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"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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22 marzo 2013

SOCIETA' SONO SEMPRE SEDUTO SULLA SPONDA.

Insomma.... mi sono, volontariamente, allontanato dal social network! E se l'ho fatto, l'ho fatto solo per una sorta di istinto di sopravvivenza. Sopravvivenza alla innumerevole mole di informazioni (spessissimo nevrotiche e da "rivoluzionari da tastiera") che passano sulle pagine di Facebook. Da due giorni i miei accessi si sono diradati alla grande. E quando siedo al pc, non mi capita più di compiere i soliti gesti automatici (accedere col login; guardare le notifiche che, per lo più, sono di post su gruppi che, il più delle volte, seguo "da lontano"; postare qualche mio "delirio"; aspettare che qualcuno venga a commentare; e via di questo passo). In due giorni gli automatismi cominciano a non essere più tali. In compenso, vengo più spesso a scrivere in questo mio spazio... anche se 'sta benedetta piattaforma del Cannocchiale dà più problemi di quanti ne servano!!!!
Avevo bisogno di liberarmi di questa sorta di dipendenza dal "virtuale". Ho cominciato ad incontrare le persone in carne ed ossa... anche solo telefonicamente. Ho cominciato a guardare al pc e al web come a quelle cose alle quali avevo sempre guardato: un mezzo, e non un fine! Ma ultimamente la cosa non mi riusciva più tanto naturale.
Beh, in un paio di giorni mi sono "disintossicato" e comincio già a star meglio. E mi vengono in mente tutte le lotte e le battaglie fatte "sul campo", senza stare a postare nevroticamente aggiornamenti di stato; senza stare a pubblicizzare cose che vanno fatte... punto! Oggi scopro che in tanti vorrebbero andare a manifestare davanti a Fenice il proprio disappunto. Quando, magari, all'epoca, neppure sapevano di che si trattasse. Bene!!! A me sta bene che sia così. Vorrà dire che questa "botta" di pseudo rivoluzione è servita, almeno a chi si è messo in gioco, a prendere coscienza di problemi che esistevano almeno dal 2007 (quando partì l'avventura del Comitato no oil). Oggi, in tanti, sono presenti (almeno sembra) nell'anfiteatro delle lotte!!! Ben vengano. Ma la domanda è: DOVE SONO STATI FINORA? QUANDO QUESTE BATTAGLIE NELL'ARENA VENIVANO COMBATTUTE DA UN NUMERO SPARUTO DI GLADIATORI?
Aspetto risposte da più di qualcuno... qualcuno che, magari, ipocritamente si è tenuto nell'ombra.... approfittando dello stato di confusione nel quale, purtroppo, in molti in questo paese versano. Ma nessuna voglia di rivalsa: se il lavoro fatto finora dovesse, in qualche modo, ottenere dei risultati, ben venga. Nel frattempo, però... sono sempre seduto sulla sponda!!!


1 settembre 2010

LAVORO FIAT SATA E FABBRICHE ITALIA VARIE.

Pubblico un post che ho scritto sul blog del Comitato no oil lucania

Dal sito istituzionale della Regione Basilicata (che con la nuova veste sembra funzionare a singhiozzo) copio e incollo il seguente articolo

Fiat, Navazio (Ial): “Marchionne mi ha convinto”.

30/08/2010

ACR“Con franchezza affermo che Sergio Marchionne mi ha convinto. E non mi spaventa il giudizio che scatenerà tale affermazione”. E’ quanto afferma in una nota sul caso Fiat il capogruppo di “Io amo la Lucania” in Consiglio regionale, Alfonso Ernesto Navazio, a parere del quale l’incipit che l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne ha pronunciato giorni fa a Rimini al meeting di Comunione e Liberazione (“Quello che ho sempre cercato di fare, a costo di passare per rude, è parlare in modo chiaro e diretto, senza la presunzione di avere la verità in tasca, ma con la convinzione che l’onestà intellettuale sia il modo migliore per dare il proprio contributo e compiere insieme passi avanti”), “sprona tutti noi ad assumere atteggiamenti che permettano, senza calcoli politici, di dire ciò che realmente si ha in testa”.

“Separare i fatti dalle opinioni – aggiunge Navazio - è sempre più difficile nel mondo in cui viviamo. I vari soggetti politici, economici e sociali, tutti portatori di interessi generali, tuttavia, si fanno portatori di illusioni, si fanno paladini di una battaglia che si rinnova e si ridefinisce continuamente ma che ha un solo unico scopo”.

