte mi è capitato di leggere frasi del tipo: "Occupiamoci del tema in questione e non cerchiamo di spingerci oltre!"? Come se il discorso fosse un discorso relativo ad un'unica problematica e basta.
Ora, se ci pensiamo bene, il fatto di pensare di cambiare il mondo concentrando la propria attenzione e le proprie energie su un solo tema, secondo me, è sintomo di una miopia e, soprattutto, di una mancanza di idee da parte delle persone (la maggioranza) che ancora sono convinte che si debba spingere il rappresentante politico di turno ad ascoltare le proprie istanze (in un velleitarismo che rasenta l'ingenuità... per non dire peggio). Una cultura della "delega" che, purtroppo, è dura a morire e che ci ha portati, a mio avviso, alla situazione nella quale stiamo affondando ogni giorno di più. Ma provare a far comprendere alle persone che un impegno diretto, sia pure limitato, perché i ritmi di vita cui siamo sottoposti non ci concedono spazi più ampi, sarebbe l'unico modo per venire fuori dal pantano. Ma, purtroppo, sembra che non sia così. E vedere ciò che viene espresso, a livello di opinioni e, soprattuto, a livello di informazioni a disposizione, anche sui social network, dà una immagine di questa nostra società come di una società sempre più chiusa nel proprio spazio, sempre meno aperta all'altrui opinione. Insomma, una web-society che si fonda sulla libertà di "pensieri". E non mi pare un grosso risultato.


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16 dicembre 2012

diari di viaggio PENSARE... NON SEMPRE FA BENE.

Ormai sono arrivato alla consapevolezza che, se anche dovessi vivere altri 40 anni, non riuscirò a vedere la salvezza di questa Regione, la mia Regione, la Lucania per la quale continuo a lottare e sbattermi senza tregua. La mia battaglia continua, ovviamente... non è un post di resa, sia chiaro! Ma troppi segnali che mi riesce di cogliere in giro, leggendo, ascoltando, guardando... e pure quel posto per nevrotici che è diventato Facebook, mi lancia segnali inconfondibili! La mia battaglia, il mio impegno, ad essere ottimisti, potrà tornare utile, e me lo auguro alla grande, a mia figlia. Io, come Mosè (se mi si lascia passare quest'irriverente paragone), arriverò solo in prossimità della "terra promessa"! Non mi sarà concesso di entrarvi... ripeto, però, che non è un segnale di resa, questo! Si tratta solo di una presa d'atto che, con le persone che ci sono a disposizione, difficilmente si può fare un discorso di programmazione politica. Tutt'al più si può pensare di continuare a parlare di piccole battaglie (ne avevo già parlato qui), di mille rivoli che continueranno a scorrere separatamente, che sarà estremamente difficile che possano unirsi, congiungersi in un unico percorso!
Pensare... non sempre fa bene!!! E a tanti, pensare risulta deleterio. In tanti sono convinti del fatto che sia meglio un piccolo risultato ottenuto oggi piuttosto che un progetto di largo respiro da realizzare domani. E se qualcuno prova a proporre qualcosa di più consistente, viene "cortesemente", invitato ad "attenersi al tema in questione".
Beh, ora è tardi... e sono stanco di pensare... non sempre fa bene, l'ho detto, no?


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5 ottobre 2010

POLITICA NON SI MOLLA... MAI!!!

Il tardo pomeriggio di ieri è trascorso con una passeggiata per Via Pretoria (per i non potentini, si tratta del corso pedonale del centro storico del Capoluogo lucano) in compagnia delle mie donne! Si sa; durante lo "struscio", può capitare di imbattersi in amici, conoscenti; scambiare chiacchiere più o meno inutili, opinioni (più o meno opinabili). Perché questo preambolo? Semplicemente perché ieri, poco prima di ritornare a casa per la cena, mi è capitato di intrattenermi in chiacchiera con uno dei miei amici di vecchissima data (praticamente ci conosciamo da sempre). La chiacchiera è partita dalla situazione grottesca e assurda delle mense scolastiche della mia città, e si è sviluppata su altri temi di discussione riguardanti l'intero ambito regionale. E si è finito col parlare di come, nonostante i sanguinosi "prelievi" fiscali cui veniamo sottoposti, la situazione dei servizi che si ricevono in cambio è pressocché drammatica!
Voglio, però, parlare di una problematica che la discussione di ieri sera ha portato a galla: quasi senza pensarci, si è arrivati alla conclusione che la classe politica dominante (non c'entrano destra e sinistra, in questo caso: c'è un "inciucio" ormai chiaro tra maggioranza e opposizione!!!), vale a dire la classe politica "TUTTA", di questa regione, pare considerare le esigenze dei cittadini come un fastidio! Anzi, dirò di più: ieri sera, il mio amico di vecchia data, mi ha detto che la sua idea è che la nostra classe dirigente stia lavorando per convincerci, quanto prima, ad abbandonare questa terra. Ed ha aggiunto che, una volta che i suoi figli dovessero decidere di spostarsi di qua per andare a studiare fuori, anche lui prenderà la decisione di andar via!

Ecco, ciò che la maggior parte delle persone che abitano in questa regione pensa, è proprio questo: andar via, perché questa regione non offre nulla! Si va alla media di 3.000 persone all'anno che vanno via (per non farvi ritorno), senza che la politica (lettera minuscola d'obbligo) abbia la benché minima intenzione di porre rimedio a questa emorragia. E, una volta che gli abitanti di questa regione fossero diventati 2-300.000, tutti ben soggiogati dalle logiche clientelari, i potenti locali potrebbero fare di questa terra ciò che vogliono!

Io non ci sto! Non voglio andare via da questa regione per forza!!!! Mi piacerebbe che mia figlia, tra una quindicina d'anni, decidesse di trasferirsi da qualche altra parte per scelta, non per forza! E la stessa cosa dicasi per il sottoscritto.

Per questo non mollo!!!! Non si deve mollare mai!!!! Perché non si può sottostare a tutto questo "ciarpame" politico amministrativo!

Io ho scelto di fare la mia battaglia con Comunità Lucana - Movimento no oil proprio perché ritengo che sia giusto far sì che in questa regione ritorni un minimo di democrazia! Che i diritti dei cittadini rimangano tali, e non vengano elargiti come "favori" dal potente di turno.

Rimanere e lottare per tutto ciò! NON SI MOLLA... MAI!!!


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