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  Nathan2000

"Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, poi le persone oneste devono fare lo stesso". (Lev Nicolaevic Tolstoj)

 
Diario di bordo di chi spera di ritrovare la strada di casa
 


Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62.Il contenuto di questo blog non va considerato alla stregua di una testata giornalistica nè un prodotto editoriale e il suo curatore declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, (finanche da quelli mediaset). I testi vengono redatti da soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che ha ostinatamente votato per il centro-sinistra (ma è meglio definirlo meno-destra). Il blog è attivo dal 17 gennaio 2008 (praticamente è iniziato con il carnevale e come scherzo vuole continuare ad esistere), non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del suo curatore, la pazienza di sua moglie, la vitalità da pila alcalina di sua figlia e la gradazione alcolica delle bevande ingurgitate (avete notato che non ho accennato minimamente al lavoro? Beh, sono un impiegato pubblico che, per definizione, è un fannullone... quindi, il lavoro non mi riguarda; Viva Brunetta!!!). Va da sé che le responsabilità per i commenti sono di chi li inserisce. Si avverte che verranno cancellati, senza pietà alcuna, tutti quei commenti ritenuti offensivi per le persone. Verranno inoltre cancellate bestemmie, parole oscene, o che fanno riferimento alla pratica sessuale. Non saranno tollerati riferimenti espliciti o velati alla discriminazione di qualsivoglia natura (sessuale, razziale, politica, religiosa ecc.) Per concludere, le foto riportate nei post sono, per lo più, provenienti da internet (indicandone la provenienza). Qualora gli autori non autorizzassero la pubblicazione, possono comunicare tale intenzione e l'autore del blog provvederà a rimuovere le immagini come da richiesta. Buona lettura a tutti.

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29 luglio 2014

TECNOLOGIE TECNOLOGIA A FAVORE - TECNOLOGIA CONTRO.

Hai un numero Tim dal 1997, numero che, per forza di cose, hai lasciato in giro per il mondo, perché chiunque avesse avuto un contatto con te potesse rintracciarti come e quando voleva. Insomma, a questo numero ci sei affezionato. E mai penseresti di cambiare operatore perché, in fin dei conti, i disservizi che hai dovuto sopportare rientravano nel campione rappresentativo della tollerabilità! Questo fino ad una quindicina di giorni fa... precisamente, dal giorno in cui hai provato a chiamare tua moglie al cellulare e ti sei accorto che non riuscivi a contattarla. Non solo: a un certo punto ricevevi un sms che ti avvisava che tua moglie aveva cercato di chiamarti mentre il tuo telefono era spento (uno dei servizi che gli operatori di telefonia mobile, tra l'altro, hanno pensato di trasformare da servizio gratuito in servizio a pagamento). La domanda è: ma quand'è che avevo il telefono spento? Poco male, richiamo mia moglie e... bip bip bip (messaggio sul display del telefono "Deviazione attiva"! Probabilmente, tenendolo in tasca, avrò inavvertitamente attivato qualche deviazione e, quindi, mi tocca utilizzare la procedura di disattivazione (da impostazioni dell'infernale aggeggio oppure col classico ##002#, numero che disattiva eventuali deviazioni attivate senza esserne intenzionato). Nulla di fatto. Il telefono non può effettuare telefonate nè riceverne. Può, però, inviare o ricevere sms. La cosa è strana assai. Evidentemente c'è qualche problema sulla linea (fuori si sta scatenando un diluvio di quelli con tuoni fulmini e saette e, magari, i ponti che collegano le cellule di telefonia sono alquanto disturbati). Tutto questo, ovviamente, accade anche per il 119 (servizio clienti Tim). Insomma, proseguo nella mia vita in attesa che tutto ritorni alla normalità. Cosa che avviene in un paio d'ore, ed io ritorno in possesso della mia potenzialità di connessione col mondo (a dire il vero ho, poi, preso il telefono fisso e ho chiamato mia moglie, nel frattempo).
Passano i giorni e, di punto in bianco, di sabato mattina, provo a telefonare a mio padre e mia madre, che sono (beati loro) al mare in vacanza. Di nuovo bip bip bip "deviazione attiva" (sempre sul display dell'aggeggio). Non mi perdo d'animo e riprovo a disattivare le eventuali deviazioni inavvertitamente attivate chissà quando e chissà come! Niente! Posso solo ricevere o inviare sms. Bisogna sapere, poi, che da diversi mesi, ho attiva una tariffa a minuti che mi mette a disposizione 200 minuti a settimana pagando solo 3,02 euro a settimana, appunto... mentre gli sms mi costano. Ovvio che io preferisca sempre fare quattro chiacchiere via etere piuttosto che lanciarmi in epistolari informatici tramite sms, no? Beh, ii soldi me li fregano appena scatta la mezzanotte del lunedì... ma da qualche tempo, le telefonate posso farle solo quando mi viene concesso dalle bizzarrie della rete Tim!!! La cosa fa incazzare non poco, direi!!!!! E, visto che l'intera giornata di sabato sono stato offline (telefonicamente parlando) ed ho potuto riprendere a chiamare solo la domenica in tarda mattinata, la prima cosa che ho fatto è stata quella di chiamare il servizio clienti (il 119) per far presente l'accaduto. Il gentilissimo operatore mi ha ascoltato e mi ha subito detto che, probabilmente, c'è stato qualche "disallineamento" (ha usato proprio questo termine) sulla mia linea. Avrebbe provveduto lui a ripristinare il tutto via terminale e a me sarebbe bastato, dopo una decina di minuti, spegnere e riaccendere il cellulare per risolvere il problema in via definitiva. Cosa che ho fatto puntualmente e, devo dire, finora non ho avuto più problemi di questo tipo.
Ma cos'era ieri? Lunedì, vero? Ecco! Io avevo una quesione di tale portata, ieri sera: non avevo un credito superiore o uguale a 3,02 euro. Ragion per cui, vista l'ora tarda (le 22,00 circa) in cui mi sono ricordato questa cosa, ho ben pensato di operare come tante altre volte avevo operato. Ho preso la mia bella carta di credito e mi sono messo all'opera per effettuare una ricarica on line. Tutto fatto e, com'è capitato altre volte, ho aspettato la mattina successiva (oggi, per chiarirci), sicuro del fatto che, all'accensione del mio cellulare, avrei ricevuto l'sms che mi comunicava l'avvenuta ricarica e un successivo sms che mi avvisava che mi erano stati prelevati euro 3,02 per usufruire della promozione che avevo attivato mesi fa. A dire il vero, l'unico sms che mi è giunto è quello che mi comunicava che mi erano stati prelevati euro 2,51 (praticamente il residuo di credito precedente) e che per usufruire della promozione avrei dovuto fare una ricarica. Insomma, non posso telefonare (neppure a pagamento) perché si sono trattenuti 2 euro e 51 centesimi, lasciandomi a credito zero, e la ricarica non è ancora arrivata. Faccio la lista movimenti della credit card e scopro che l'importo per la ricarica risulta come movimento effettuato la sera prima. Che faccio? Indovinato!!! Chiamo il 119 e faccio presente la cosa. L'operatore (gentilissimo, sempre) mi spiega che, a volte, gli accrediti da credit card possono subire anche ritardi di 24-48 ore. Per cui conveniva che aspettassi questo termine e, poi, richiamassi, in caso di evento negativo. Ho fatto presente che, però, avendo credito esaurito, non potevo effettuare telefonate e che, visto che il mio credito residuo era inferiore ai 3 euro e due centesimi, trovavo inspiegabile che tim avesse effettuato comunque il prelievo lasciandomi offline. L'operatore mi ha detto che avrei potuto fare una ricarica minima tramite lottomatica o sisal, in modo da ripristinare la mia facoltà di telefonare e, poi, passate le 24-48 ore, se non mi fosse giunta la ricarica, avrei dovuto ricontattare il 119.
Ora, la mia domanda è: ma perché???? In un paio di settimane si sono verificate una serie di circostanze avverse tali da farmi ritrovare in una situazione a dir poco incresciosa?
Tecnologia a favore-tecnologia contro... sto seriamente pensando di cambiare operatore... dopo 17 anni in cui ho avuto poco di cui lamentarmi.