“Fa impressione, invece, che Fiat raccolga apprezzamenti, complimenti e consensi tra i lavoratori statunitensi – afferma ancora l’esponente politico - ed i loro rappresentanti sindacali tanto da affidare a Marchionne quota parte della dote dei fondi pensione e qui, in Italia, il progetto Fabbrica Italia non ha trovato un benché minimo apprezzamento. O non è stato compreso il progetto o c’è malafede. Non ci sono molte aziende (italiane) che investono in Italia qualcosa come 20 miliardi di euro. Viviamo un’epoca di cambiamenti rapidissimi che possono essere interpretati e affrontati soltanto grazie a schemi culturali e mentali che superino ed abbandonino i modelli purtroppo applicati negli anni settanta.

“I nostri sindacati avrebbero investito il loro fondo pensioni?”, si domanda ancora Navazio, per il quale invece “si preferisce lo scontro fra capitale e lavoro. Si richiamano i distinguo tra forza - lavoro e lavoro. Il lavoro assume, persino, carattere antagonistico (come si interpretava un tempo)”.

A parere di Navazio “non è uno spettacolo decente il peregrinare tra vari dibattiti dei tre protagonisti ribadendo ciò che la magistratura ha già accertato. Come dice qualcuno accade che su questioni più o meno importanti si possa assistere al confronto fra opinioni tutte poste sul medesimo piano, come se si trattasse di gusti personali. Ed è completamente scomparsa l’idea che sulle questioni di fatto non contano le opinioni ma le prove esibite da soggetti imparziali e competenti.
C’è una tale schizofrenia in giro che si perde il contatto con la realtà e si dà retta, solo, ai luoghi comuni. La babele delle opinioni che investe quotidianamente questo o altro accadimento, il voler a tutti costi dimostrare una solidarietà (più di facciata il più delle volte), il voler separare anziché unire comporta una visione lacerante e demagogica della società. Piace lo scontro. C’è sempre qualcuno che interpreta l’antagonismo come un mezzo. La declamata globalizzazione, la libera circolazione delle idee nel mondo internettiano hanno reso l’idea di un mondo che non è libero”.

“Nel nostro paese – conclude Navazio - l’industria automobilistica è alle soglie di una sfida epocale con il resto del mondo. O capiamo questo o risulterà difficile andare avanti. E’ tempo di intraprendere un atteggiamento sfidante che sferzi l’autoreferenzialità della provincia Italia e il mondo di ieri delle sue classi dirigenti. Occorre che la maggioranza degli uomini e delle donne, quelli silenziosi, quelli che ti fanno capire che sono stufi di questi conflitti, quelli che vogliono vivere legati ad una quotidianità che non banalizzi il loro essere, escano allo scoperto. E’ tempo che si ritiri la delega inconsapevolmente rilasciata”.

Insomma, abbiamo idea di dove il movimento “IO AMO LA LUCANIA” vuole andare a parare. Ma, per completezza di informazione qui si può trovare l’intervento integrale dell’AD FIAT, Marchionne.

Riportiamo alcuni stralci del suo intervento:

A volte ho l’impressione che gli sforzi che la Fiat sta facendo per rafforzare la presenza industriale in Italia non vengano compresi oppure non siano apprezzati intenzionalmente. La verità è che la Fiat è l’unica azienda disposta a investire 20 miliardi di euro in Italia, l’unica disposta a intervenire sulle debolezze di un sistema produttivo per trasformarlo in qualcosa che non abbia sempre bisogno di interventi d’emergenza. Qualcosa che sia solido e duraturo, da cui partire per immaginare il futuro. La verità è che questo sforzo viene visto da alcuni con la lente deformata del conflitto. Non siamo più negli Anni Sessanta. Non è possibile gettare le basi del domani continuando a pensare che ci sia una lotta tra “capitale” e “lavoro”, tra “padroni” e “operai”. Se l’Italia non riesce ad abbandonare questo modello di pensiero, non risolveremo mai niente. Erigere barricate all’interno del nostro sistema alimenta solo una guerra in famiglia. L’unica vera sfida è quella che ci vede di fronte al resto del mondo. Quello di cui ora c’è bisogno è un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale per condividere gli impegni, le responsabilità e i sacrifici e per dare al Paese la possibilità di andare avanti”.

