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"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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19 luglio 2009

diritti PAOLO BORSELLINO.

Un eroe italiano



A 17 anni di distanza dalla Strage di Via D’Amelio, oggi, a Palermo, su iniziativa di Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato a Palermo, si è svolta la
manifestazione delle agende rosse. Si intravedono spiragli nelle indagini sulla strage grazie a qualche rivelazione del figlio di Vito Ciancimino, sul “papiello” vergato di proprio pugno da Totò Riina con le richieste allo Stato, da parte del boss corleonese, e di cui è possibile avere qualche notizia al seguente link.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/14/ciancimino-jr-ultimo-segreto-patto-mafia-stato.html

Ancora si hanno, per tramite del suo avvocato, le affermazioni (ovviamente da prendere con la dovuta cautela) di Totò Riina in persona dal carcere di Opera (delle quali il sito di Repubblica parla al seguente link):

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/mafia-8/bolzoni-viviano/bolzoni-viviano.html

Insomma: c’è carne al fuoco e speranze per una maggiore chiarezza su una delle tante vicende oscure di questo nostro strano Paese. Ma io voglio ricordare Paolo Borsellino con le parole del suo amico Giuseppe Ayala (pubblico ministero del Maxi processo e, successivamente, parlamentare di questa nostra “sgarrupata” Repubblica), tratte dal suo libro “Chi ha paura muore ogni giorno”:

C'è qualcuno in questo Paese che si occupa della sottrazione dei documenti più personali delle vittime - cossiddette "eccellenti" - a cadavere ancora caldo. Una sorta di specialissima "Agenzia funebre" parallela che, anziché badare al morto, si incarica di trafugare tutte le carte più direttamente riferibili allo scomparso. La borsa che Aldo Moro aveva con sé al momento del sequestro? Mai trovata. Il computer di Giovanni Falcone? Ripulito. L'agenda rossa di Paolo Borsellino? Scomparsa. Il mandato prescinde dal contenuto di ciò che viene sottratto alle indagini. Ma viene eseguito con straordinaria tempestività. In nome, forse, di un "non si sa mai" che sarebbe interessante capire a chi fa capo. Magari un giorno, se scoperti, ci diranno che tutto questo avviene "nel superiore interesse dello Stato", mentre le povere vittime muoiono convinte di averne servito un altro. E' irragionevole supporre che la velocità dell'intervento consegua alla preventiva conoscenza del delitto che sarà consumato? L'efficienza è troppo fulminea per non essere sospetta.

Ecco! Alla luce di queste parole io do la chiave di lettura della frase di Riina: “L’hanno ammazzato loro!”. E penso anche alle parole di circostanza dei tanti "tromboni" che, alle manifestazioni di Palermo diranno la loro... con molta ipocrisia!
Per concludere, ripenso anche ad una frase di Raffaele Cutolo (altro “gentleman” di questo nostro paese) quando, rispondendo ad un giornalista che gli chiedeva se, nel “Caso Cirillo” fosse presente la mano dei servizi “deviati” rispondeva (neppure tanto sibillinamente): “Perché? Esistono i servizi deviati? Esistono i Servizi!”.


8 gennaio 2009

diritti BEPPE ALFANO... PER NON DIMENTICARE!

 

Beppe Alfano era un insegnante di Educazione tecnica con nelle vene il virus del giornalismo. Ma non pensate al giornalismo come l'hanno ridotto negli ultimi anni, no... era un giornalista che amava questo mestiere e che, soprattutto, amava la "Verità". Non è mia intenzione raccontare qui la sua storia! Non riuscirei ad essere chiaro ed incisivo quanto il racconto  fatto MAGISTRALMENTE qui. Il mio compito, oggi, è quello di ricordare (in un paese che, tendenzialmente, è portato a consegnare il ricordo dei propri eroi all'oblio). Sedici anni fa, proprio in questo giorno, veniva assassinato brutalmente da un killer di mafia. La sua colpa? Quella di aver scoperto, probabilmente qualcosa di scomodo... troppo!

E' probabile che la sua inguaribile curiosità l'abbia portato a scoprire strani intrecci tra criminalità organizzata e non meglio identificati gruppi di poteri occulti (logge deviate, è presumibile). E questo è stato il capo di imputazione che ha portato alla sua condanna a morte da parte di Cosa Nostra. Si era, in questo modo, verificata la concomitanza di Pericolosità e Isolamento di cui aveva parlato il Generale Dalla Chiesa a Giorgio Bocca nella sua ultima intervista. Non va dimenticato, infatti, che il giornalista, iscritto al MSI-DN, era stato lasciato solo anche dal suo partito. Insomma, Beppe Alfano era divenuto troppo pericoloso. E, siccome era un bersaglio isolato, si doveva eliminarlo alla svelta.

A delitto avvenuto, l'abitazione di Alfano si è riempita di inquirenti, investigatori e vari personaggi. Nulla è stato trovato delle informazioni di cui avrebbe dovuto disporre il cronista... la cosa, per un sospettoso come il sottoscritto, puzza un po'. Infatti mi vengono in mente le parole di Giuseppe Ayala, nel suo libro "Chi ha paura Muore ogni giorno":

C'è qualcuno in questo Paese che si occupa della sottrazione dei documenti più personali delle vittime - cossiddette "eccellenti" - a cadavere ancora caldo. Una sorta di specialissima "Agenzia funebre" parallela che, anziché badare al morto, si incarica di trafugare tutte le carte più direttamente riferibili allo scomparso. La borsa che Aldo Moro aveva con sé al momento del sequestro? Mai trovata. Il computer di Giovanni Falcone? Ripulito. L'agenda rossa di Paolo Borsellino? Scomparsa. Il mandato prescinde dal contenuto di ciò che viene sottratto alle indagini. Ma viene eseguito con straordinaria tempestività. In nome, forse, di un "non si sa mai" che sarebbe interessante capire a chi fa capo. Magari un giorno, se scoperti, ci diranno che tutto questo avviene "nel superiore interesse dello Stato", mentre le povere vittime muoiono convinte di averne servito un altro. E' irragionevole supporre che la velocità dell'intervento consegua alla preventiva conoscenza del delitto che sarà consumato? L'efficienza è troppo fulminea per non essere sospetta.

Ho conosciuto la storia di Beppe Alfano grazie a Carlo Lucarelli e al suo programma "Blu Notte". A questo link troverete descritta la vicenda. Mentre qui (è il sito di Sonia Alfano, la figlia) vi sono ulteriori informazioni.

Per quanto mi riguarda, io continuo a ricordare. E a sentirmi vicino a Sonia Alfano.


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