permalink | inviato da Nathan 2000 il 29/7/2014 alle 14:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 luglio 2014

diritti CONSIDERAZIONI A BRIGLIA SCIOLTA.

Notizia di oggi (e pure eclatante) è il sequestro, da parte della Magistratura potentina, dello stabilimento Siderpotenza (una piccola Ilva in territorio potentino, diciamo così). Non ho molte informazioni in merito. Pare che la Magistratura si sia mossa perché, dalle analisi effettuate, i valori riscontrati delle sostanze pericolose siano molto al di sopra della norma. Ovviamente, i primi a "soffrire" per questo sequestro sono i lavoratori dello stabilimento i quali erano già a ranghi ridotti a causa della crisi delle costruzioni (che ha ridotto notevolmente la produzione). Ora questi lavoratori si ritrovano senza neppure quella quota minima di salario ridotto... ovviamente i Sindacati si sono mobilitati immediatamente per la situazione abbastanza seria. E siamo alle solite... uno stabilimento che (sono anni che lo si afferma) produce esalazioni non molto salutari e una situazione di già grave emergenza lavoro che, con questo sequestro, si aggrava. Per decenni si è parlato e straparlato di una soluzione per uno stabilimento che non poteva convivere con l'urbanizzazione (soprattutto del dopo terremoto) che si era avuta nella zona. La Politica avrebbe dovuto trovare una soluzione a tutto questo. Non la si è voluta trovare, e quando la politica è assente, ovviamente, prima o poi interviene la Magistratura. Ora, mi capita di leggere, in giro, che in parecchi non si fidano molto della Magistratura. Ed io sono propenso a credere che, in qualche modo, sia anche giustificabile questa diffidenza. Ma ciò che mi domando, in questo momento, è quanto segue: La politica ha sempre evitato di trovare la soluzione al problema (che, come già specificato, è un problema di decenni). Il cittadino ha sempre cercato... no, scusate: il cittadino è una grossa stronzata. Perché, tolti pochi cittadini impegnati in vari comitati e associazioni, poi non è che il resto della cittadinanza abbia mosso chissà cosa!!! Quindi, la Politica se ne è allegramente fottuto di questa questione. La massa dei cittadini ha trascurato (uso quest'eufemismo) questo problema (tant'è che in tutti questi anni, non è cambiato di molto l'assetto politico-istituzionale di questa città). Adesso aspettiamo che si arrivi ad attaccare anche la Magistratura? Io sono sempre propenso a credere che, a conti fatti, prima di sparare a zero, bisognerebbe aspettare che si vada a parare da qualche parte.
Ovvio che l'intervento della Magistratura abbia scoperto un nervo doloroso come quello degli operai che saranno costretti a restare a casa senza salario. Ma la soluzione quale sarebbe? Io non lo so... e da quando ho alzato le mani (mi sono arreso, in definitiva) di fronte a tutto questo immodificabile panorama, ho seri problemi a pensare a quali soluzioni possano salvare capra (la salute dei cittadini) e cavoli (l'occupazione).
Chi ha qualche idea, la tiri fuori, perché il sottoscritto non ne ha.




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19 giugno 2014

diritti É GIUSTO DOMANDARE GIUSTIZIA..

Questo mio nuovo post parte da questo piccolo presupposto-dettaglio: Al di là di cosa si possa pensare del Cristo, ritengo che in pochi, nella storia, abbiano fatto caso alla questione che, assieme a lui, siano stati crocifissi, quindi condannati a morte tra atroci tormenti, due ladroni. Ladroni che, dopo secoli di evoluzione di quella che possiamo definire “Redazione della Carta dei Diritti dell’Uomo”, al giorno d’oggi, prenderebbero al massimo 2-3 anni di carcere per i reati commessi. Nella storia dell’ebraismo, la legge del taglione interviene a equilibrare, se mi si passa il termine, pena e reato. Cosa che, come è evidente, per l’Impero Romano, non avviene (dal momento che la crocifissione è ancora una pena che viene inflitta per il più efferato dei delitti come per il meno efferato, all’epoca del Cristo). Ma come lo si può far capire a quei quattro cialtroni che postano i loro deliri e frustrazioni su Facebook sapendo, a malapena, come citare alla meno peggio un aforisma più o meno noto?

Per potersi esprimere in merito a qualunque questione, bisognerebbe che la questione sia, in qualche modo, e al di là di qualunque ragionevole dubbio, resa chiara ed univoca. Per cui, se uno viene indagato per un qualunque crimine, bisognerebbe attendere, prima di emettere giudizi o, addirittura, sentenze, che l’indagine abbia avuto un termine, che il processo si sia celebrato e che sia stata emessa una sentenza definitiva.