Che sembrerebbe un voler rimarcare che nel nostro paese esiste ancora un problema di “Lotta di Classe” di Marxiana memoria a lasciare un sistema produttivo e industriale italiano debole e assolutamente non competitivo rispetto ad altri paesi. Il che, ovviamente, rappresenta un’opinione… ed in quanto opinione, mi si consenta la battuta, è altamente opinabile. Ovviamente non ci è sfuggita un’altra dichiarazione che, precedentemente al richiamo alla guerra tra padroni e operai, viene fuori dal “cilindro” di Marchionne; è la seguente:

“La crisi ha reso più evidente e, purtroppo, per molte famiglie, anche più drammatica la debolezza della struttura industriale italiana. La cosa peggiore di un sistema industriale, quando non è in grado di competere, è che alla fine sono i lavoratori a pagarne direttamente – e senza colpa – le conseguenze.

Quello che noi abbiamo cercato di fare, e stiamo facendo, con il progetto “Fabbrica Italia” è invertire questa rotta. Il piano, presentato quattro mesi fa, dimostra il nostro impegno per concentrare nel Paese grandi investimenti, per aumentare il numero di veicoli prodotti in Italia e far crescere le esportazioni. Per realizzare questo progetto è assolutamente indispensabile colmare il divario competitivo che ci separa dagli altri Paesi e portare la Fiat a quel livello di efficienza necessario per garantire all’Italia una grande industria dell’auto e a tutti i nostri lavoratori un futuro più sicuro.
Conosciamo bene le regole dei mercati. Il loro andamento è determinato dalla domanda e dall’offerta, e trovano il loro equilibrio all’incrocio di queste due funzioni. Nella ricerca di questo equilibrio, non adottano principi etici e non sono condizionati da fattori o legami emotivi. Se lasciassimo il mercato libero di agire, alla sua maniera, le prospettive per la Fiat in Italia non sarebbero buone”.

Il richiamo alle regole dei mercati la dice lunga sulle intenzioni di Marchionne: Il mercato sopra ogni cosa (la lotta di classe, precedentemente richiamata, va a farsi benedire: il mercato è al di sopra dei padroni e degli operai). E, in nome del Dio Mercato, passa un messaggio subliminale inquietante: LA COSA PEGGIORE DI UN SISTEMA INDUSTRIALE , QUANDO NON È IN GRADO DI COMPETERE, È CHE ALLA FINE SONO I LAVORATORI A PAGARNE DIRETTAMENTE E – SENZA COLPA – LE CONSEGUENZE.

L’affermazione contiene un messaggio profondo (molto profondo): in nome della competitività e del mercato, necessita una riforma del sistema produttivo. E se non si attua questa riforma, le cose sono destinate a danneggiare soprattutto i lavoratori, perché le fabbriche sono costrette a chiudere o ad essere spostate in paesi nei quali questa riforma è attuabile.

Insomma: un sistema produttivo che “privilegia” i lavoratori invece della competitività, è destinato a soccombere! Ecco che, a questo punto, saltano fuori affermazioni del Ministro Tremonti che, con disinvoltura massima, dice che “La legge 626 è un LUSSO che non possiamo permetterci” (basta cliccare qui per avere più informazioni in proposito). Il ministro smentisce se stesso, affermando di essersi riferito alla giurisdizione europea, non alla sicurezza. Intanto, però, il messaggio è passato: Sicurezza, diritti acquisiti dopo decenni di lotte serrate, sono un LUSSO.

Ecco che, a questo punto, a differenza del Consigliere Navazio, possiamo affermare che il discorso di Marchionne non ci convince affatto!!!

Forse perché siamo dei romantici idealisti e fondamentalisti? No, affatto: crediamo, semplicemente, che il Dio mercato non può essere il pretesto per far passare in secondo piano l’Uomo e il lavoratore. E se la dichiarazione di intenti di Marchionne quando dice “Quello di cui ora c’è bisogno è un grande sforzo collettivo, una specie di patto sociale per condividere gli impegni, le responsabilità e i sacrifici e per dare al Paese la possibilità di andare avanti” intende riferirsi ad una vera e propria condivisione, ad un vero e proprio patto sociale col quale TUTTI (quindi anche i consiglieri d’amministrazione e gli azionisti) debbano condividere i sacrifici, allora si può anche discutere e mettersi ad un tavolo per trovare la strada migliore. Se i sacrifici toccano (come sempre è accaduto) solo agli operai, ai lavoratori svuotati della loro componente umana e trasformati in freddi numeri beh… allora non ci siamo proprio!!!

