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  Nathan2000

"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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20 gennaio 2014

TECNOLOGIE I CINQUE SENSI RECUPERATI.

Il limite dello stare "on line" è qualcosa di non ben definito e definibile... ma esiste! Forse non è un limite unico o univoco! Magari si tratta di una serie, più o meno folta, di limiti, tutti importanti o nessuno più importante degli altri. Ma c'è una cosa che non ho mai "sopportato" dello stare on line: l'isolamento dal resto delle cose e persone che ti circondano! Se sei in una stanza, con un monitor davanti (e relativo Pc), o con un tablet, o uno smartphone o un portatile, stai pur certo che il resto del mondo immediatamente vicino a te, in un modo o nell'altro si eclissa, scompare ai tuoi occhi (ed anche al tuo cuore, talvolta). La solitudine del villaggio globale, secondo me. Una solitudine che non hai voluto o cercato ma che, inevitabilmente, ti sei scelto; perché, parliamoci chiaro: nel momento in cui stai digitando bits e bytes ad una tastiera, è automatico che la tua mente si estranei da tutto ciò che ti circonda... e, magari, ne provi anche piacere; paradossalmente, anche guardare un paesaggio, un particolare qualunque dell'intorno della tua esistenza e condividerlo in rete tramite una foto o un semplice pensiero (o aforisma, per i più abili), comunque è un atto di isolamento da ciò che ti circonda. Una cosa è guardare le tonalità del cielo ad un tramonto e parlarne con le persone a te vicine fisicamente, un'altra, invece, è immortalare l'evento (qualunque sia il mezzo di diffusione, immagine o parola scritta) e renderlo fruibile ad una moltitudine di persone che, il più delle volte, sono lontane, fisicamente, anche diverse centinaia di chilometri da te!
Potrebbe essere un discorso semplicistico, ma una folla di persone accalcate in un autobus, o un treno o, magari, in un parco, tutte con un tablet o uno smarphone che le tiene in contatto col mondo, difficilmente si può pensare che siano in contatto con coloro che sono distanti appena qualche centimetro.
Magari è per questo motivo che il social network che va per la maggiore, Facebook, sta cominciando a stancarmi al punto tale da voler assolutamente prendere una pausa (e, stavolta, penso piuttosto lunga)?
Non saprei. Probabilmente ho bisogno soltanto di riprendermi i contatti visivi, tattili, auditivi, olfattivi e, perché no?, anche del gusto. Insomma i cinque sensi recuperati, epurati dal virtuale e reimmersi nel reale.


27 aprile 2013

sentimenti PENSIERI SPARSI E OCCASIONALI.

Ma essere per l'abolizione di qualunque forma di finanziamento pubblico ai partiti... sarà pure questa una forma di "privatizzazione" della politica? (25-04-2013)

Non ho bisogno di giurare sulla bibbia il fatto che io abbia sempre considerato il lavoro dei magistrati come un qualcosa che andava portato fino in fondo... leggo di persone che amano consolarsi delle inchieste in corso in Regione pensando al fatto che Al Capone fu incastrato per un crimine "minore", come l'evasione fiscale... vorrei far presente a chi fa questi paragoni, che è vero che il criminale Capone venne assicurato alla giustizia! Ma il problema criminalità non fu risolto!!! Oggi, se anche venisse provato che i politici che hanno governato (o fatto opposizione) in Basilicata risultassero colpevoli di aver abusato dei rimborsi spese... avremmo risolto il problema della mala politica? A scanso di equivoci, ribadisco che sono dalla parte del lavoro dei magistrati. (26-04-1013)

Sono praticamente (o "pressocché") stufo del fatto che ci debba essere sempre un capopopolo per un gregge. (26-04-2013)


Che per poter cambiare le cose, è necessario che cominciamo a cambiare partendo da noi stessi. Gli "altri", non sono l'alibi giusto. (27-04-2013)


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19 aprile 2013

SOCIETA' ESSERI SUPERIORI.

Forse il problema italiano sta tutto nel fatto che qualunque gruppo (o classe, o "famiglia", chiamatela come meglio vi aggrada) è portato a pensare di avere, rispetto a tutti gli altri, una patente di superiorità. E questo vale a tutto tondo!!!
Una specie di collettivo "Io so' io... e voi non siete 'n cazzo"...
Del resto, in questo paese il "dogma" più evidente è sempre stato il "Ca' nisciuno è fesso"... lasciando intendere che il "nisciuno" sia riferito solo ed esclusivamente a chi sta enunciando questo assioma...


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11 marzo 2013

SOCIETA' COMPLOTTI.