Mi si fa notare, ovviamente (e legittimamente, direi) che una volta accertata la colpa il colpevole dovrebbe essere messo “dentro” ma a spaccar pietre se vuol mangiare. Nulla di più giusto. Se il tuo delitto è di una certa gravità, la tua pena dev’essere commisurata al delitto commesso. Inoltre, va da sé che la pena vada scontata in maniera “piena e intera”. Come scrive Mario Petrone in un commento ad un mio aggiornamento su Facebook: “Ti rieduco attraverso la fatica che devi fare se vuoi pane e acqua!”. La mia risposta è la seguente: “Diciamo che, in passato, mi ha molto colpito e influenzato, per quanto riguarda la questione "rieducazione", un film americano dal titolo "Le ali della libertà", con Tim Robbins e Morgan Freeman...”, di cui allego il filmato di youtube a cui mi riferisco:


La conclusione è la seguente: A tutti coloro che, preda di un'onda forcaiola (al limite della giustizia sommaria e dell'impiccagione al primo albero) si appellano a sensi di giustizia con citazioni bibliche del tipo "occhio per occhio, dente per dente" (che per l'epoca in cui fu formulata, aveva un suo senso compiuto), vorrei ricordare ciò che, sempre sulla Bibbia, il Padreterno dice con parole sue: "NESSUNO TOCCHI CAINO!!!!!". O, magari, altre leggi del tipo "LA VENDETTA E' MIA!!!!".
É giusto domandare Giustizia... nient'altro..




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12 maggio 2014

PROVERBI ADATTATI.

Un famosissimo proverbio africano afferma, più o meno, quanto segue:
Ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre.
Ogni mattina, in Africa, un leone si sveglia e sa che dovrà correre.
Che tu sia gazzella o leone, non importa... incomincia a correre.

Ovviamente, l'italico indigeno ha capito che non si risolve tutto in una questione tra leone e gazzella. Possiamo, infatti, affermare con certezza che il proverbio africano, adattato all'indole propria dell'italico individuo, può essere così integrato:
Ogni mattina, un avvoltoio si sveglia e sa che dovrà aspettare che la vertenza leone-gazzella si risolva in qualche maniera. Ogni mattina, inoltre, una iena e uno sciacallo si svegliano sapendo che l'avvoltoio gli segnalerà che c'è roba da mangiare procurata dalla fatica di un leone e di una gazzella.
Che tu sia avvoltoio, sciacallo o iena, non importa... tieni gli occhi aperti e vedrai che la fatica altrui tornerà utile quanto prima.






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7 maggio 2014

CULTURA CULTURA... QUESTA PAROLA ABUSATA.

La Cultura, per come la vedo io, è qualcosa che spazia a tutto tondo. Leggere, ascoltare musica, andare a teatro, a cinema, guardarsi mostre pittoriche e fotografiche... ma non basta. Ritengo di importanza rilevante anche la manualità; aggiustare cose che si rompono (che di questi tempi serve ad evitare di spendere soldi che non si hanno), dipingere (magari male), suonare (pure peggio). Fondamentali a tenere viva la mente anche argomenti di natura scientifica.
Insomma, uno che ha letto centinaia di libri ma non sa neppure cambiare una gomma all'auto mi fa paura... ed anche uno che riesce a smanettare con un Pc come un prestigiatore manovra un mazzo di carte ma che, poi, non è in grado di risolvere un banale problema di matematica...
Un capitolo di un libro, una strimpellata al piano, quattro colpi di pennello su una tela, due "botte" di zappa all'orto... e quattro chiacchiere tra amici.!!! Cultura... questa parola abusata.




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16 aprile 2014

NESSUNA SPERANZA DI RIVOLUZIONE POPOLARE.

Dal vocabolario della lingua italiana Treccani leggo il significato del termine "Populismo":

populismo s. m. [dall’ingl. populism (der. di populist: v. populista), per traduz. del russo narodnicestvo]. –

1. Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del sec. 19° e gli inizî del sec. 20°; si proponeva di raggiungere, attraverso l’attività di propaganda e proselitismo svolta dagli intellettuali presso il popolo e con una diretta azione rivoluzionaria (culminata nel 1881 con l’uccisione dello zar Alessandro II), un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, spec. dei contadini e dei servi della gleba, e la realizzazione di una specie di socialismo rurale basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale.

2. Per estens., atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente, e con riferimento al mondo latino-americano, in partic. all’Argentina del tempo di J. D. Perón (v. peronismo), forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione. In ambito artistico e letterario, rappresentazione idealizzata del popolo, considerato come modello.

Se questo è il significato originario evolutosi nel tempo direi... non abbiamo nessuna speranza di rivoluzione popolare.

Passo e chiudo.

  P.S.  Del resto, qualunque tentativo di sommossa o moto rivoluzionario che non avesse dietro anche l'appoggio delle classi medie e della Borghesia... di solito veniva definita "Brigantaggio" o "Terrorismo" (viene tutt'oggi definita così).




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11 aprile 2014

VITA COMPLICATA.

Per la sicurezza dell'online banking (operazioni bancarie on line), si sono inventati un aggeggino chiamato chiamato Token di sicurezza (che è quella diavoleria che vedete nella seguente foto):


Questo marchingegno, genera dei codici da digitare al momento opportuno. Momento opportuno che, di solito, è quello successivo alla digitazione di un codice utente (che non varia mai) e una password che ti fanno cambiare massimo ogni 30 giorni (e questa, a chi pratica quotidianamente l'informatica, è operazione nota come LOGIN). Oggi, dopo aver digitato username e password (minimo 16 caratteri alfanumerici, che io ho reso complessa aggiungendo anche un paio di maiuscole e un paio di caratteri speciali), mi si è presentata una novità: "Digitare il codice captcha". Com'è noto, tale codice è, al 99 %, di difficile decifrazione. Non è mai chiaro quali siano le minuscole e quali le maiuscole. Fatto sta, che al terzo tentativo, mi hanno bloccato l'account. Ovviamente è comparsa la scritta "Per sbloccare l'account recarsi in filiale". Cosa che, dato che è venerdì, potrò fare solo lunedì. Ecco, la domanda che nasce spontanea è la seguente: perché insistono a renderci la vita complicata in tal modo, a noi utenti normali e, per la maggior parte dei casi, piuttosto onesti e, poi, chi vuole fare truffe bancarie non ha mai grosse difficoltà?
Ah, saperlo... saperlo (Direbbe Riccardo Pazzaglia direttamente da "Quelli della notte)!!!!


12 marzo 2014

vita familiare UNA MOCCIOSETTA.