Ah, per concludere: a proposito dell’ultima frase del comunicato di Navazio, possiamo affermare che, in linea di massima, siamo d’accordo. Ma decenni di “voto affidato”, di “deleghe in bianco” (leggasi metodo clientelare) sono difficili da sradicare. Anche noi ci battiamo perché il cittadino, quello che se ne sta silenzioso, riesca, quanto prima, a liberarsi dal “guinzaglio” che i politici gli hanno messo, e possa, finalmente, scegliere sulla base di programmi e non di “favori” da ricevere.

Meditiamo gente, meditiamo!


9 aprile 2009

SOCIETA' MANIFESTAZIONE NO OIL DI SABATO 11 APRILE 2009.

Sabato, 11 aprile 2009, manifestazione del Comitato no oil lucania a Villa d'Agri, Piazza Zecchettin. Si chiuderà la raccolta firme contro le estrazioni in Basilicata.



Partecipate tutti!


1 aprile 2009

POLITICA SI PARTE! CHI C'E' C'E', CHI NON C'E'...

 

Miko Somma, portavoce del Comitato no oil - Comunità lucana ha fatto un post abbastanza duretto sulla situazione che si è venuta a creare da quel 17 gennaio 2009, serata in cui un intero teatro si era riempito di gente che si era recata là con la precisa convinzione che fosse in atto un tentativo di costituire una lista civica per la città di Potenza. Lista che, a mio modo di vedere, i cittadini che non si sentivano rappresentati da nessuno dei partiti maggiori, avevano tutte le intenzioni di appoggiare. Da quel 17 gennaio ho partecipato a numerose riunioni del gruppo Potenza Attiva... in ogni riunione, però, si aveva l'impressione di ripartire da zero. Non sto qui a criticare o a muovere appunti al come e perché sia stata gestita la questione. So soltanto che Comunità Lucana non ha più nè il tempo, nè la voglia di stare a perdere un attimo di più! Il tempo stringe, le liste vanno formate per iniziare quella raccolta firme che ha, come termine perentorio per la consegna in corte d'appello, le ore 20.00 del 6 maggio. E, siccome la raccolta firme avrà anche, come scopo, quello di illustrare, a tutti coloro che si avvicineranno al banchetto, quello che sarà il programma del movimento, non possiamo più aspettare. Si parte! Di seguito il post di Miko tratto dal sito del comitato!

 

potenza città im-possibile per una lista dal basso? 

ora direi che è il caso di dire basta, perchè la pazienza ha un limite

abbiamo partecipato al percorso del gruppo del 17 gennaio a potenza praticamente da subito, abbiamo accettato di buon grado di metterci anche in seconda linea come comitato no oil e come comunità lucana pur di dar modo al gruppo di elaborare proposte di una nuova città possibile a cui non potevamo che non aderire, personalmente mi sono fatto da parte quando ho visto che la mia presenza causava “frizioni” e che poteva ingenerare “tensioni” in un percorso che cominciava a delinearsi, insomma ci siamo stati

ma a poche settimane dalla presentazione delle liste in tribunale per la convalida, non contando che nell’intertempo occorre avere un candidato sindaco, una corposa lista di candidati ed un programma da sottoporre alla sottoscrizione preventiva di almeno 200 elettori del comune di potenza come recita la legge elettorale, sconforta constatare che quel percorso è rimasto fermo al palo come un cavallo sfiancato

dopo tanti incontri di partecipazione nei quartieri (un gran lavoro che pur riconosciamo utile), dopo tante riunioni in cui si ripartiva sempre da zero, dopo defatiganti discussioni sull’opportunità di presentare una lista o rimanere movimento d’opinione (e si era scelto chiaramente di fare la lista), dopo le mail che invitano al voto on-line per il candidato sindaco (cosa che per se stessa andrebbe anche bene, se solo ci fosse stato una rosa di nomi ed un criterio per l’espressione del voto), tutto sembra rientrato in un imbarazzato silenzio che fa male alla città, prima che a chi a quel percorso aveva dedicato tempo ed energia, e fa male anche a chi silenziosamente e dall’esterno aveva lavorato perchè si creasse un “clima” intorno a quel percorso