Accanimento. Persecuzione. Macchina del fango. Uso politico della magistratura. Giornalisti al soldo dei poteri forti. Questa è la "canzone" che si ascolta in questi giorni. Come se il sistema di questo paese fosse cambiato solo perché un 25 % dei cittadini si è espresso in maniera "distante" da ciò che è sempre stato!!! Cos'è successo? Una rivoluzione? No!!! Si è, semplicemente, verificato un "imprevisto"... ma tanto imprevisto non è, visto che, alla fine, tirerò fuori delle ipotesi neppure tanto peregrine che, ovviamente, passeranno per dietrologia e complottismo... il sottoscritto ne è malato da tempo immemorabile, per cui...
Tempo fa, sul social network conosciuto come Facebook, al momento della "sfiducia" di Berlusconi al Governo Monti, ipotizzavo che il cavaliere rischiasse grosso. E lo ipotizzavo sulla scorta di alcune riflessioni che erano le seguenti: al momento di dare l'Incarico al Professore, qualcuno avrà "spiegato" a Berlusconi che si dovesse fare da parte "per il bene del Paese" (vale a dire, per il bene di quei gruppi di potere economico-finanziario che dalla sua assoluta mancanza di politica, stavano cominciando a non fare più affari). E lui, per un anno, se n'è stato buono buono, zitto zitto, ed ha lasciato fare!!!! Salvo, poi, pensare di poter ritornare in gioco (soprattutto quando la procura di Milano cominciava a mostrarsi molto minacciosa) e, quindi, far cadere il Governo Monti. Tra l'altro, nelle sue numerosissime comparsate televisive, aveva anche manifestato il timore per la sua incolumità fisica (probabilmente la consapevolezza di essersi spinto oltre il consentito) ed annunciarlo in TV, ovviamente, mette tutto sotto i riflettori e, quindi, ci si può salvare la pelle. Ma il suo calcolo si è rivelato errato!!! Perché, alla fine, chi aveva il potere di riuscire ad eliminarlo, si presume che possa avere il poterere di metterlo, comunque, fuori gioco. E la Procura di Milano sta egregiamente facendo il lavoro di cui sopra!!!
E veniamo, invece, alla questione "Rivoluzione"!!! Partiammo da questa considerazione: il 28 febbraio era in programma un'asta di titoli quinquennali e decennali... insomma, proprio all'indomani delle elezioni!!! Fino ad una quindicina di giorni prima della data delle elezioni, c'era il Movimento 5 stelle che navigava tra il 13 ed il 15 % nei sondaggi. Negli ultimi 15 giorni, invece, c'è stata una "Scalata" nei consensi da apparire, per lo meno, sospetta. Una scalata tale da comportare una situazione di labilità politica senza precedenti. Risultato? Lo spread (famigerato) che sale di 100 punti. Con la conseguenza di dover piazzare quei titoli poliennali, ad un tasso ben maggiore di quanto non fosse stato preventivato. Il mio sospetto è che, a questo punto, in pochi potevano avere il potere di realizzare questa specie di "manna" per gli speculatori. Sembra, però, che le cose siano andate proprio come gli speculatori speravano.
Sono un ossessionato dai Complotti? Forse!!!! Ma il risultato, a questo punto, è che il Sig. B è nelle peste pur non rischiando la vita. E chi doveva fare "incassi" dall'asta dei bot poliennali, sta già cominciando a farsi i conti per quando incasserà.
Frattanto, costoro, presentano subito il conto a chi hanno spinto avanti: quella macchina del fango contro la quale stanno maledicendo e "santiando" (Camilleri mi perdonerà per il prestito di questo termine) tutti coloro che inneggiano e inneggeranno alla Rivoluzione.
Buona rivoluzione a tutti!!!
... E non potete dire che certe cose non si potevano prevedere...


7 marzo 2013

SOCIETA' FRAMMENTI DI SOCIAL NETWORK.

Un post tutto formato da quella collezione di frammenti di facebook… voglio dire, il social network è come un deposito di cocci. Un insieme di pezzi di vetro di un contenitore che, per la sua particolarità, è come una bottiglia nata già in frantumi. Una nota, tutto sommato, è semplicemente un frammento più grosso di un “oggetto” che non potrà mai essere intero; altrettanto dicasi per un commento o per un semplice click su quella detestabile opzione arcinota come “Mi piace”… ma è così per tutte le cose umane, si capisce!!! Riflettendo su questa storia  dei “cocci”, oggi, mi è venuto in mente che si potrebbe mettere assieme le riflessioni che sono scaturite in una giornata on line, una giornata passata scambiandosi opinioni sul social network. E mi va di partire proprio dalla prima cosa che mi è venuta in mente, rivedendo con la memoria uno scambio di vedute con uno dei miei contatti; opinioni che non ci siamo scambiati pubblicamente, ma con quello strumento infernale che è la posta elettronica di Fb. Vabbè, sto divagando!!! Durante questo scambio di idee, ho scritto, più o meno, ciò che segue:

Gli uomini, non sono dei santi; sono uomini e, in quanto tali, sono soggetti all'errore. Ma penso che sia una trentina d'anni che in questo paese, gli uomini si siano estinti... siamo diventati più individualisti di quanto non lo fossimo già. E non si fanno errori, ma calcoli!!!  L'italiano non è uno che fa errori... l'italiano è uno che si fa i suoi calcoli. Qualche volta sbaglia i calcoli!!! Non posso fare a meno di tentare di chiarire cosa io volessi dire… è naturale che questa riflessione mi sia venuta in mente pensando al cittadino italiano che, come al solito, fattisi due conti in tasca, ha deciso di esprimersi, con quello strumento di democrazia che chiamano elezioni (anche se non mi stancherò mai di ripetere a me stesso e a chi ha voglia di ascoltare, che  la Democrazia non è tale solo perché ti viene data una matita e una scheda elettorale) e di voltare pagina (almeno nelle speranze). Tutti ad affannarsi nel valutare questi episodi come visceralità. Un voto di pancia, è stata l’opinione che è andata per la maggiore. Ma, a mio avviso, in questo paese, la pancia è solo uno stimolo in più a fare i propri calcoli.  Era già accaduto nell’epopea della “Rivoluzione liberale” annunciata da Berlusconi e Forza Italia (e conosco tanta gente che c’è cascata, in quell’annuncio di rivoluzione… aveva votato con il calcolo della pancia e, quasi subito s’era resa conto di aver sbagliato). Succede ancora oggi, con la pretesa (e non presunta) “Rivoluzione pacifica” del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Anche stavolta, la pancia ha diretto il calcolo che una parte degli italiani s’è fatto. E ne è venuto fuori ciò che ne è venuto. Ovvio, che in quest’orgia di contentezza, nessuno presta più ascolto al buon senso e alla ragione. Anzi, è un periodo nel quale è preferibile non cercare di convincere nessuno… insomma, se mi si lascia passare la metafora, è come se tutti stessero consumando un atto sessuale e, si sa, nei momenti nei quali si è completamente “infoiati” non c’è ragione, per quanto valida, che possa distogliere da quello che è il fine ultimo del sesso: l’Orgasmo! Riassumendo, a mio avviso, anche stavolta c’è stato un moto di pancia che ha stimolato i calcoli della gente… e si è arrivati a quest’orgia collettiva che, a mio parere, durerà ancora del tempo. Una volta raggiunto l’orgasmo, quelli  che si saranno resi conto di aver fatto male i conti, aspetteranno il momento buono per ripensare il tutto… ma, e questo è il difetto italico, ce ne saranno tanti che andranno a rimpiazzarli e la storia durerà ancora tanto: non siamo, forse, quelli che Flaiano definiva "pronti a venire in soccorso del vincitore"?
Ho provato anche a scrivere, visto che è partito il solito gioco al massacro delle “pulci” che la stampa fa a Grillo e i suoi seguaci, che tutto ciò era ampiamente preventivabile. Ma, ovviamente, anche qui c’è in gioco il momento dell’orgasmo che non è ancora passato… per cui, tutti stanno a maledire e stramaledire tutti i “dissidenti” (dell’informazione e del buon senso, poco conta).  Addirittura c’è chi scrive  di aspettare Grillo “al varco”, ma di voler vedere prima cosa farà. E che tutto quest’accanimento non c’era stato quando Berlusconi era al potere. Ora, a parte il fatto che questa mi sembra una barzelletta, e lungi da me il voler prendere le difese di Berlusconi, che continuerò a considerare sempre il maggiore responsabile di ciò che è accaduto… ma la sbornia collettiva ha chiuso per bene tutte le menti e, soprattutto, la facoltà di discernere delle persone!!! E tutta questa “divinizzazione” della rete… ma non si rendono conto che la rete è un’arma a doppio taglio? Se la usi come strumento per migliorare te stesso e anche il tuo modo di comunicare, allora sarà una vera risorsa. Ma se la vuoi usare per lanciare la tua verità al di sopra di qualunque altra beh… potrà anche ritorcersi contro di te. Far diventare il web come una divinità, poi, è quanto di più assurdo si possa ascoltare. Addirittura le elezioni on line diverrebbero più libere… perché non ci sarebbero quelle figure “minacciose” nei seggi ad ammonirti e a ricordarti per chi votare!!! Ma io, nella mia vita, e lavorando molto con il computer e con la rete, ho visto persone che “smanettavano” in maniera tale da tirar fuori cose incredibili. Non oso pensare ad un voto on line preda di hackers di professione!!!!!

Vado a concludere questo post di frammenti di social network… dicendo che, probabilmente, non ho capito nulla e che la mia valutazione sarà, certamente, errata. Ma prima di ammettere che ho commesso errori, aspetto che arrivi, finalmente, l’orgasmo e, magari, nel periodo refrattario, accada qualcosa che faccia ritornare la ragione a chi l’ha persa in preda agli “ormoni della rivoluzione”. Nel frattempo, mi dedicherò al mio spazio più gradito, nei momenti liberi: la mia famiglia…


10 gennaio 2013

CULTURA IL MONDO CAMBIA SE SIAMO NOI A CAMBIARE.

Oramai penso di aver già detto più volte (qui e altrove) che Facebook mi pare diventato (ove mai non lo fosse da sempre) un luogo in cui abbondano nevrotici di ogni risma. Bazzicando la Home (e anche tante bacheche), è tutto un fiorire di pensieri (profondi o leggeri poco importa) che hanno, però, una sola peculiarità: autoreferenziali!!! Lo so che questo mi attirerà una serie di critiche e (probabilmente) in parecchi potrebbero risentirsi per questa mia "sentenza". Ma sono convinto di ciò che ho appena affermato. Opinione mia, ovviamente... ma le opinioni, si sa, si formano dopo aver fatto delle analisi (più o meno profonde). Oggi, chiacchierando con un collega, si parlava di Gaber, della sua attualità (oserei dire chiaroveggenza). Ma anche Pasolini è di un'attualità disarmante. E l'elenco potrebbe continuare, ma mi fermo a questi due perché mi pare che siano già sufficienti a chiarire dove voglio arrivare (oltre ad essere tra i miei preferiti). In tanti si affannano a riproporre su Facebook citazioni varie. E le citazioni non sarebbero un male di per sé, se queste fossero seguite da una serie di "fatti" che, in qualche modo, servissero ad applicare le idee di chi si cita. Purtroppo ho notato che la maggior parte delle persone che "citano", alla fine si fermano a quello!!! Senza, magari, passare dalla teoria alla pratica. Sembra che la Rete sia diventata una piazza nella quale discutere di tutto e di tutti... ma, a differenza della piazza, difficilmente si passa dall'idea all'azione. Prova ne sia la miriade di eventi organizzati da singoli o gruppi, che raccolgono una marea di "Parteciperò". Salvo, poi, vedere che alle manifestazioni applicate nella vita reale, il numero di partecipazioni è molto al di sotto delle più nefaste aspettative. Ovvio che il problema non è soltanto del mondo "virtuale" di Facebook... anche nella vita reale, chiunque voglia organizzare un evento, una manifestazione o qualunque attività, deve scontrarsi con la poca voglia (per non dire apatia) della gente. Insomma: la vita reale ha disilluso tantissime persone... e quelle disillusioni si sono trasferite nel mondo virtuale, lasciando a chi sta ad una tastiera, o davanti ad un monitor o con tra le mani uno smartphone, l'illusione di poter operare una rivoluzione di un mondo che non ci piace più. Ma non mi stancherò mai di ripetere che per cambiare il mondo, bisognerebbe cominciare a cambiare il nostro personale atteggiamento nei confronti del mondo. Perché... va anche bene prendere a modello gli insegnamenti di Gaber, o di Pasolini o di Gandhi. Ma se li si prende, li si impara a memoria e poi non li si mette in pratica, anche la citazione, poi, diventa un affare sterile, che non serve a nessuno. Ma, forse, esiste anche un'altra illusione: che diffondendo certi modi di concepire il mondo, questo possa essere cambiato dalle moltitudini (?) di persone che si imbattono in questi modi di concepire 'sto benedetto mondo! Insomma: come al solito, siamo alla "delega" a qualcuno per riuscire a cambiare le cose... perché la disillusione personale è troppo forte. Ma se invece di disillusione si trattasse di pigrizia? Insomma, visto che ho parlato di citazioni, voglio concludere questo mio post con la citazione seguente:

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo (Mohandas Karamchand Gandhi).

Insomma: Il mondo cambia se siamo noi a cambiare. E per cambiare, c'è bisogno che ognuno di noi cominci a fare qualcosa per il mondo.


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7 gennaio 2013

POLITICA DOVE CERCARE I VERI "COSTI".

Diciamo che un parlamentare, mediamente, percepisce un "compenso" pari a 15.000 euri al mese. significa che, ogni mese, l'intero parlamento, "costa" 15 milioni di euro... che moltiplicati per 12 mesi, diventano 180 milioni di euri. Ora, dimezzare il numero di parlamentari, significa risparmiare 90 milioni di euri. Che mi pare una grossissima "strunzata", rispetto ad altri risparmi che ci potrebbero essere e di cui nessuno è intenzionato a disquisire... e neppure io ho questa intenzione!!! Perché sono pressocché stufo di farlo.
Ma se anche aumentassimo... magari a 30.000 al mese. Cosa cambierebbe, cari "malati di pancia" italici?
Un "taglio" dei compensi, probabilmente, avrebbe un alto valore simbolico ed etico... ma fatemi la cortesia di non parlare di sprechi!!!! Magnano, certamente!!! Ma gli sprechi sono altrove.


17 dicembre 2012

sentimenti LIBERTA' DI "PENSIERI".

Esistono dei momenti delle mie giornate nei quali mi sorprendo a riflettere su miriadi di cose... e non è detto che queste riflessioni portino da qualche parte! Soprattutto, mi sorprendo a riflettere su quanto poco ci sia da stare allegri, vista la situazione economica di questo paese. Sto pensando, seriamente, di venire fuori da un luogo "virtuale" come Facebook perché, come già sottolineato nel mio post precedente, sembra essere diventato un luogo per nevrotici; dal mio punto di vista, quindi, un "Non luogo". Ma Facebook è pur sempre uno spaccato della vita e della società reale. Anche se, certe volte, mi pare che sia diventato una specie di eremo nel quale in tanti si rifugiano per sentirsi protetti dalla vita reale e, al tempo stesso, lanciare strali contro tutto e contro tutti. Ecco, questo è ciò che appare, ai miei occhi, l'utilizzo del web attraverso il social network. Anche chi si occupa (o tenta di occuparsi) di temi politici "spiccioli", mi appare come nevrotico e, talvolta, paranoico. Penso a gruppi "monotematici" (quelli, per intenderci, nei quali si porta avanti il classico tema pregnante e nel quale non è consentito, quasi mai, di spostare l'asse su un discorso di più ampio respiro)... gente che si parla addosso, che propone, magari senza avere la benché minima preparazione in fatto di normative, leggi e via di questo passo... ma parla, parla, discute, discute. Eppure la rete avrebbe una potenzialità enorme, per il solo fatto di annientare le distanze "fisiche" tra persone!!! Ma no! Se qualcuno vuole provare a fare un discorso di "sintesi", di programmazione, di progetto politico, è condannato all'indifferenza dei più. Quante volte mi è capitato di leggere frasi del tipo: "Occupiamoci del tema in questione e non cerchiamo di spingerci oltre!"? Come se il discorso fosse un discorso relativo ad un'unica problematica e basta.
Ora, se ci pensiamo bene, il fatto di pensare di cambiare il mondo concentrando la propria attenzione e le proprie energie su un solo tema, secondo me, è sintomo di una miopia e, soprattutto, di una mancanza di idee da parte delle persone (la maggioranza) che ancora sono convinte che si debba spingere il rappresentante politico di turno ad ascoltare le proprie istanze (in un velleitarismo che rasenta l'ingenuità... per non dire peggio). Una cultura della "delega" che, purtroppo, è dura a morire e che ci ha portati, a mio avviso, alla situazione nella quale stiamo affondando ogni giorno di più. Ma provare a far comprendere alle persone che un impegno diretto, sia pure limitato, perché i ritmi di vita cui siamo sottoposti non ci concedono spazi più ampi, sarebbe l'unico modo per venire fuori dal pantano. Ma, purtroppo, sembra che non sia così. E vedere ciò che viene espresso, a livello di opinioni e, soprattuto, a livello di informazioni a disposizione, anche sui social network, dà una immagine di questa nostra società come di una società sempre più chiusa nel proprio spazio, sempre meno aperta all'altrui opinione. Insomma, una web-society che si fonda sulla libertà di "pensieri". E non mi pare un grosso risultato.


