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"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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6 aprile 2011

diritti COSA FARO' DA GRANDE (II).

Un aforisma piuttosto noto recita, più o meno, quanto segue: "Il Paradiso è quel luogo in cui la cucina è francese, i fabbricanti di birra tedeschi, l'amante è italiano (e ancora mi domando sulla base di quali parametri Ndr), i poliziotti inglesi e tutto è organizzato dagli svizzeri. L'Inferno è quel luogo in cui la cucina è inglese, i fabbricanti di birra francesi, l'amante è svizzero, i poliziotti tedeschi e tutto è organizzato dagli italiani".
Ho citato questo aforisma per stigmatizzare una caratteristica tipica dell'italica gente (valida a qualsiasi latitudine ed altitudine): la cronica incapacità di gestire l'organizzazione di qualunque situazione (dalla più semplice alla più complessa). O, forse, dovrei dire: la capacità di certi comitati d'affari (che hanno inquinato anche la politica) di occuparsi solo ed esclusivamente dei propri tornaconti dimenticandosi, altresì, di quelle che sono le esigenze del resto dei cittadini. E mi riferisco, penso sia intuitivo, a ciò che è successo nella gestione dell'emergenza immigrati in fuga dal Maghreb in fiamme (sulle cause di quest'incendio, per ora, preferisco non esprimermi... anche se, a dire il vero, ho le idee piuttosto chiare sulla situazione). Facevo, ieri sera, una riflessione su qualcosa che avevo "percepito" (in quanto spettatore distrattissimo e, probabilmente, scarsamente interessato a certe discussioni) guardando la puntata di Ballarò; ad un certo punto, è comparsa una cartina dello "stivale" con riempite in rosso le regioni che si erano "caricate" della propria quota di disperati da ospitare. Regioni che avevano approntato, con l'ausilio di VVFF e Protezione Civile, delle tendopoli che lasciano presupporre la provvisorietà dei campi di accoglienza... nessuna regione del nord (Liguria esclusa); Lazio e Toscana per il centro Italia. E, ovviamente, tutto il meridione! Non sono a conoscenza della locazione delle tendopoli in alcune regioni, ma conosco l'ubicazione delle suddette in tre delle regioni meridionali: la Basilicata (la mia regione, la Puglia e la Campania. Ora, quei quattro fedelissimi che vengono a farmi visita con commovente assiduità e quotidianità su questo blog, sanno che sono affetto da una malattia incurabile: il SOSPETTO!!! E la locazione di questi campi "provvisori" nei quali "stoccare" questi poveracci, sono:

  1. Per la Basilicata, il Comune di Palazzo San Gervasio (noto produttore di oro rosso... il pomodoro, per intenderci) ed a confine con un'altra area a vocazione produttiva della stessa filiera (terra di Capitanata, nel foggiano, dove da sempre si coltiva il pomodoro destinato all'industria conserviera).
  2. Per la Campania il Comune di Santa Maria Capuavetere (comune baricentrico rispetto a tutto l'agro Casertano-Partenopeo vocato alla medesima produzione agricola).
  3. Per la Puglia, il comune di Manduria (zona di produzione olivicola e viti-vinicola).