dopo che si è francamente ecceduto in formalismi che nulla avevano più a che vedere con la partecipazione democratica e molto più con l’autorappresentazione di se stessi, vista l’urgenza dei tempi e la necessità di indicare qualcosa o qualcuno per non dissipare quel patrimonio di pazienza e speranza che molti cittadini hanno riposto in quel percorso, mi pare che possa a questo punto possa essere anche lecito sospettare che sia la paura, sia l’inadeguatezza al compito (per carità, tutti abbiamo timore per queste esperienze), così come magari l’incompetenza a gestire quel consenso che pure tanti hanno manifestato, abbiano avuto il sopravvento

mi pare che sia anche lecito intravedersi un conflitto interno che lungi dal venir fuori e manifestarsi in dialogo e dibattito - quello si democratico anche fino all’ultimo giorno utile - si è svolto invece nell’immobilismo autoparalizzante di un intero gruppo, ma nessuna volontà di dare un giudizio, se non nel merito del tempo finora sprecato senza aver avuto il coraggio di esprimere una volontà di dire chiaramente basta

il comitato no oil lucania e comunità lucana avevano espresso chiaramente la volontà di avere gildo claps come candidato sindaco, come unica condizione o per una lista comune o per un’alleanza tra esperienze diverse, altrimenti preferendo partecipare con il proprio candidato sindaco, i propri candidati consiglieri ed il proprio programma alla competizione elettorale per la città di potenza

abbiamo chiesto per tempo chiarezza, non l’abbiamo ottenuta, prenderemo le nostre decisioni come già annunciato

miko somma


26 marzo 2009

POLITICA PRESENTO "COMUNITA' LUCANA" CON UNA STORIELLA.

 
 

In un paesino di campagna, il maestro elementare, dopo anni di lavoro, era andato, finalmente in pensione. Si era insediato il nuovo insegnante che, complice la tranquillità del luogo, la giovane età e la passione per un lavoro importante come quello di prendere per mano dei bambini e condurli nel mondo, aveva cominciato a profondere tutte le sue energie per compiere al meglio il suo compito. Dopo qualche anno, però, la tranquillità solita del luogo, cominciava a subire degli scossoni: capitava, ad esempio, che un giorno qualcuno inviasse alla Procura della Repubblica un ricorso contro le deliberazioni del Comune che, non prestando assolutamente attenzione alle istanze dei cittadini, decideva non per il bene comune, ma per il bene di pochi; che frequenti erano le proteste scritte e le manifestazioni contro questo o quel provvedimento del Sindaco, del notabile di turno o, anche, del parroco. La tranquillità del paesino, dopo decenni di tenuta, cominciava a non essere più caratteristica peculiare del piccolo borgo. E il giovane maestro, che aveva vissuto qualche anno di amenità campagnole, era il più meravigliato di questo cambiamento.  

Addirittura, un giorno, si ritrovò egli stesso oggetto di un richiamo dal suo direttore didattico: un comitato di genitori aveva, infatti,  scritto al direttore che il maestro, in più di un’occasione, si era presentato al suo posto di lavoro in abbondante ritardo. Per giorni e giorni si era domandato che cosa potesse essere accaduto di tanto importante da compromettere la tranquillità del paese.
 Il giovane insegnante, un giorno, si era deciso ad andare a far visita al vecchio maestro per domandare se anche a lui fossero capitati episodi del genere. E il giovane maestro illustrò al pensionato insegnante il quadro della situazione… sottolineando di non riuscire a spiegarsi il perché di una tale mutazione del clima nel borghetto di campagna.
Il vecchio insegnante, finito di ascoltare lo sfogo del suo giovane collega, per qualche istante tacque, facendo qualche sospiro e tenendo un’espressione sardonica. Poi disse: “Scommetto che hai insegnato a quei bambini a leggere e scrivere!”.

Mio padre, raccontando questa storiella, ripete che si tratta di un episodio veramente accaduto. Non ho motivo di credere il contrario. Del resto, quando penso alla TV, ai giornali e a tutti gli organi di informazione canonici, mi viene da pensare che il loro compito dovrebbe essere proprio quello di “insegnare a leggere e scrivere”. Invece, a quanto pare, avviene il contrario. I fatti (l’a b c) sono spariti.