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16 dicembre 2012

diari di viaggio PENSARE... NON SEMPRE FA BENE.

Ormai sono arrivato alla consapevolezza che, se anche dovessi vivere altri 40 anni, non riuscirò a vedere la salvezza di questa Regione, la mia Regione, la Lucania per la quale continuo a lottare e sbattermi senza tregua. La mia battaglia continua, ovviamente... non è un post di resa, sia chiaro! Ma troppi segnali che mi riesce di cogliere in giro, leggendo, ascoltando, guardando... e pure quel posto per nevrotici che è diventato Facebook, mi lancia segnali inconfondibili! La mia battaglia, il mio impegno, ad essere ottimisti, potrà tornare utile, e me lo auguro alla grande, a mia figlia. Io, come Mosè (se mi si lascia passare quest'irriverente paragone), arriverò solo in prossimità della "terra promessa"! Non mi sarà concesso di entrarvi... ripeto, però, che non è un segnale di resa, questo! Si tratta solo di una presa d'atto che, con le persone che ci sono a disposizione, difficilmente si può fare un discorso di programmazione politica. Tutt'al più si può pensare di continuare a parlare di piccole battaglie (ne avevo già parlato qui), di mille rivoli che continueranno a scorrere separatamente, che sarà estremamente difficile che possano unirsi, congiungersi in un unico percorso!
Pensare... non sempre fa bene!!! E a tanti, pensare risulta deleterio. In tanti sono convinti del fatto che sia meglio un piccolo risultato ottenuto oggi piuttosto che un progetto di largo respiro da realizzare domani. E se qualcuno prova a proporre qualcosa di più consistente, viene "cortesemente", invitato ad "attenersi al tema in questione".
Beh, ora è tardi... e sono stanco di pensare... non sempre fa bene, l'ho detto, no?


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29 ottobre 2012

PROBLEMA INTELLIGENZA.

Comincio a pensare che il "problema intelligenza" sia più serio di quanto si pensi: anche l'intelligenza deve essere trattata come una grandezza fisica... e, alla luce di questa considerazione, bisogna associarla sempre al sistema di riferimento che si intende usare.  Questo il pensiero che ho postato su Facebook qualche quarto d'ora fa. Stare a domandarsi se usare l'intelligenza sia appannaggio di pochi o sia nelle possibilità di tutti...  è un'attività che, talvolta mi prende. Soprattutto se, alla fine, ti poni il problema di ridurre l'utilizzo (o usufrutto, che mi pare più consono alla questione) del bene intelletto ad un problema assimilabile ad un fenomeno quasi "Fisico" (nel senso di Scienza dei fenomeni fisici). E certo, guardare su FB i pensieri che vengono postati da altri, magari andare a commentare per dire la tua (ovviamente senza intermediazioni di sorta... semplicemente l'idea che ti sei fatta tu, elaborando le informazioni di cui sei venuto in possesso solo mediante l'utilizzo della materia grigia contenuta nella tua scatola cranica), e vedere che, dall'altra parte, il tuo pensiero viene perlomeno travisato, nel senso che viene attribuito al tuo pensiero qualcosa che, magari, sa di retropensiero... lo so, sto cominciando ad "aggrovigliare" i concetti. Provo a spiegarmi meglio. Se una persona esprime un'opinione, una propria idea pubblicamente, si presuppone che, magari si abbia il desiderio che a questa tua idea, qualcuno possa contribuire con un commento in cui si riporta le opinioni scaturite alla lettura del post in questione. E, anche se chi ha postato il pensiero continua a cercare di portare il discorso verso una ben precisa direzione, tu provi, invece, a portare la discussione su binari che possano perlomeno essere equisistanti da posizioni sia ideologiche, sia di retropensiero. In altre parole, se un dato accadimento viene classificato come "Nero" non tenendo conto anche di altre variabili, tu cerchi di dire che l'accadimento può essere classificato come "Grigio" perché non è solo da una parte che vanno considerati i fatti, ma bisogna prendere tutte le informazioni possibili per cercare di farsi un'idea più generale di un singolo accadimento. Il gioco dura per due o tre commenti, e alla fine ci si sente dire che si vuol passare per più intelligenti degli altri, e che, invece, il problema è molto più semplice. A quel punto, direi, cominci a pensare che anche l'intelligenza sia una grandezza fisica che ha bisogno di essere inquadrata nel giusto sistema di riferimento (chissà se per l'intelligenza si può parlare di sistemi di riferimento inerziali...?). Ecco, questo è il problema che mi sono posto oggi. Chissà se può interessare a qualcuno. Finora, su Facebook, non ha ancora commentato nessuno.

P.S. Ho scritto tutto di getto. Non ho voglia di correggere refusi o consecutio temporum... pertanto chiedo, preventivamente, scusa per qualunque strafalcione sia potuto partire scrivendo questo post. Grazie!!!