Ci sono periodi della vita nei quali nulla sembra andare per il verso giusto... a dire il vero, nulla sembra avere un verso di natura prossimo alla logica, se vogliamo essere precisi. E questo è uno di quei periodi. E stai lì a rimuginare, imprecare, prendertela con l'universo creato, guardando avanti e scorgendo solo nebbia. E pensi di non potercela fare, di avere addosso un peso di quelli insostenibili... un peso di quelli che ti fiacca ogni voglia ed ogni speranza. E quando pare che sei lì lì per mollare, ecco che una mocciosetta di sette anni (o poco più), ti guarda e ti dice: "Perché quella faccia triste, papà? Dai, sorridi... che domani cambia tutto!!!!".
Ecco, buona notte a tutti!




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12 marzo 2014

SOCIETA' LETTERA MORTA...

Sono un dipendente pubblico. Il mio stipendio viene dalle tasse pagate da tutti i contribuenti (evasori esclusi) di questo paese. Per il solo fatto di essere pagato con le imposte pagate dai contribuenti italiani, sento il peso della responsabilità di ciò che faccio e il mio impegno è sempre il massimo possibile perché il mio lavoro venga svolto nel miglior modo possibile (talvolta anche impossibile, visto che questo cretino che sta scrivendo, è andato in ufficio anche influenzato).
Il mio stipendio deve bastarmi per affitto, condominio, bollette, spese di vitto per moglie e figlia di 7 anni, per gli spostamenti di qualsivoglia natura (ossia, compresi gli spostamenti da casa a ufficio e quelli di piacere). Sono spesso in sofferenza, avendo una moglie che non lavora (diciamo che è stata "liquidata" dai suoi precedenti datori di lavoro, appena ha partorito) e una figlia che, crescendo, aumenta le sue esigenze primarie ogni giorno di più. Se decido, talvolta di rinunciare finanche al caffè con amici al bar, la cosa non mi pesa granché. Raramente (ma capita) mi reco con la famigliuola in pizzeria per fare qualcosa di diverso. Quando arriva il conto, pago (a volte con carta di credito, così la spesa mi viene addebitata il mese successivo) senza batter ciglio e senza possibilità di recuperare alcunché della spesa sostenuta. Se, talvolta, mi capita di servirmi di mense convenzionate col mio ufficio per la pausa pranzo, magari perché la mole lavoro, in quel momento, mi consente di prendere solo mezz'ora di pausa, mi ritrovo a dover spendere non meno di 10 euro per un primo piatto, un contorno e una bottiglia di acqua. Al cinema devo pagare il biglietto (e ci mancherebbe altro!!!!). Se le esigenze di natura economica e di traffico lo richiedono, lascio a casa l'auto e mi reco in ufficio tramite mezzi pubblici (di cui pago l'abbonamento) o, se la giornata e il tempo a mia disposizione lo consentono, anche a piedi (una mezz'ora a piedi, la distanza del luogo in cui lavoro da casa mia). Viaggiare in treno (che mi piace tanto, tra l'altro) comunque comporta che io paghi un biglietto (di seconda classe, visto che la prima non me la potrei permettere in nessun caso). I giornali (se non sono quelli locali, che il mio ufficio acquista e che, in tarda mattinata, mi consente di leggere), me li devo comprare da me, ovviamente.
Insomma: tutto questo "pippone" sotto forma di "nota spese" che sono andato a utilizzare come preambolo, solo per dire che, pensandoci bene, anche altri soggetti, che percepiscono ben più dei 1.400 euro del sottoscritto - e penso non solo ai nostri parlamentari... ci sono "sinistri" individui che occupano posizioni importanti e compensi rilevanti - che dovrebbero pensare che quei quattrini sono a loro pagati grazie alle tasse dei cittadini (non evasori) e che, magari, sarebbero sufficienti al fabbisogno mensile in maniera talmente sufficiente, da non aver bisogno di nessun altro rimborso (tipo gli spostamenti da casa ad ufficio) né di altri benefit (come tessere per mezzi pubblici "aggratis", o abbonamenti gratuiti in sale cinematografiche e teatri e mense a prezzi più che stracciati e via di questo passo).
Ma cosa le scrivo a fare 'ste cose? A chi interessano? Rimangono lettera morta... dato che, com'è evidente, le cose non cambiano da decenni.




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3 marzo 2014

sentimenti LA LUCE S'E' SPENTA...

Come da sempre accade, la luce s'è spenta... l'ho spenta io, come al solito... per ritrovarmi nel tunnel! E' vero, una volta che hai imparato che dal tunnel si può uscire, non hai più tanta paura. Perché anni di lavoro ti hanno insegnato a muoverti dentro il tunnel alla ricerca di quell'interruttore da pigiare per riaccendere la luce. O alla ricerca di quel lumicino lontano, che indica la direzione da intraprendere per venirne fuori. Ma non è questo, ora, che mi preme sottolineare, no!!! Quello che mi rimbalza all'interno della mente, è il solito quesito: Perché, di tanto in tanto, sento l'esigenza di ritornare all'interno di quella spelonca che, per anni, mi ha terrorizzato tanto? Quella spelonca che per anni mi sembrava la prigione dalla quale non sarei mai riuscito a venire fuori? Domanda senza risposta. O, meglio: domanda che non ha una risposta che io sia riuscito ancora a trovare!!! Eppure so di stare male, dentro la caverna... senza neppure le ombre di Platonica memoria, quelle ombre che, sia pure proiezione di una realtà più vera fuori, sono comunque una realtà. No, nella mia spelonca non vi sono ombre che transitano sulla parete. Sono ombre che vengono proiettate nella mia mente e, come ben so (e ben sa chi ci è passato), ti mozzano il respiro, ti lasciano senza energie. Perché sono quella parte di te che, sia pure accettata, rappresenta un peso che, dentro la voragine profonda, ti pesano più di quanto le tue forze potrebbero sopportare.
Pensieri torbidi, distruttivi, terribili, si affollano dentro di te... pensieri che potrebbero sopraffarti in qualunque momento, se non avessi coscienza del fatto che la tua forza c'è, è là, a tua disposizione... sarebbe sufficiente raccoglierla e cominciare il cammino verso l'uscita (o verso l'interruttore). E invece non fai nulla!!! Sei paralizzato dentro te stesso, terrorizzato da quella parte di te che ti pesa, là dentro... quella parte di te che pesa molto meno quando sei in giro per il mondo... ma che dentro quella tua prigione, diventa insostenibile. Ed ecco che, come per incanto, sia pure sotto questo gran peso, sia pure con la sensazione di paralisi di tutte le tue membra... ecco che, anche solo per pochi istanti, riconosci te stesso... e sai che, probabilmente, hai bisogno di rientrare nella tua prigione, di tanto in tanto, per provare che, magari, hai ancora abbastanza energie da spendere... anche quando la luce s'è spenta!