Ora, per esperienza personale, dato che vivo in Basilicata ed ogni anno, durante la stagione della raccolta del pomodoro si presenta, con puntualità teutonica, il problema di dove ospitare, in quel di Palazzo S. Gervasio, i lavoratori immigrati stagionali, mi prende il sospetto che tutta questa strategica disposizione dei campi di "accoglienza" (immaginate come ci si debba sentire in tenda... una situazione di precarietà non da poco!!!) non sarà mica finalizzata ad avere, in prossimità del periodo della raccolta nei campi, manodopera a basso costo pronta per l'impiego? E quando parlo di manodopera, mi vengono in mente subito i "caporali", mica i sindacati!!!!
Sì, il sospettoso-complottista-dietrologo-rompiballe che si è impossessato del mio corpo, pensa proprio questo. Un'organizzazione all'italiana (che lascia fuori il ricco nord da questa "magagna") che serve ai soliti comitati d'affari per avere schiavi a disposizione di coloro che, alla fine, trarranno profitti dal bassissimo costo di questi lavoratori. Organizzazione della quale, complici consapevoli o inconsapevoli i presidenti delle tre regioni, denota la solita cialtroneria di una classe imprenditoriale e politica incapace di provvedere a nulla che possa servire al bene comune. Ovvio che il nord si tenga fuori da queste magagne (siamo in periodo elettorale e... la sicurezza del nord presuppone che i "negher" stiano fora d'i ball (Bossi dixit). Salvo, poi, passato il periodo elettorale, prendersi qualche immigrato a lavorare per produrre "ricchezza" lassù, nel già straricco nord. Eh sì: tale Luigi Abete (già presidente di Confindustria anni fa) ieri sera ha ammesso che gli italiani che hanno perso il lavoro negli ultimi tre anni sono circa un milione (azzarola!!!!); ma questa perdita di posti è parzialmente compensata da seicentomila immigrati che hanno trovato lavoro nelle zone molto alte della penisola. Ecco, il solito discorso freddo e asettico: tutto sommato abbiamo perso solo 400.000 posti! Ma si sa: la matematica è fredda... perché quel milione di disoccupati, hanno comunque bisogno di mangiare!!! Chi glielo spiega a questi che, tutto sommato, il bilancio non è del tutto negativo perché 600.000 immigrati, che sono come la peste per il nord, hanno comunque trovato lavoro nel ricco nord?.
Voglio concludere questa mia delirante disquisizione sulla situazione nella quale "sguazziamo", con una dichiarazione di Aldo Pagnoncelli che ieri sera (con la solita aria sorniona e con un sorrisetto sarcastico sulle labbra), alla domanda di Giovanni Floris su come fossero cambiati gli orientamenti di voto degli italiani alla luce delle vicende giudiziarie e sessuali del premier, ha risposto come segue: "Sostanzialmente immutate. Chi è di sinistra continua a votare per la sinistra, chi è di destra continua a votare per la destra. Siamo, fondamentalmente, un popolo di tifosi".
Sono anni che non sono più un tifoso di calcio (forse non lo sono mai stato)... e sono anni che non sono più un tifoso politico, ma penso che sia necessario spogliarsi dei facili ideologismi e indossare i panni del progetto politico e delle idee che siano funzionali al bene pubblico.
Ecco, questo post è un riassuntino di quali pensieri mi vengono in mente tirando boccate al mio fido Toscano, la sera, per le vie della mia città.
IO, DA GRANDE, FARO' TUTTO CIO' CHE E' IN MIO POTERE PER OCCUPARMI DEL BENE COMUNE. E SE CI RIESCO IO, NONOSTANTE GLI IMPEGNI E IL POCO TEMPO A DISPOSIZIONE, SAREBBE AUSPICABILE CHE TUTTI COLORO CHE NON SI RICONOSCONO NELLO STILE DI VITA DI POCHI CIALTRONI CHE GUASTANO QUESTO PAESE, COMINCIASSERO A DOMANDARSI: COSA FARO' DA GRANDE? COSA HO INTENZIONE DI LASCIARE AI MIEI FIGLI?


10 novembre 2008

SOCIETA' RIFLESSIONI DOMENICALI.

Giornata del 9 novembre (praticamente ieri). Sono uscito di casa con la piccolina (la giornata meritava). E mi sono recato nel mio luogo preferito per passeggiate, riflessioni, lunghe boccate di fumo al sigaro e quant'altro: "Il parco fluviale del Basento". E con la piccolina abbiamo passeggiato, corso, riso e giocato come due infanti (un infante di troppo o un adulto in meno?). Ad un certo punto il mio cellulare squilla; si tratta di mia moglie che, sbrigate le faccende in casa, mi informa che sta per uscire a fare due passi al corso. Ci chiede di raggiungerla, perché tra Via Pretoria e il Parco Montereale, vi sono le manifestazioni per i 70 anni dalla fine della "Grande Guerra". Vi saranno parate militari ed anche sfilate di Carabinieri a cavallo. Siccome alla piccolina i cavalli piacciono da morire, mi decido a rimetterla nel seggiolino in auto ed a dirigermi verso il centro cittadino. Giunto alla volta del Corso pedonale, dopo aver posteggiato l'auto, vengo letteralmente assalito da uno stuolo di poveracci immigrati che, strimpellando maldestramente uno strumento, allungano la mano verso di me per approfittare del mio buon cuore. Ho poche monete a disposizione, e non riesco ad accontentare tutti. In quel preciso momento parte nella mia testa una domanda: "Ma la Chiesa, le varie parrocchie disseminate sul suolo italico, alle quali viene elargita, certamente, una cospicua quota del famosissimo 8 per mille... cosa fa per questi disperati di immigrati (una volta venivano chiamati profughi o con mille altri epiteti poco fantasiosi e molto irritabili)? Ammetto di non essere informato sulla destinazione del suddetto otto per mille... ma la domanda mi è ritornata più volte alla mente. E poi, pensando a tutte le volte che Sancta Romana Ecclesia si è espressa, neppure troppo velatamente, su come si deve condurre una nazione, e tutte le volte che Sua Santità si è espresso su tutto e, a volte, il contrario di tutto, la mia domanda continuava a roteare all'interno della mia scatola cranica. Fino al momento di arrivare in Piazza Mario Pagano: in quel momento la mia domanda è svanita. Perché, vi chiederete voi? Semplicemente perché, in quel preciso momento, la Fanfara dei Bersaglieri intonava il proprio inno (Flic floc)... insomma, quello che conosciamo tutti no? In quel preciso momento, sono scoppiato in una risata abbastanza scema. Perché? Ma perché, al suono di quelle note, ho pensato, con molto piacere: "Viva Porta Pia".
Finito di ridere, però, mi sono reso conto che, da un po' di tempo a questa parte, siamo in pochi a ribadire un concetto fondamentale: "Con la presa di Porta Pia, la Chiesa è ritornata a quello che doveva essere il suo ruolo originario, quello, cioè, di guida spirituale dei popoli. Ma questo, alla Chiesa e a certi Cattolici o pseudo tali, non sta più bene. E con il Papa Teutonico, pare, comincia a suonare un'altra musica.


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