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4 febbraio 2010

sentimenti COMUNITA': COSA ABBIAMO PERDUTO (I)

Oggi mi va di parlare di qualcosa che, di tanto in tanto, mi torna alla mente, riemergendo dai suoi spazi profondi in cui, troppe volte, ricacciamo alcuni ricordi come se non fossero importanti. Sono nato in un paesino dell'appennino lucano, quasi 47 anni fa... credo di avere, dunque, un'età tale da aver vissuto certe situazioni che, probabilmente, erano già prossime alla fine, ma che ancora insistevano, almeno in una piccola comunità che non è mai arrivata a duemila anime.
Faccio una piccola premessa: ho ancora una nonnina! E' una vecchietta che ha compiuto 90 anni da poco... e che, ancora oggi, va regolarmente in campagna ad occuparsi di quei piccoli animali da fattoria, tipo polli e conigli, e di un orto che, quotidianamente, con la bella stagione fornisce prodotti sani e coltivati secondo metodi tradizionali... non ho usato il termine "biologico" (termine molto in voga attualmente) perché, ad essere sinceri, mia nonna ha sempre usato il metodo biologico: l'agricoltura tradizionale di secoli! Terreni neppure lontanamente contaminati da concimi chimici o, peggio, fitofarmaci; messa a riposo di quei pezzettini di terreno che avevano prodotto per qualche anno e che necessitavano di rigenerarsi; semina di quei prodotti caratteristici del luogo (indulgendo, talvolta, in esperimenti di produzione di prodotti, magari, non autoctoni: penso, ad esempio, alla semina di piante di pomodoro san marzano che, talvolta, si è divertita ad attuare). Il tutto, cari amici, va a rifornire le famiglie di tutti i suoi figli... tra i quali mia madre.
A cosa mi è servita questa premessa? Semplicemente a far capire che, in alcuni piccoli spaccati di questa nostra regione, ancora esiste un modo di fare e di sentire che chi ha avuto la fortuna di viverlo in prima persona non può non apprezzare alla grande. E dato che il sottoscritto, per lavoro (ma anche per svago) si muove e si è mosso attraverso la quasi totalità della regione, direi che non è infrequente imbattersi in realtà simili a quella che ho descritto.
Dove voglio andare a parare? Beh, un'altra cosetta non da poco che riemerge dagli abissi della mia memoria, è quel clima (che ho vissuto in prima persona per i primi sei anni della mia vita, avendo abitato nel paesino fino al momento di andare a scuola) di Comunità molto vivo! In che senso? Beh, sto parlando di una consapevolezza, da parte di ognuno degli abitanti del paesino, di essere parte di un sentire e fare comune, di condivisione di tutto che io considero, appunto, il "Senso di appartenenza ad una Comunità"; un sentirsi membri sì distinti, ma di un corpo unico. Certo, esistevano diatribe, rivalità, invidie e rancori! Ma tutto questo veniva considerato fisiologico. I notabili del paese avevano, comunque, un grande rispetto anche per il più umile dei membri della comunità. Più volte ho visto il medico condotto del paese correre da un punto all'altro del borghetto per aiutare tutti, indistintamente... magari consapevole del fatto che chiunque altro della comunità avrebbe fatto lo stesso per lui in qualsiasi situazione di difficoltà si fosse venuto a trovare. Ma anche, ad esempio, vedere gruppi che coltivavano rancori o frizioni da anni, per antichi "sgarri" o anche per incomprensioni mai "sanate", sotterrare l'ascia di guerra in occasioni di lutti (o anche lieti eventi) che piombavano addosso ai, chiamiamoli così, clan nemici. L'appartenenza alla comunità, prima di tutto; poi tutto il resto.
Quante volte mi è capitato, passando i miei pomeriggi a casa di mia nonna, di vedere un viavai di gente che entrava in casa per un saluto, o una visita di cortesia o per un "soccorso"... che so, uno spicchio d'aglio che mancava in casa, una bottiglia di vino o d'olio, un gambo di sedano e via di questo passo.
Tutte cose che, a raccontarle ora, sembrerebbero fatti lontanissimi da quello che è il nostro modo di pensare e di agire. Pensiamo ai nostri mega condomini: a volte non conosciamo neppure le facce di chi abita a pochi metri da noi! Siamo rintanati nelle nostre case, protetti dal mondo esterno come se il mondo esterno non ci appartenesse.
Ecco, uno dei tanti ricordi che sono riemersi in queste ore dagli anfratti profondi della mia memoria, mi ha lasciato un po' d'amaro in bocca. E, tutto sommato, ti accorgi di come la chiusura a riccio rimanga forte anche in una realtà come Facebook dove, almeno concettualmente, dovrebbe essere differente: perché si tratta di una "piazza" virtuale dove ciò che hai messo in condivisione, in fondo, dovrebbe appartenere alla comunità degli amici che ti sei scelto. Invece, talvolta, ti senti un "intruso" in casa d'altri anche se la tua intenzione era soltanto quella di lasciare un saluto, una traccia del tuo passaggio e dell'appartenenza alla comunità "virtuale".
Perdonate queste mie divagazioni, ma ho una grande voglia di poter rivivere quelle sensazioni che ho descritto in questo mio post. Ma, per ora, non ho più voglia di continuare. Diciamo che ci sentiamo presto con altre considerazioni di questo genere.
Alla prossima!


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permalink | inviato da Nathan 2000 il 4/2/2010 alle 12:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


18 dicembre 2008

SOCIETA' IO NON COMPRERO' IL CORRIERE DELLA SERA!