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25 febbraio 2014

LA TESTA CHE NON SI UTILIZZA...

Ho aspettato un po' per dire la mia... proprio sono rimasto basito, alla notizia che un consigliere regionale di minoranza (che non è uno sminuire la cosa... visto anche cosa penso della maggioranza che governa in questa regione) abbia potuto tirare fuori una proposta di legge che vorrebbe istituire un assegno mensile di 250 euro per 18 mesi a tutte quelle donne che rinunciassero all'interruzione volontaria di gravidanza. Il tutto, ovviamente, senza provare ad interrogarsi sui perché vi siano donne che ricorrono alla legge 194. E, cosa ancora più grave, il sospetto di aver "partorito" questa proposta di legge senza neppure provare a domandarsi se fosse opportuno coinvolgere l'universo femminile nella redazione della suddetta.
E, poi, ci si meraviglia del fatto che vi sia una levata di scudi, proprio da parte delle donne, contro questa assurdità?
Io e mia moglie abbiamo messo al mondo una figlia. Senza nessun "incentivo" di assegno mensile... semplicemente volevamo avere la gioia di essere genitori. Ora, ciò che mi domando è: ma è mai possibile che si continui a pensare che una donna che pratica l'interruzione volontaria di gravidanza lo faccia senza che da questa esperienza ne esca segnata in modo indelebile? Ma quale mente perversa può arrivare a pensare che una decisione grave come l'interruzione di gravidanza possa essere "scongiurata" con incentivi di tipo economico?
Dipenderà dalla testa che non si utilizza, forse?




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13 febbraio 2014

CHI DOMANDA NON FA ERRORE...

Capita, nella vita, di trovarsi in prossimità della scadenza della Patente di Guida, e di attivarsi per il suo rinnovo. Ma col fatto di non avere tempo, causa lavoro, di recarsi alla competente Asp per la pratica in questione, decidi di rivolgerti ad un'Autoscuola (magari quella più vicina a casa tua) per cercare di risolvere la questione salvando il tempo a tua disposizione (poco) e l'imminente scadenza che comporterebbe di non poter guidare fino al rinnovo. Decisione presa: AUTOSCUOLA!!!! E, quindi, ti rechi alla suddetta, che sta pure abbastanza vicino casa tua, per il disbrigo della pratica!!! Gentilissimi, gli impiegati ti spiegano che le norme sono cambiate da quest'anno (che culo!!!), e che bisognerà fare due versamenti sul conto della Motorizzazione Civile: uno da 16 euro, e l'altro da 9 euro. Poi bisognerà lasciargli una tua foto tessera e loro si prenderanno l'onere di trasmettere la documentazione che attesta il pagamento dei versamenti. Inoltre, ti fanno compilare un modulo di autocertificazione col quale specifichi di non avere malattie che comportino delle restrizioni alla guida. Fatto tutto questo, aspetti il momento della visita oculistica che porterà a buon fine la pratica di cui sopra.
Ora, non è che non mi sia fatto delle domande su quali potessero essere le "competenze" dell'Autoscuola o quelle del Medico che ti visita. Ma, in assenza di informazioni da parte degli impiegati dell'autoscuola, mi ero fatto un calcolo approssimativo di una trentina di euro complessivi (magari 15 al medico e 15 all'autoscuola... sono uno che ama distribuire in maniera equa i giovamenti di qualsivoglia natura). E' pur vero che, magari, informarmi in anticipo mi avrebbe consentito di valutare la convenienza di rivolgermi ad un'autoscuola piuttosto che all'Asp... ma la fretta alla quale siamo stati educati negli ultimi decenni ha fatto sì che ciò non accadesse.
Risultato? 75 euro per avere il rinnovo della Patente!!! E siccome anche la mia dolce metà è in scadenza, ho ben pensato di avvertirla che, probabilmente, perderà del tempo per risolvere la vertenza tramite Asp ma, magari, risparmierà i 50 euro supplementari che ho dovuto sborsare per velocizzare la cosa (30 euro per il medico e 20 euro per il "fastidio" che si è preso l'autoscuola).
Mai come in questo caso, ho sperimentato sulla mia pelle quell'aforisma di Oscar Wilde che dice: "L'esperienza è l'insegnante più difficile. Prima ti fa l'esame e poi ti spiega la lezione".
Per qualunque altra "pratica" da evadere, in futuro... o seguire la via maestra, o prendere le dovute informazioni.

P.S.
Non dimenticate mai la buona abitudine di domandare... chi domanda, non fa errore!!!




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27 gennaio 2014

DIARI GIORNATA DELLA MEMORIA.

Ovviamente, non mi sottraggo alla celebrazione della "Giornata della memoria". Ovviamente, non mi sottraggo neppure al mio carattere polemico per natura: la "giornata della memoria", dovrebbe esistere per 365 giorni all'anno... e, magari, dovrebbe non solo ricordare la Shoah, ma anche le tante atrocità commesse in nome di ragioni inesistenti (mi vengono in mente i crimini staliniani come quelli di Pinochet, quelli di Pol Pot come quelli dei colonnelli argentini)... Ecco, una vita passata a ricordarsi che l'attenzione non è mai abbastanza.
Naturalmente, ho volutamente taciuto di altre atrocità delle quali mi ricordo ogni giorno... ma sarebbe inutile stare qui a parlare di cose che non in tanti potrebbero comprendere (il mio carattere polemico, oggi, è della serie "insopportabilissimi")...




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23 gennaio 2014

UN ADDIO ADDOLORATO.

Sono stato indeciso fino all'ultimo se lasciare traccia di ciò che sento, oppure tacere. Ho deciso di lasciare traccia sperando che la retorica non si impossessi di me e mi faccia scrivere ciò che non sento fino in fondo. Aver letto questa notizia mi ha lasciato tanta amarezza dentro. Forse perchè per tanti anni era rimasto, a mio avviso con sforzo sovrumano, da solo in compagnia del suo dolore, lontano dai riflettori che pure la vicenda aveva tenuto accesi per anni. Addio Papà Antonio. Ora potrai riabbracciare la tua Elisa.
Un abbraccio a Gildo, Luciano e a Mamma Filomena.


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21 gennaio 2014

sentimenti CREDERE NEL DOMANI...