Penso a questa storiella e mi viene in mente che vi siano tanti modi di rendersi utili agli uomini. Insegnare a leggere e scrivere, più propriamente, provare a dare alla gente gli strumenti per farsi un’idea del mondo ed, eventualmente, un progetto condiviso per una società migliore, più vicina alle esigenze dei più, sia un dovere. Con Comunità Lucana, braccio politico di un Comitato no oil lucania, proveremo a fare questo.


17 febbraio 2009

POLITICA IL MIO CANDIDATO SINDACO.

Solo per un istante voglio soffermarmi sulla debàcle elettorale del Pd in Sardegna. Voglio soffermarmi per una mia riflessione: Veltroni (ma tutto il Pd, siamo onesti) non ha capito che questo modo di far politica, a milioni di anni luce di distanza dalla gente, non darà mai risultati. Ecco cosa ne penso della Politica (notata la maiuscola?): Politica è stare tra la gente, sporcarsi le mani, sentire gli odori (buoni e cattivi), ascoltare le voci (amiche, indifferenti o, addirittura, nemiche). Vi pare che Veltroni e il suo Pd abbiano fatto tutto questo da sedici mesi a questa parte? No, vero? E ci si meraviglia, poi, del risultato sardo? Ma andiamo!!!!!
E veniamo a noi, La politica (minuscola, notate) non mi interessa più. Mi interessa il bene comune... ma in questo momento, con la tornata elettorale alle porte, mi interessa il bene della città in cui vivo e, soprattutto, nella quale vivrà (spero per tantissimi anni) mia figlia. Qualcuno dei miei quattro lettori si ricorderà (spero) del
post dedicato all'iniziativa tirata su da associazioni, gruppi e liberi cittadini dal titolo "Un'altra città è possibile". Un'iniziativa che ha portato qualche centinaio di cittadini a discutere di un modello di città diverso da quello che, in trent'anni (e forse qualcosa di più) ci è toccato di vedere.
Tutti i partecipanti all'evento (sottoscritto compreso), avevano avuto il sentore che con quell'iniziativa vi fosse in embrione l'intenzione di proporre una lista civica per le elezioni amministrative di giugno. Per tanto tempo, anche ascoltando il parere di alcune persone con le quali mi è capitato di intrattenermi in chiacchiera, si è avuta la sensazione che, da un momento all'altro, potesse venire fuori una lista di persone della società civile disposte a rimboccarsi le maniche per la buona causa di una città di Potenza più vivibile e più a misura d'uomo. E' passato un mese da quella libera assemblea e, mi pare di capire, nulla si è mosso.
Ora, io non sono tanto disponibile a consegnare per altri cinque anni quel che resta di questa città al Sindaco uscente; meno che mai sono disponibile ad attendere un avvicendamento alla guida della città, con un centro-destra che, a mio modo di vedere, non è portatore di nessuna positività propositiva... prova ne sia una opposizione nulla nel quinquennio appena trascorso. Potenza non può permettersi di avere altri cinque anni di immobilismo dal punto di vista del bene comune e di assoluta iperattività dal punto di vista del bene di pochi eletti!
Da simpatizzante delle iniziative del
Comitato no oil Lucania, artefice del Progetto Comunità Lucana, che ha già in cantiere la lista civica per le elezioni imminenti al Comune, nel pieno delle mie facoltà di intendere e di volere, la mia proposta è quella di CANDIDARE A SINDACO PER LA CITTA' DI POTENZA, IL PORTAVOCE DEL COMITATO NO OIL: MIKO SOMMA!
Se è vero che il lavoro da fare è durissimo, e il tempo stringe, è altrettanto vero che, fino a questo momento, Miko e il Comitato hanno speso il loro tempo nel provare a progettare nuovi orizzonti per la città. E, visto che la cosa non è irrilevante, credo che una candidatura come quella di Miko Somma è, a mio modesto parere, autorevole e con alle spalle una buona idea per il governo di questa città.
Cosa ne pensate?

P.S. Ci tengo a sottolineare il fatto che, fin d'ora, sono disponibile e pronto a tutto l'impegno possibile (e a metterci la faccia) per la riuscita di questa iniziativa... e di tutte le iniziative che dovessero prendere corpo in questa direzione!
Antonio Bevilacqua.


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