Carlo Vulpio


è il giornalista del Corriere della Sera che ha seguito le vicende dei magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo. Per tanti cittadini, Vulpio ha rappresentato una voce non asservita al sistema e ai poteri forti che vorrebbero imbavagliare l’informazione in questo Paese.
In data 3 dicembre, in seguito ad un suo servizio sulle perquisizioni condotte a Catanzaro dalla Procura di Salerno, Vulpio è stato liquidato dal direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli.
Noi, liberi cittadini, riteniamo che Vulpio abbia fatto il suo dovere, perciò esprimiamo la nostra solidarietà nei suoi confronti e ci attiviamo per affermare il principio della libertà di informazione.
Rinunciamo ai giornali asserviti alle logiche di potere. A partire dal 18 dicembre 2008 non acquisteremo più il Corriere della Sera.

Per chi è su Facebook, l'evento è qui


18 novembre 2008

SOCIETA' CONTRO LA PROPOSTA AMMAZZA-BLOG.



Non si fa altro che parlare di Facebook, il social network che, oramai, impazza anche da noi. Cosa ne penso? Semplicemente, si tratta di moooolto cazzeggio, e qualche buona iniziativa. E, visto che le buone iniziative mi piacciono molto, voglio segnalarne una che, a mio avviso, può essere materia di discussione interessante. La buona iniziativa di cui vado ad occuparmi, ed alla quale, in qualità di “cittadino” di FB, ho aderito prontamente è quella che vuole fare “strike” con le caselle di posta elettronica dei componenti di alcune commissioni parlamentari che, direttamente o indirettamente, si dovranno occupare della Proposta di legge 1249 di Ricardo Franco Levi (parlamentare del Pd).
Per problemi di brevità non posso riportare il testo della proposta di legge, ma pubblico il link che riporta detto testo:

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0014370

ed anche un link di spiegazione dei punti cruciali che preoccupano di tale proposta

http://freenetlog.blogspot.com/2008/11/breve-analisi-giuridica-della-proposta.html

La blogosfera è preoccupata, a mio avviso giustamente, del fatto che la proposta di legge in questione, abbia come finalità quella di equiparare un blog ad un prodotto editoriale. Il sottoscritto pur essendo, in linea di massima, d’accordo sulla questione di dare un minimo di regolamentazione a tutto ciò che viene diffuso in rete, non è assolutamente d’accordo sul fatto che, come al solito, si voglia mettere mano ad una materia complessa in maniera assolutamente superficiale e repressiva. Insomma, il tentativo di regolamentare una materia (una buona causa, in linea di principio), come sempre nel nostro paese, viene buttato giù con una enorme dose di improvvisazione. Ho sentito molte opinioni su questo argomento. Molti pensano che non vi siano margini di applicabilità della suddetta normativa. Tra l’altro, sembra che vi sia un complicato iter che porta alla necessità di acquisire pareri da varie commissioni parlamentari. E qui, casca a fagiolo l’iniziativa su Facebook di cui ho parlato all’inizio del post. Sul seguente link

http://ammazzablog.wordpress.com/2008/11/17/in-azione-invio-mail-alle-commissioni-parlamentari-i-ii-v-vi-18-novembre/

è riportato il testo di una lettera da inviare, via mail, ai componenti delle varie commissioni impegnate sul tema. Allora, il mio invito è quello di collegarsi al link precedente, seguire le istruzioni e contribuire all’iniziativa in maniera attiva. Semplicemente perché una norma di regolamentazione del traffico internet, non può essere affidata all’improvvisazione.
A chi volesse farsi quattro risate, leggendo ciò che scrivono di noi in altri paesi, consiglio la lettura dell'articolo al seguente indirizzo:

http://italiadallestero.info/archives/1972

Vado a concludere questo mio post: esiste un filmato-spot sull'iniziativa, diffuso da Youtube, visionabile al seguente indirizzo

http://www.youtube.com/v/9kJUmauLvP8&hl=it&fs=1

oppure, direttamente da qui


22 ottobre 2008

diritti EVENTO ANGELO FALCONE (E GLI ALTRI 3.000 DIMENTICATI)

Oggi è la giornata dello "STRIKE" (come ama definirlo il mio clone). Dopo aver scritto questo post ho telefonato a Giovanni Falcone... mi ha comunicato di aver sentito Angelo telefonicamente (finalmente, aggiungo io). Mi ha anche comunicato di essere stato intervistato per il TG2 e che la sua intervista, nei prossimi giorni, sarà mandata in onda. Giovanni Falcone ringrazia tutti coloro che hanno aderito all'iniziativa che si sta attuando.
Sono emozionato... come al primo giorno di scuola. C'è stato un girare di e-mail, un tam tam su Facebook e... molti amici bloggers pubblicheranno, a blog unificati, il medesimo post. Si tratta di provare a sensibilizzare quanta più gente possibile sulla situazione di Angelo Falcone e Simone Nobili (nonché degli oltre 3.000 nostri connazionali detenuti all'estero).
La preghiera che faccio a tutti i visitatori di passaggio da queste parti è quella di non lasciare commenti, no... bisogna copiare il testo della lettera che pubblico di seguito e spedirla a tutti gli indirizzi di posta elettronica che sono riportati alla fine della lettera. Non passate senza lasciare il segno, vi prego!