Non è da me prendere l'atteggiamento del "vecchio barbogio" (o, meglio ancora, del "vecchio rincoglionito") e cominciare a sparare a zero sui giovani. Sì, certo, ce ne sono di ragazzi che, appena aprono bocca, ti fanno cadere le braccia. Ma ce ne sono tanti che, invece, ancora hanno la potenzialità di prendere per mano il futuro di questo paese e di questo mondo, e portarlo in una direzione diversa da quella senza alcuna speranza che abbiamo davanti agli occhi. Ho bisogno di continuare a credere a quei giovani che ti aprono speranze che un vecchio barbogio (o rincoglionito) ha perduto da tempo. Ne ho bisogno come l'aria e... comincia la ricerca di ragazzi che mi facciano capire che, se pure mi è capitato di vivere una gioventù non esaltante, almeno avrò la gioia di vedere, in vecchiaia, un mondo differente. Voglio continuare a credere nei giovani! E i vecchi rincoglioniti muoiano nei loro mugugni! Voglio credere nel domani, perché ad una scarsa gioventù non segua una mala vecchiaia.




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20 gennaio 2014

TECNOLOGIE I CINQUE SENSI RECUPERATI.

Il limite dello stare "on line" è qualcosa di non ben definito e definibile... ma esiste! Forse non è un limite unico o univoco! Magari si tratta di una serie, più o meno folta, di limiti, tutti importanti o nessuno più importante degli altri. Ma c'è una cosa che non ho mai "sopportato" dello stare on line: l'isolamento dal resto delle cose e persone che ti circondano! Se sei in una stanza, con un monitor davanti (e relativo Pc), o con un tablet, o uno smartphone o un portatile, stai pur certo che il resto del mondo immediatamente vicino a te, in un modo o nell'altro si eclissa, scompare ai tuoi occhi (ed anche al tuo cuore, talvolta). La solitudine del villaggio globale, secondo me. Una solitudine che non hai voluto o cercato ma che, inevitabilmente, ti sei scelto; perché, parliamoci chiaro: nel momento in cui stai digitando bits e bytes ad una tastiera, è automatico che la tua mente si estranei da tutto ciò che ti circonda... e, magari, ne provi anche piacere; paradossalmente, anche guardare un paesaggio, un particolare qualunque dell'intorno della tua esistenza e condividerlo in rete tramite una foto o un semplice pensiero (o aforisma, per i più abili), comunque è un atto di isolamento da ciò che ti circonda. Una cosa è guardare le tonalità del cielo ad un tramonto e parlarne con le persone a te vicine fisicamente, un'altra, invece, è immortalare l'evento (qualunque sia il mezzo di diffusione, immagine o parola scritta) e renderlo fruibile ad una moltitudine di persone che, il più delle volte, sono lontane, fisicamente, anche diverse centinaia di chilometri da te!
Potrebbe essere un discorso semplicistico, ma una folla di persone accalcate in un autobus, o un treno o, magari, in un parco, tutte con un tablet o uno smarphone che le tiene in contatto col mondo, difficilmente si può pensare che siano in contatto con coloro che sono distanti appena qualche centimetro.
Magari è per questo motivo che il social network che va per la maggiore, Facebook, sta cominciando a stancarmi al punto tale da voler assolutamente prendere una pausa (e, stavolta, penso piuttosto lunga)?
Non saprei. Probabilmente ho bisogno soltanto di riprendermi i contatti visivi, tattili, auditivi, olfattivi e, perché no?, anche del gusto. Insomma i cinque sensi recuperati, epurati dal virtuale e reimmersi nel reale.


20 gennaio 2014

musica ADDIO AL MAESTRO ABBADO.

Si è spento Claudio Abbado. E la cosa mi ha lasciato sinceramente addolorato. Credo sia stato uno dei più grandi Direttori d'orchestra di tutti i tempi. Ed anche umanamente, ritengo, sia stato un grande personaggio. Il mio omaggio al Maestro che ci ha lasciati è questa "Messa da Requiem" di Peppino Verdi da lui diretta.





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19 gennaio 2014

musica BRANI CHE NON PIACCIONO...

Questo è un brano che non mi è piaciuto mai un granché... ma il fatto che i Genesis (e Phil Collins in particolare) siano animali da palcoscenico piuttosto abili, me l'ha fatto apprezzare un po' di più. Buona visione ed ascolto.





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19 gennaio 2014

sentimenti VERTIGINI.

Guardare quella figura in Tv, e domandarsi come mai ciò che per te risulta semplicemente penoso e, indubbiamente, grottesco, invece risulti un punto di forza per altri. Questo è il senso di fastidio che ti permea fino all'ultima cellula!!! Ma anche guardarsi in giro e vedere chi non vuole per nessun motivo al mondo, rassegnarsi ad una condizione più che umana: Il trascorrere del tempo! E guardi quel vecchio signore, ridotto ad una maschera da Commedia dell'Arte, e ti rendi conto di quanto il tuo modo di vedere il mondo sia, in fin dei conti, cosa "vecchia" e, forse, perdente. Ma il tuo modo di pensare non cambia neppure guardando chi, invece, non ha bisogno di ricorrere a trucchi e sotterfugi per apparire "piacione" e giovane (perché giovane lo è, almeno anagraficamente) e la natura è "generosa" con i giovani. Ma il tuo modo di pensare è vecchio anche verso chi è giovane sia per anagrafe che per pelle e colorito di capelli. E tra vecchie maschere da commedia dell'arte e nuove maschere da opera lirica, non puoi fare a meno di abbandonarti a quelle vertigini che sono proprie di chi, non arrivando a capire il perché, si arrende e decide di lasciar pedere lotte e battaglie... che, tanto, non serve a nulla.




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13 gennaio 2014

TEORIA EVOLUZIONISTICA...

“Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti”, affermava Charles Darwin. Si può parafrasare come segue:
"Non è il cittadino più forte, che riesce ad andare avanti, nè quello più intelligente. E' il cittadino che risulta più incline a recepire i peggiori comportamenti ed ad abituarsi ad essi". Ecco, questa può essere la strada che potrebbe imboccare l'Italia in questa probabile teoria evoluzionistica della "specie furba".




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4 gennaio 2014

vita familiare UNA NOTTE INSONNE.