Un grazie enorme da Nathan 2000 (al secolo Antonio Bevilacqua)

Egregio signore,

“È ciò che ci chiedono i Cittadini”, è una frase che spesso, troppo spesso, abbiamo ascoltato in TV, pronunciata da tutti, dico tutti, i rappresentanti dei suddetti Cittadini che siedono in parlamento.
Chi le scrive è uno di quei Cittadini di questo Paese, di quei cittadini che ancora credono, in maniera piuttosto forte, alle Istituzioni. Finora non mi è mai capitato di sentirmi fare, da qualcuno dei parlamentari di questa Repubblica, la domanda: “Cosa chiedi, carissimo Cittadino, a noi tuoi rappresentanti?”.
Non voglio inoltrarmi in polemiche e critiche immotivate… non ci penso e non ne sarei capace. Vorrei, soltanto, rendere noto a Lei quale sia il mio concetto di Stato; concetto che posso semplificare come segue: lo Stato è un Padre che deve (ma soprattutto, Vuole) occuparsi dei propri figli senza riserve e senza tentennamenti; Un Padre è colui che si precipita a rotta di collo dal proprio Figlio ogni qual volta ve ne sia la necessità; ogni volta che si presenti una difficoltà che implichi un aiuto, un consiglio, un intervento di qualsivoglia natura.
Un Padre amorevole ma, all’occorrenza, inflessibile. Inflessibile quando sia palese un cattivo comportamento di un suo figlio. Un Padre pronto a comprendere, ma pronto anche a punire, se lo merita, un figlio che si sia comportato in modo non adeguato alle regole familiari.
Questa lettera nasce dopo mesi di riflessione su di una vicenda particolare di cui poco si parla: l’arresto e la detenzione in India di un nostro concittadino. Il suo nome è Angelo Falcone, ed è stato arrestato, con il suo amico Simone Nobili, dalla polizia Indiana con l’accusa di detenzione di 18 kg di droga. Seguendo il blog del padre di Angelo, Giovanni Falcone, ho scoperto che di nostri cittadini detenuti all’estero ve ne sono più di 3.000! Non ho potuto verificare di persona, pertanto mi debbo fidare delle cifre fornite dal sig. Falcone… ma non ho motivi per dubitare di quanto affermato sul suo blog. Allora, la mia domanda è la seguente: questi nostri concittadini detenuti all’estero sono figli di questo Padre-Stato? Se sì, come mai le istituzioni di questo paese non si comportano come si comporterebbe un Padre nel caso di un proprio figlio? Ad Agosto, per Angelo Falcone e l’amico Simone, c’è stato il verdetto di Condanna a 10 anni. La possibilità di ricorso in appello ha come termine perentorio il 23 ottobre… il tempo stringe! Mi aspetterei, da un Padre, una corsa in India per vedere di persona come stanno le cose. Giovanni Falcone non riesce a parlare con suo figlio neppure telefonicamente. E, da quanto mi capita di leggere sul suo blog, l’interessamento delle Istituzioni di questo Paese sulla faccenda è, per così dire, insufficiente. Come se il Padre-Stato abbia già emesso giudizio di condanna sul proprio figlio, ed abbia deciso di punirlo per la mancanza commessa. Mi sarei aspettato, nel caso particolare di Angelo e, più in generale, nel caso dei nostri oltre 3.000 connazionali detenuti in penitenziari esteri, un atteggiamento differente. In fondo, bisognerebbe domandarsi se in tali paesi esistano quelle garanzie che sono caratteristiche di un qualunque Stato di Diritto degno di questo nome. Siamo sicuri che l’India garantisca gli imputati secondo tali canoni? E tutti gli altri paesi in cui sono detenuti nostri concittadini? Ecco: un Padre dovrebbe correre in soccorso di un proprio figlio per cercare di garantirgli tutto il necessario per affrontare le vicissitudini in cui è incappato. Se, con tutte le garanzie del caso, si dovesse dimostrare un “ERRORE PALESE” commesso dal Figlio, allora il Padre avrebbe tutti i motivi per punire tale errore. Voglio sottolineare il fatto che, più volte, Giovanni Falcone ha dichiarato che, se sulla base di un processo serio ed equo, suo figlio Angelo dovesse essere riconosciuto colpevole, sarebbe il PRIMO a pronunciarsi per la detenzione. Per un processo serio ed equo, segnato, cioè, da tutte le garanzie che vengono concesse nel nostro paese a chiunque incappi nei meccanismi della legge, le Istituzioni italiane si sono mosse? Nel caso di Angelo e dei più di 3.000 già citati, è stato fatto tutto ciò che andava fatto?

Concludo dicendo che, da Cittadino di questa Repubblica, chiedo alle Istituzioni tutte, di occuparsi dei propri Figli detenuti all’estero. In virtù del fatto che il mio sentire lo Stato è forte, e altrettanto forte deve essere la risposta dello Stato ai propri cittadini. Se ciò non dovesse essere possibile mi troverò nella bruttissima condizione di figlio di un Padre non disposto ad occuparsi di me… fatto che, per il mio modo di sentire lo Stato e le Istituzioni, non mi lascia tranquillo affatto.

Distinti saluti

presidenza.repubblica@quirinale.it (Presidente della Repubblica)
http://presidente16.camera.it/servizio/30/mail.asp (Presidente della Camera dei Deputati)
schifani_r@posta.senato.it
(Presidente del Senato)
gabinetto@cert.esteri.it (Ministro degli Esteri)
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(Il Quotidiano della Basilicata)
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mimandaraitre@rai.it (Mi manda Raitre)
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