Una notte insonne può capitare a tutti... ovvio che, se capita a te che sei, di solito, insonne, la cosa infastidisce non poco. Insonne non significa che non si riesce a dormire per nulla. Significa, almeno nel mio caso, che si ha... "difficoltà di rapporto" con il sonno. Ci si gira e rigira per intere mezz'ore nel letto, in attesa dell'abbraccio di Morfeo; anche se ci si è infilati sotto le coperte molto tardi (nel caso di questa notte, mi sono infilato nel letto all'una e, cinque minuti fa, mi sono alzato perché cosciente del fatto che il sonno non voleva saperne di arrivare), il rituale del "girarrosto" è sempre quello. Non consideriamo, poi, il fatto che il sonno è di tipo leggerissimo e qualunque rumore ti fa svegliare... con relativa difficoltà a riaddormentarsi. Ovvio che, magari, al mattino ci siano serie difficoltà a mettere i piedi giù dal letto, no? Oppure capita che ci si svegli alle 6,00 del mattino, prima ancora che suoni la sveglia e, a quel punto... cosa vuoi fare se non alzarti e andarti a preparare un caffè? Sono lontanissimi i tempi in cui mi infilavo nel letto "male" intenzionato a svegliarmi, nella migliore delle ipotesi, a mezzogiorno del giorno dopo!!!
Ma facciamo mente locale: sono solo con la mia bimba che dorme saporitamente nel "lettone". Mia moglie non c'è, e non ho nessuna voglia di spiegare il perché della sua assenza (motivi familiari, e tanto basti!!!). Mi sono infilato nel letto alle 21,30 per far sì che la piccola si addormentasse (e quanto mi sono sciolto in brodo di giuggiole quando mi ha detto "Papà, mi abbracci?"...). Poi, appena lei ha preso sonno, mi sono alzato e sono venuto al Pc a cazzeggiare su Facebook. Quel tanto che è bastato per rilassarmi un po' dopo una giornata piuttosto "pesante" ed un periodo nient'affatto leggero (queste vacanze di Natale non sono state per nulla "di tutto riposo" nonostante le ferie prese dall'ufficio). Poi mi sono messo a fare zapping col telecomando (mi serve, per lo più, a stimolare il sonno, il gioco del telecomando! La TV non mi interessa, generalmente). Arrivato all'una o giù di lì, mi sono messo l'animo in pace ed ho preso la via dell'appuntamento con Morfeo, ben consapevole che lui, al solito, avrebbe ritardato alla grande. E dopo circa un'ora di rigiramenti sotto il piumone, alla fine mi sono arreso ed ho deciso che, avendo un blog (che non aggiorno molto spesso), avrei potuto provare a scrivere i pensieri che mi venivano in mente in libertà... magari poteva essere un buon modo per ritrovare la via del sonno. Ed eccomi qua, a parlare dei miei guai col sonno al mio pubblico di 3 o 4 lettori che, al limite, potranno fregarsene allegramente di questa cosa.
Concludo pensando che questa cosa di scrivere di me e del mio pessimo rapporto col sonno potrebbe funzionare da terapia psicologica (magari psicotica...). E non mi va neppure di andare a rileggere, almeno al momento, ciò che ho scritto, per cui mi scuso fin d'ora per gli eventuali refusi, errori di sintassi o di consecutio temporum... auguro a tutti coloro che passano da queste parti una buona notte (magari anche un 2014 esplosivo, che non guasta mai) e me ne ritorno nel "lettone", in compagnia di una delle donne della mia vita. Sperando che una notte insonne si concluda qui.




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5 dicembre 2013

vita familiare DAL PARTICOLARE AL GENERALE...

Leggi aggiornamenti e commenti su questo social network. E un amico aggiorna il suo stato e questo suo stato provoca una interessante discussione. Ma uno dei commenti a questo aggiornamento dice, testualmente: "Io non espongo tesi di Grillo...esprimo le mie che poi sono anche quelle di molti milioni di italiani...".
Ovviamente, inutile sottolineare che non sono per nulla d'accordo... anche perché dietro il "vessillo" dell'opinione di milioni di italiani c'è tutto un ventennio di berlusconismo ed antiberlusconismo che ci ha creato dei danni non da poco. E penso che sia ora di smetterla di proiettare su milioni di italiani quelle che sono solo ed esclusivamente opinioni personali. Punto!!!!

Morale della storia? Dal particolare al generale, è cosa non naturale.




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4 dicembre 2013

LAVORO FOLLIA...

Nel precedente post dissertavo di piano inclinato verso il fondo della follia. Basta semplicemente guardarsi intorno, e avere voglia di guardare veramente, per capire a cosa mi riferisco. Pifferai da tutte le parti a urlarci in faccia quanto siano impegnati a fare le cose "a nome della gente"... pifferai, appunto. Alla ricerca di sorci da condurre verso l'annegamento. Ma, poi, continui a guardarti intorno e scopri ogni giorno, ogni momento, che c'è un velo di follia pura in ogni cosa in cui ti capita di imbatterti!!! L'ultima che ho sentito? Quella di prendere personale di livelli alti in una fabbrica (insomma, quadri o dirigenti), portarli in quel di Bologna, Emilia-Romagna, per sottoporli alla supervisione di uno staff di psicologi che debbono stabilire la loro "soglia di stress". Il virgolettato è d'obbligo, perché non mi sovviene il termine esatto. Insomma, si sta provando a "tarare" le persone rispetto a quanto possono essere "tolleranti" allo stress prima di mollare...
E questa, signori miei, io la chiamo solo FOLLIA!!!




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3 dicembre 2013

sentimenti BUONANOTTE...

Mi guardo intorno e trovo che siamo sempre più su un piano inclinato diretto al fondo della follia... non vedo spiragli di miglioramento, purtroppo. Temo che la follia debba arrivare al suo apogeo, per sperare di vedere inversioni di tendenza. Si tratta di una gara a chi la "spara più grossa", una competizione su chi ha la proposta folle più eclatante... attendendo il prossimo direi che si può augurare una buonanotte a tutti (soprattutto a quelli che provano a tenere gli occhi aperti... che quelli che li tengono chiusi, neppure capiranno cosa intendo dire).




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18 ottobre 2013

DOMANDE...

Domande che ti vengono un po' perché indulgi alla demagogia, un po' perché se ti fai delle domande, magari i problemi si allontanano per un attimo.

La prima domanda è: Ma perché, se tra novembre 2011 e febbraio 2012 le banche italiane hanno ricevuto dalla BCE un'iniezione di liquidità pari a 260 M I L I A R D I di euro... quando vai in banca per un piccolo prestito, ti mandano da una finanziaria?

La seconda domanda è: Ma per quale motivo uno come Angelino Alfano, che dovrebbe rappresentare qualcosa di nuovo nello schieramento di destra italiano, continua ad usare per la sua parte politica il termine "Centrodestra" e per lo schieramento avversario il solito "Sinistra"? Cos'ha, ormai di sinistra il cossiddetto centrosinistra?

La terza domanda è: ma perché continuiamo ad aspettare il nuovo Pifferaio Magico che ci salvi dai topi? Non ci rendiamo conto che, da un po' di tempo a questa parte, i topi di cui liberarsi... siamo noi????




permalink | inviato da Nathan 2000 il 18/10/2013 alle 20:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 ottobre 2013

musica SETTE NOTE PER ACCOMPAGNARE IL SILENZIO INTERIORE.

Per caso ti capita di incontrare, per le vie televisive, un artista come questo Francesco Grillo... che ti fa pensare ai compositori Russi (orientali in genere), magari indulgendo a sonorità classiche come quelle di un Debussy o anche uno Chopin. E ti rendi conto che, comunque, ha un'originalità anche contaminando la classicità col Jazz. Ecco, in questi momenti in cui interiormente imperversa il silenzio, queste sette note combinate così magistralmente, mi fanno soltanto bene. Buon ascolto a tutti.




8 ottobre 2013

DEMAGOGO E PACIFICO.

Occhei, vabbè... liberiamo tutti quei detenuti che versano in condizioni disumane nelle carceri italiane. E, un attimo prima, liberiamo tutti coloro che con uno stipendio da fame non riescono ad arrivare alla prima settimana (condizione disumana anche questa). E immediatamente prima risolviamo la questione di tutti quei giovani che non riescono a immaginarsi un futuro (condizione disumana parimenti). E poco prima vediamo di risolvere il problema di tutti coloro che hanno perso il lavoro ad un'età in cui ritrovarlo non è facile (disumano, no?). Occhei, vabbè... diritti umani per tutti, mica solo per una parte.
(Un sorso di sana demagogia prima di andarsene a nanna).

Probabilmente c'è chi non approva questa mia demagogia serale... pazienza: sono un "Uomo di Pace", non un "non violento" nè tantomeno un "pacifista". All'occorrenza mollo ceffoni!!!!




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25 settembre 2013

vita familiare GLI ANNI DELLA MIA VECCHIAIA...

Vediamo di fare due conti (personali). Ho messo su famiglia a 41 anni e sono diventato padre a 43 anni. Se dovesse toccarmi una pensione (hai visto mai), a 65 anni mia figlia ne avrebbe 22, e starebbe per laurearsi (o giù di lì). Premessa la considerazione che, al momento di scegliere a quale facoltà iscriversi, mia figlia avrebbe tutte le libertà possibili di scelta, tranne quella di rimanere a Potenza... perché, se sarà necessario, la costringerò ad andare a studiare fuori da questa regione maledetta... direi che, magari, si potrebbe pensare al futuro in questi termini: esaurito il mio compito di far crescere mia figlia in questa regione perché, causa lavoro, non avrei possibilità di andarmene via prima, potrei giocarmi la possibilità di abbandonare questa regione abitata da capre ignoranti ed amministrata da altrettanti caproni per nulla sapienti, al momento di andare in pensione. Bene, ho ancora poco meno di tre lustri per considerare, una volta finito l'impegno del futuro di mia figlia, come trascorrere gli anni della mia vecchiaia...




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20 settembre 2013

POLITICA TEMI DA PRIMARIE...

Lo slogan che più è andato in voga in questi giorni  di campagna elettorale per le primarie di coalizione del Centrosinistra in Basilicata (per la coalizione Basilicata bene comune) è il seguente: "Libera le primarie". Ora, lo slogan è bellissimo (in tutta onestà). E se davvero valesse l'esortazione a "liberare" queste primarie, esprimendo in libertà il proprio voto, avremmo un solo candidato con i requisiti giusti allo scopo: Miko Somma. Anche perché, a conti fatti, in questa campagna per le primarie, l'unico candidato che abbia parlato di programma (e non di libro dei sogni o di buone intenzioni), è stato proprio Miko. Gli altri candidati erano troppo impegnati nella "competizione" (che ha assunto toni da battaglia campale) soprattutto negli ultimi giorni. E, a dimostrazione del fatto che il nostro programma è di quelli che parlano delle giuste problematiche per questa regione, andiamo a linkare un po' di video:



Ovviamente, non c'è solo il petrolio... visto che da mesi, in commissione ambiente della Regione Basilicata, giace la nostra proposta di piano regionale rifiuti!!! Ecco la clip:




E che ne parliamo a fare? Dopo i rifiuti, anche qualcosa sull'acqua che, a quanto pare, continua ad essere un tema di discussione. Ma anche un argomento tale da far dimenticare a tanti (candidati a queste primarie compresi) il fatto che c'è stato un referendum che ha sancito la precisa volontà popolare di non affidare la gestione della risorsa idrica a organismi privati. Ecco la clip:




A questo punto, sulla scorta di tutto ciò che si è visto (e che abbiamo voluto raccontare alla gente nelle strade e nelle piazze)... chi è veramente libero di esprimersi non credo dovrebbe avere dubbi in merito a chi dare la preferenza a queste primarie.



Bene... "Libera le primarie" votando Miko Somma!!!!




12 settembre 2013

SOCIETA' CORRETTIVI URGENTI.

I dati che si possono reperire anche in rete sul numero di persone che si tolgono la vita, fanno impressione. E la cosa che più lascia interdetti, è il fatto che non sono solo coloro che possono essere definiti "persone normali". Sono eclatanti i casi di manager che "crollano" sotto il peso di una competitività imposta da un sistema che non perdona! La lettura di un articolo di Massimo Fini, ci presenta una situazione che non risparmia nessuno. Allora, la riflessione che mi viene spontanea è la seguente: ma il sistema fondato sulla crescita senza limiti, e sulla competitività mirata ai risultati sempre migliori dei precedenti... è un sistema che non necessita di un ripensamento? Io credo, nel mio piccolissimo, che bisognerebbe cominciare a trovare dei Correttivi Urgenti: altrimenti non se ne verrà fuori... e il numero di persone destinate a porre fine alla propria vita (?) aumenterà sempre di più.


Al solito, è la Politica che dovrebbe occuparsi di trovare questi correttivi. Ma, soprattutto, è la gente comune che dovrebbe cominciare ad occuparsi di Politica...visto che, a conti fatti, coloro che se ne sono occupati negli ultimi 30 anni, lo hanno fatto molto poco; e quel poco che hanno fatto, l'hanno fatto pure in maniera pessima.


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